È cominciato il viaggio lento e solenne dell’enorme razzo che ci riporterà sulla Luna
“Sì, siamo pronti. È come rivivere i tempi gloriosi delle missioni Apollo e dello Space Shuttle. D’altra parte, il massiccio trasportatore è lo stesso”.
Uno dei tecnici del Kennedy Space Center responsabile della sicurezza all’interno del VAB, il colossale edificio cubico alto 140 metri che domina la vasta base di lancio della NASA, è attualmente pronto a iniziare il trasporto verso la piattaforma e la rampa 39B del gigantesco razzo vettore SLS, che ha in cima l’astronave “Orion” per la missione “Artemis 2”, destinata a riportare un equipaggio sulla rotta Terra-Luna e ritorno, 53 anni dopo l’ultima missione.
La prima opportunità, o “finestra di lancio” utile per inserire l’astronave Orion nella corretta traiettoria, si aprirà il 6 febbraio e si chiuderà il giorno 11. Gli ingegneri NASA devono tenere conto della meccanica orbitale, della rotazione terrestre, dell’orbita lunare e di vincoli specifici, come l’esposizione di Orion all’oscurità, che non deve superare i 90 minuti per garantire energia dai suoi pannelli solari.
Un viaggio lento e solenne, prima della grande corsa translunare
La NASA sta quindi entrando nella fase finale e cruciale per la missione Artemis 2, la cui astronave “Orion” dispone di un modulo di servizio progettato dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea), principalmente dai tedeschi di Airbus e in Italia (a Torino) da Thales Alenia Space.
È l’evento spaziale principale del 2026: la missione di quattro astronauti verso l’orbita lunare inizia con un viaggio lento e solenne, a una velocità di soli 1,3 chilometri orari. Non è un caso che i tecnici accompagnino il razzo camminando lungo il percorso. Questa è la velocità massima del “Crawler”, il massiccio mezzo-piattaforma cingolata (da cui deriva il nome “crawler”) simile a un enorme carro armato, che trasporta il razzo SLS, lo Space Launch System, fino alla rampa 39B, distante 6,4 chilometri dal VAB.
Il percorso, costituito da due corsie, a un certo punto curva a sinistra ed è composto da ghiaia. In passato, durante la “sterzata” del VAB, le pietre venivano regolarmente schiacciate e ridotte in sabbia dai cingoli del “Crawler”, che dopo 12 ore dall’uscita dal VAB è pronto a consegnare al Pad di partenza il razzo che riporterà l’uomo attorno alla Luna, dopo 53 anni e 2 mesi.
Lori Glaze, amministratore associato per la Direzione dello Sviluppo dei Sistemi di Esplorazione, ha dichiarato: “Siamo ormai vicini ad Artemis 2, con il rollout, il trasporto alla rampa. Abbiamo ancora alcuni passaggi importanti da completare sul nostro cammino verso il lancio. La sicurezza dell’equipaggio è la nostra priorità assoluta”.
Intoppi: la normalità dell’ingegneria complessa
La sicurezza, appunto. Come accade spesso quando si lavora con sistemi nuovi e altamente complessi, gli ingegneri hanno affrontato nelle ultime settimane alcune sfide tecniche. Non tutto procede senza intoppi al primo tentativo, soprattutto considerando che questa è solo la seconda missione Artemis, dopo la prima, senza equipaggio dell’autunno 2022, che ha comportato una serie di revisioni per la Orion.
La prima opportunità di lancio si aprirà il 6 febbraio. Tuttavia, ogni aspetto dovrà essere controllato con attenzione, e non è garantito che si parta quel giorno. Fino ad ora, i tecnici hanno dovuto risolvere problemi con un cavo difettoso, che non rispettava le specifiche a causa di una piegatura: la sostituzione e i test sono previsti per questo fine settimana. Inoltre, una valvola di Orion, del sistema di pressurizzazione del portellone principale era difettosa, ma il problema è stato risolto rapidamente, insieme ad alcune perdite in attrezzature a terra per fornire ossigeno alla navicella.
Una volta che SLS e Orion saranno in posizione, inizierà una lunga serie di operazioni. Verranno collegati i sistemi elettrici, i condotti di controllo ambientale e le linee dei propellenti criogenici, cioè idrogeno e ossigeno liquidi. Per la prima volta, i sistemi completamente integrati verranno attivati sulla rampa per verificare che la navicella, il razzo e le infrastrutture di terra “dialoghino” correttamente.
L’equipaggio pronto al “go”
L’ultimo equipaggio a percorrere il tragitto Terra-Luna, nel dicembre 1972, era composto da Eugene Cernan (Comandante), Harrison Schmitt (geologo e planetologo) e Ron Evans (Pilota dell’Apollo). Tutti americani, tutti maschi, tutti bianchi, come in tutte le missioni lunari. L’equipaggio di Artemis 2 rappresenta un cambiamento, composto da Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (primo uomo di colore a viaggiare verso la Luna), Christina Koch (prima donna) e Jeremy Hansen (canadese, primo non americano).
I quattro astronauti effettueranno una visita alla rampa 39B nei prossimi giorni per un’ispezione finale, in un momento di grande impatto emotivo e tecnico. Verso la fine di gennaio, la NASA prevede di eseguire il cosiddetto Wet Dress Rehearsal. Si tratta di una prova generale completa che include il rifornimento totale di propellenti criogenici. Un conteggio alla rovescia simulato sulla rampa e procedure di emergenza, con le squadre addette che simuleranno anche le operazioni di chiusura dei portelloni e messa in sicurezza degli astronauti (simulati), per garantire che tutto avvenga senza problemi.
Pronti a far scattare l’orologio del conto alla rovescia
Non sarà più il ticchettio di una lancetta, come ai tempi dell’Apollo. “Artemide” (nella mitologia sorella di Apollo) avrà un avvio del conto alla rovescia digitale. Sarà critica la gestione degli ultimi 10 minuti prima del decollo. Sono previste due esecuzioni di prova: una con fermo a 33 secondi dal lancio, per poi riciclare l’orologio a “meno 10 minuti”, e una seconda a 30 secondi dal lancio. Dopo la finestra del 6-11 febbraio, la successiva sarà dal 6 all’11 marzo, e poi ancora dall’1 al 6 aprile.
Artemis 2 sarà un sorvolo lunare in una missione di 10 giorni, per testare i sistemi vitali dapprima in un’orbita terrestre lontana dal nostro pianeta, prima di dirigersi verso il nostro satellite. Un test simile a quello effettuato dalla NASA con le missioni Apollo 8 nel 1968 e Apollo 10 nel 1969.
Questo rappresenterà un passo significativo per pianificare la prima missione di sbarco, prevista ora all’inizio del 2028. Tuttavia, ci sono ancora molti problemi da risolvere prima che l’astronave HLS (Human Landing System), ovvero la Starship lunare di SpaceX, possa essere pronta per una missione lunare. Inoltre, l’altro veicolo lunare, l’MK-2 di Blue Origin, non ha ancora effettuato test nello spazio, ma è pronto a farlo lanciando in orbita terrestre il suo modulo lunare per un test, utilizzando il nuovo e potente razzo New Glenn.