Fuga dei giovani e barriere tecnologiche: il lavoro in Italia secondo LinkedIn
Un mercato del lavoro considerato estremamente competitivo e selettivo, ma con marcate differenze generazionali: mentre i più giovani tendono a guardare all’estero, i professionisti non più giovani percepiscono l’età come un limite e, in generale, le intelligenze artificiali utilizzate per la selezione del personale suscitano una certa preoccupazione.
Questi sono i principali risultati di un’indagine condotta tra il 13 e il 28 novembre 2025 dalla società di ricerca Censuswide per conto di LinkedIn, coinvolgendo 19.113 lavoratori in 13 diversi Paesi, Italia
Il contesto globale appare dicotomico: molti lavoratori cercano una nuova sfida professionale, convinti però che trovare o cambiare lavoro sia sempre più complesso.
La percezione del mercato del lavoro in Italia e la frattura generazionale
Il panorama italiano si colloca in un contesto globale di grande incertezza. A livello internazionale, il 52% degli intervistati aspira a un nuovo ruolo nel 2026, ma il 65% ammette che la ricerca si è fatta più complicata a causa della forte competizione e della discrepanza tra le proprie competenze e quelle richieste.
In Italia, la situazione è simile: il 44% dei professionisti desidera cambiare lavoro, affrontando un mercato percepito come sempre più rigido e selettivo.
Oltre 6 italiani su 10 (il 62%) affermano che trovare un impiego è diventato più difficile rispetto al 2024, citando come principali ostacoli la saturazione delle posizioni disponibili (44%) e i processi di selezione eccessivamente severi (36%).
L’indagine mette in evidenza anche una profonda divisione tra le diverse fasce d’età.
La Gen Z italiana – coloro nati tra il 1997 e il 2012 – dimostra una forte inclinazione verso la mobilità internazionale: l’81% ha considerato l’idea di trasferirsi all’estero per migliorare la propria carriera, una tendenza seguita dal 67% dei millennials (la Gen Y, ovvero i nati tra il 1981 e il 1996).
Tra queste due generazioni si osservano differenze di vario tipo, la più evidente è che la Gen Z ha vissuto il mondo pre-digitale, mentre la generazione Y non ha esperienza del mondo senza internet.
Sul fronte opposto, i lavoratori più esperti si trovano in una condizione di stallo: nonostante l’esperienza consolidata, molti professionisti senior vedono la propria età come un ostacolo insormontabile, dichiarando di sentirsi “troppo vecchi” per competere, per retrocedere o per ricominciare.
Come evidenziato da Michele Pierri (LinkedIn Notizie Italia), il 74% dei lavoratori italiani non si sente pronto ai cambiamenti in atto, contribuendo a un clima di iniquità percepita.
La crisi del merito e il fenomeno del “ghosting”
A complicare la situazione ci sono i processi di selezione: la metà dei candidati (50%) ritiene che gli iter siano costituiti da troppe fasi, mentre il 49% lamenta un’eccessiva impersonalità nel rapporto con l’azienda.
Si registrano dati preoccupanti anche riguardo alla trasparenza: il 51% degli intervistati teme annunci ingannevoli o truffe, e circa il 20% è vittima di “ghosting”, ovvero la totale mancanza di feedback dopo la candidatura.
Inoltre, in Italia continua a persistere la percezione che il merito non sia il criterio principale: oltre il 30% dei professionisti crede che le conoscenze personali siano più importanti delle competenze effettive.
L’intelligenza artificiale tra opportunità e ostacoli
L’IA rappresenta un’incognita significativa per il 2026. Se da un lato il 59% degli italiani la utilizza con sicurezza nel lavoro quotidiano, il suo impiego nelle assunzioni genera opinioni contrastanti.
Il 44% dei candidati auspica che gli algoritmi possano standardizzare i colloqui riducendo i pregiudizi umani (bias), ma il 46% teme che l’IA diventi un ulteriore ostacolo che impedisce di farsi notare.
Quasi la metà dei lavoratori (48%) afferma di non sapere come mettersi in evidenza quando a valutare il proprio profilo è un software. Solo il 26% si sente davvero pronto a intraprendere la ricerca di lavoro in questo nuovo ecosistema tecnologico.
“Jobs on the Rise”: le professioni d’oro del 2026
Nonostante le difficoltà, l’analisi del LinkedIn Economic Graph (basata su milioni di percorsi professionali tra il 2023 e il 2025) identifica i settori in rapida crescita. In Italia, la top 10 delle professioni emergenti evidenzia il predominio della tecnologia e della sostenibilità:
1. Ingegnere dell’intelligenza artificiale
2. Direttore IA
3. Specialista Salute Sicurezza Ambiente (HSE)
4. Ingegnere dei sistemi avionici
5. Bioinformatico
6. Wealth manager
7. Project manager
8. Ingegnere elettrico
9. Consulente sviluppo commerciale
10. Tecnico commerciale.
I consigli degli esperti
Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, paragona l’attuale mercato a una “grande rotonda” dove flussi di generazioni e tecnologie si incrociano vorticosamente, rendendo necessari strumenti che rendano il percorso più equo e basato sulle competenze. Per non restare esclusi, Olga Farreras Casado (Career Expert di LinkedIn) consiglia di:
- Aggiornare costantemente il profilo, che rimane il primo punto di contatto con i recruiter e utilizzare gli strumenti forniti da LinkedIn per ricevere suggerimenti
- Sperimentare l’IA attraverso strumenti come Job Match, per individuare posizioni in linea con il proprio profilo professionale
- Prepararsi al cambiamento, il mercato del lavoro è in costante evoluzione e ognuno dovrebbe prendersi la responsabilità di monitorare l’andamento del proprio settore di riferimento
- Utilizzare le funzioni Premium, come la segnalazione Top Choice tramite Easy Apply, per dimostrare un interesse prioritario per determinate offerte e distinguersi in un contesto altamente competitivo.
La metodologia della ricerca
Sono stati coinvolti 19.113 lavoratori di età superiore ai 18 anni, includendo dipendenti a tempo pieno, a tempo parziale e anche disoccupati in cerca di lavoro.
Il campione è stato selezionato attraverso 13 Paesi, oltre all’Italia: Australia, Brasile, Francia, Germania, India, Paesi Bassi, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Svezia e l’area MENA (Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti).
L’analisi Jobs on the Rise, che classifica le professioni in più rapida crescita, è stata elaborata dal LinkedIn Economic Graph, un progetto interno per la costruzione di mappe digitali dell’economia globale basate sui dati professionali raccolti tra gli utenti della piattaforma.
Nello specifico, sono stati esaminati i dati di milioni di percorsi professionali degli utenti dal mese di gennaio 2023 al mese di luglio 2025.