Cosa determina il successo di una canzone su Spotify e TikTok? Non sono le nostre preferenze a influenzarlo.
Non si vuole semplificare eppure si avverte sempre più frequentemente che alcune canzoni sembrano simili, presentano ritmi analoghi, durate standard e ritornelli che si ripetono dopo un certo intervallo di tempo. A quanto pare, non si tratta solo di una sensazione: la causa è un fenomeno che i ricercatori definiscono “platformization” della musica.
Un recente studio condotto dall’Università della California Davis, intitolato A computational analysis of the platformization of music: comparing hit songs on TikTok and Spotify e pubblicato su Information, Communication & Society, ha esaminato come le dinamiche delle piattaforme digitali stiano influenzando e modificando in modo significativo il modo di concepire la musica. Ma anche il modo in cui la si ascolta.
La ricerca ha esplorato i meccanismi che portano un brano a diventare virale su TikTok e successivamente a trasformarsi in una hit su Spotify, scalando le classifiche globali. Il risultato è sorprendente: su entrambe le piattaforme, le preferenze degli utenti spiegano solo parzialmente il successo di un brano. Il vero fattore determinante è rappresentato dai modelli di business basati sui dati.
“Le classifiche delle hit non riflettono solo i gusti del pubblico, ma sono il frutto di selezioni curate dagli algoritmi, che finiscono per influenzare le scelte degli utenti stessi“, afferma Cuihua Shen, docente di comunicazione all’UC Davis e autrice dello studio. Pubblicando le classifiche, le piattaforme stabiliscono quali canzoni debbano diventare visibili e predominanti.
Nella ricerca si analizzano i modelli di business basati sui dati di TikTok e Spotify che influenzano sia la produzione musicale degli artisti sia le canzoni ascoltate dal pubblico. Gli algoritmi hanno un ruolo significativo nella popolarità dei brani. Lo studio ha confrontato in modo sistematico i brani che scalano le classifiche su entrambe le piattaforme, evidenziando come le due piattaforme favoriscano generi musicali differenti.
TikTok valorizza brani con un alto potenziale di viralità, facilmente adattabili a sfide, meme o come sottofondi video. Le sue hit sono costruite attorno ai “ganci”, momenti orecchiabili di pochi secondi che si prestano perfettamente a clip brevi. Al contrario, le hit su Spotify sono più legate a modelli di ascolto prolungato e sono destinate a nutrire le playlist. Sulla piattaforma svedese, la musica tende a mantenere strutture più tradizionali rispetto a quella su TikTok.
Con oltre 1,6 miliardi di utenti, TikTok rappresenta lo spazio della reinterpretazione creativa e del remix, mentre Spotify, con i suoi 675 milioni di utenti, rimane il canale di distribuzione principale per gli album completi. Tuttavia, il successo su TikTok spesso precede quello su Spotify, fungendo da trampolino di lancio che costringe etichette e classifiche tradizionali ad adattarsi.
I ricercatori hanno esaminato le differenze tra le piattaforme, analizzando i dati del 2020-22 delle rispettive classifiche delle 100 migliori hit, riscontrando differenze significative su ciò che rende un brano una hit globale. L’analisi computazionale condotta su parametri come durata, tempo ed energia ha confermato una tendenza chiara: le canzoni stanno diventando sempre più brevi. Si tratta di un adattamento strategico per massimizzare i profitti – più stream in meno tempo – e rispondere alla soglia di attenzione in calo degli utenti. Per i brani nati su TikTok, questo accorciamento è ancora più evidente.
Ma quali sono i generi più apprezzati? Qui è necessario fare una netta distinzione. Su Spotify dominano i temi relazionali, le produzioni delle major e i generi pop, hip-hop e trap, con una percentuale inferiore di brani R&B, soul e dance. Su TikTok, le classifiche premiano la canzone funzionale al video divertente ed emozionante, e sono più dinamiche: 321 brani nella Top 100 contro i 1.707 di Spotify nello stesso periodo.
Sul social, l’attenzione di milioni di persone si concentra contemporaneamente su pochissimi brani che diventano virali in quel momento, ma una canzone degli anni ’70 può tornare in classifica prima rispetto all’ultima hit di oggi se qualcuno crea una sfida visiva efficace utilizzando quel brano. Al contrario, su Spotify ci sono migliaia di playlist diverse ed è molto più facile che una canzone entri nella Top 100 anche per un solo giorno grazie a una singola playlist popolare, per poi scomparire.
Un dato particolarmente sorprendente è che solo 68 hit sono apparse su entrambe le piattaforme nel periodo di studio di due anni, e la maggior parte è entrata e uscita dalla classifica giornaliera Top 100 di Spotify più rapidamente rispetto a quella di TikTok. Questo indica che esiste una musica da TikTok che non viene quasi mai ascoltata per intero su Spotify e una da Spotify che è troppo seria per funzionare su TikTok. Curiosamente, le hit che riescono a passare da TikTok a Spotify spesso bruciano più in fretta su quest’ultima. Una volta soddisfatta la curiosità, l’ascoltatore tende a passare oltre, mentre su TikTok il brano potrebbe continuare a circolare come sottofondo per mesi.
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