Diffusori Monitor Audio Bronze 50 7G: un’introduzione al mondo dell’hi-fi.

Diffusori Monitor Audio Bronze 50 7G: un'introduzione al mondo dell'hi-fi. 1

Monitor Audio Bronze 50 7G, in listino a 600 euro la coppia 

I diffusori della serie Bronze rappresentano alcuni dei modelli più apprezzati dell’azienda britannica Monitor Audio. Dal 1999 a oggi, sono stati rinnovati più volte, mantenendo sempre l’intento di fornire un diffusore da scaffale compatto e accessibile, che consenta di avvicinarsi all’alta fedeltà in modo corretto. Attualmente, come suggerisce la sigla 7G, la serie Bronze è giunta alla settima generazione, che include anche un modello a torre, uno da parete, un canale centrale e moduli aggiuntivi per Dolby Atmos. La Bronze 50 7G è la più piccola della gamma: per questo motivo, si adatta perfettamente a sistemi all-in-one, impianti compatti da salotto e configurazioni da scaffale, in abbinamento a elettroniche di potenza moderata ma di buona qualità. Tuttavia, può anche essere integrata in un sistema home theater.

Come sono costruite

Rispetto alla generazione precedente, le 7G non rappresentano solo un’evoluzione, ma un redesign totale. Sono compatte (335 x 185 x 328 mm), ma leggermente più grandi rispetto al modello precedente.

Il pannello frontale è realizzato in compensato da 18 mm, un materiale molto rigido che tende a vibrare meno rispetto a materiali più economici. Questo riduce le risonanze che potrebbero alterare la riproduzione delle frequenze medie, dove si trovano le voci e gli strumenti principali. Il bordo non è verniciato e rimane visibile agli angoli: con il bianco il contrasto è evidente e potrebbe non piacere, mentre con le altre due finiture (nero o noce) l’effetto è meno marcato.

I driver utilizzano un sistema di serraggio con barre passanti, che collega in modo più stabile la parte frontale al retro del cabinet, aumentando la rigidità complessiva e migliorando la definizione delle basse frequenze.

Con la griglia frontale magnetica installata, l’aspetto diventa più ordinario, e in generale si ha la sensazione di un prodotto ben costruito, rifinito con attenzione e progettato per durare nel tempo (a confermarlo c’è una garanzia di cinque anni).

Il driver medio-basso è cresciuto in dimensione rispetto alla generazione precedente, ed è ora di 6 pollici, circa 150 mm. Questo comporta una maggiore superficie radiante, quindi più aria spostata, facilitando la riproduzione delle frequenze gravi e conferendo una maggiore sensazione di grandezza a parità di volume di ascolto. Il cono è in C-CAM (Ceramic Coated Aluminium Magnesium), un materiale che combina leggerezza e rigidità: è leggero per muoversi rapidamente, rigido per potersi spostare avanti e indietro senza deformarsi. La deformazione del cono può introdurre distorsione e irregolarità nella risposta; ridurla aiuta quindi a mantenere pulizia e definizione nel suono. La bobina mobile è più grande e i magneti più potenti, per garantire una maggiore tenuta in potenza.

Il tweeter è a cupola da 25 mm, sempre in C-CAM, con placcatura dorata, come da tradizione Monitor Audio. La guida d’onda UD Waveguide controlla il modo in cui il tweeter diffonde energia nell’ambiente, influenzando l’ampiezza della scena, l’equilibrio fuori asse e l’integrazione con il woofer. L’obiettivo è ottenere una scena più ampia e chiara, con un miglior allineamento temporale tra le emissioni dei due trasduttori. Inoltre, c’è una griglia esagonale in alluminio a protezione della cupola, un dettaglio che può proteggere il tweeter da dita curiose o animali domestici.

Posizionamento

Per il posizionamento, la soluzione ideale è acquistare degli stand e lasciare un po’ di spazio attorno ai diffusori; in alternativa, si può optare per uno scaffale, a patto che ci sia sufficiente spazio dietro le casse. Nella confezione sono inclusi dei cilindri in foam per tappare il reflex se la distanza dalla parete posteriore fosse troppo ridotta e anche dei piccoli piedini in gomma adesivi per isolare meglio i diffusori e ridurre le vibrazioni.

È anche possibile utilizzare il biwiring, cioè un cablaggio separato per le sezioni alta e bassa usando due coppie di cavi e morsetti dedicati. Questa funzione è spesso presente anche su diffusori economici, ma non è obbligatorio utilizzarla: è più una possibilità per chi ama sperimentare.

La sensibilità dichiarata è nella media (86 dB): in ambienti non troppo grandi, un amplificatore da 30-40 Watt sarà sufficiente per ottenere buoni risultati. Le Bronze 50 7G probabilmente non si troveranno a lavorare con amplificatori oltre i 100 Watt, ma nel caso reggono senza problemi potenze più elevate. Sono in grado di rivelare la qualità dei componenti a monte, quindi nella scelta del resto dell’impianto è importante considerare attentamente gli abbinamenti.

Come suonano

Per quanto riguarda le prestazioni in basso, non è realistico aspettarsi miracoli da un diffusore da scaffale dal costo di circa 600 euro, eppure l’estensione è notevole. Il reflex posteriore è accordato a 47 Hz e l’estensione dichiarata arriva quasi a 40 Hz. Con strumenti come un pianoforte a coda, dove gli attacchi e le fondamentali possono scendere molto, oppure su grancassa e percussioni profonde, le Bronze 50 7G riescono a offrire un’impressione di fisicità che rende coinvolgente. Il basso non farà tremare i muri, ma è sufficientemente esteso da far sembrare il diffusore più grande di quanto sia realmente. In ambienti ampi o con musica molto carica sotto i 40 Hz, il subwoofer rimane comunque l’unico modo per ottenere un vero basso profondo.

Nonostante il marchio Monitor Audio, non si tratta di diffusori neutri, da studio di registrazione. La presentazione è molto chiara e incisiva, con un medio presente e una sensazione di velocità, ma si nota una leggera accentuazione tra medio e alto, più orientata al dettaglio e alla brillantezza che a una totale morbidezza. È facile rimanere colpiti dal suono delle Bronze 50 7G, ma potrebbe esserci chi preferisce alternative dal suono più rilassato se trascorre molte ore al giorno ad ascoltare musica o è particolarmente sensibile alle alte frequenze. Qui sono chiare e precise, con una sensazione di controllo e assenza di sbavature. La scena sonora è ben definita e discretamente profonda, soprattutto quando i diffusori vengono orientati in modo che i tweeter puntino verso l’ascoltatore; una leggera rotazione può cambiare notevolmente l’equilibrio tra presenza e ampiezza della scena.

Ad esempio, la resa di Nierika dei Dead Can Dance è eccellente, per velocità, precisione e impatto delle percussioni, ma anche per le trame elettroniche dei sintetizzatori. Le Bronze 50 7G rendono chiarissimi gli intrecci delle voci e dei cori, ma forse in alcuni momenti alleggeriscono un po’ troppo la voce ultraterrena di Lisa Gerrard.

La voce di Owen Pallett in Midnight Directives (da Heartland) è in primo piano, i testi facilmente comprensibili, ma il vero miracolo delle piccole Monitor Audio è come riescono a ricostruire lo spazio dello studio, la collocazione tridimensionale degli strumenti.

Angel dei Massive Attack, da Mezzanine, è una sfida molto difficile per tutti i diffusori, e in particolare per quelli più piccoli, che di solito montano woofer non all’altezza delle terrificanti note di basso iniziali. Le Bronze 50 7G riescono a riprodurle in modo ragionevole, anzi, perfino con un discreto impatto fisico. Il prezzo da pagare è una certa durezza sulle chitarre elettriche, che spinge a ridurre il volume nei momenti più intensi.

Qualcosa di simile accade anche con Animali Notturni di Malika Ayane, dall’ultimo Sanremo: all’inizio si apprezza la chiarezza della riproduzione, il focus preciso sulle singole note e sugli strumenti, poi però, all’aumentare del volume, la voce diventa un po’ troppo squillante.

Sostituendo al Technics SA-C600 della prima prova un Eversolo Play CD, il risultato non cambia molto, anche se la potenza del piccolo all-in-one cinese è più che doppia: ma il suo carattere meno aggressivo forse completa meglio quella certa esuberanza della Monitor Audio sulle frequenze più alte. Così, ad esempio, le note elettroniche di Hard Level Force di Craven Faults sono rese con un ritmo un po’ più rilassato, ma con chiarezza più che sufficiente e impatto notevole.

Passando a un genere molto diverso, ossia la colonna sonora del film Hamnet firmata da Max Richter, si apprezza ancora la capacità di ricostruire la dimensione spaziale della registrazione (un’esclusiva di Apple Music dal vivo, nella chiesa londinese di Southwark), e riprodurre in modo corretto anche una grande orchestra.

Ci piace

  • Suono di impatto e ricco di dettagli
  • Prezzo ragionevole
  • Adatte per un primo impianto ma anche per i successivi upgrade

Non ci piace

  • Il bordo del pannello frontale a contrasto con il resto del diffusore
  • A volte sono un po’ troppo brillanti sulle alte frequenze
  • Il reflex posteriore impone una certa distanza dalla parete di fondo

In conclusione

Le piccole Monitor Audio si comportano bene con quasi tutti i generi musicali, dall’elettronica al jazz, dalla musica classica al rock, mantenendo sempre la propria impronta chiara e vivace. Rendono entusiasmante un impianto semplice: un all-in-one, un piccolo integrato, un setup da desktop ben realizzato. Da Eversolo a Technics, da Cambridge Audio a Nad, ci sono diverse opzioni disponibili. Tuttavia, le Monitor Audio si integrano perfettamente anche in un impianto con componenti separati, a condizione che questi non siano già eccessivamente spinti sulle alte frequenze. La loro capacità di restituire le differenze a monte è notevole per il prezzo (600 euro la coppia, ma online si trovano facilmente intorno ai 450): sono casse che possono costituire la base non solo per un primo impianto, ma anche per le sue evoluzioni successive.

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