Hypershell X Ultra, la valutazione: l’esoscheletro per combattere la stanchezza
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Nei film di fantascienza, gli esoscheletri amplificano le capacità dei soldati, rendendo gli esseri umani (quasi) invincibili. Nella realtà, almeno per il momento, sono utili per affrontare una salita ripida con uno zaino in spalla senza arrivare in cima con le gambe distrutte. Un risultato che, a ben pensarci, non è affatto trascurabile.
L’Hypershell X Ultra è un esoscheletro motorizzato progettato per escursionisti, sportivi e chiunque necessiti di un supporto fisico aggiuntivo durante lunghe passeggiate all’aperto.
Dopo averlo provato su sentieri difficili e pendenze impegnative, ci proponiamo di illustrarvi cosa funziona, cosa meno, e per chi possa realmente avere senso considerare un acquisto di questo tipo.
Design e materiali
Al primo impatto, l’Hypershell X Ultra si distingue per la sua qualità costruttiva: robusto nella sua struttura, rimane sorprendentemente leggero grazie all’ampio utilizzo di fibra di carbonio unita a una lega di titanio chiamata “SinterShell”, trattata con processi di sinterizzazione, che limita il peso a soli 1,8 kg.
Il titanio, inoltre, disperde il calore generato dal motore in modo più efficace rispetto alla plastica o all’alluminio tradizionale, evitando surriscaldamenti durante le lunghe ascese sotto il sole.
Il dispositivo è articolato e pieghevole: viene fornito in una valigetta insieme a una batteria di ricambio – una è già collegata all’esoscheletro – ed è progettato per essere riposto nello zaino senza occupare troppo spazio.
La parte superiore del corpo macchina contiene l’alloggiamento per le batterie intercambiabili, protetto da uno sportello ermetico.
Non ci ha convinto, tuttavia, il pulsante fisico presente sulla scocca per accendere e spegnere l’esoscheletro e per cambiare le modalità di erogazione della potenza dei motori: sebbene sia gommato e ben protetto, risulta leggermente piccolo per essere azionato con facilità, soprattutto indossando guanti pesanti.
Le “gambe” dell’esoscheletro, cioè i bracci che scendono lungo i femori, sono realizzate in fibra di carbonio ad alto modulo con una finitura opaca che resiste molto bene ai graffi accidentali contro rocce o rami.
Alle estremità dei due bracci è presente un binario telescopico che consente di adattare la lunghezza del dispositivo a diverse altezze, coprendo un intervallo che va dai 150 ai 195 cm.
Le fasce femorali rappresentano invece il punto in cui la tecnologia si incontra con il comfort, o almeno ci prova. Abbiamo notato che il sistema di aggancio rapido tramite clip magnetiche brevettate consente di indossare e rimuovere l’esoscheletro in meno di trenta secondi, una comodità non indifferente durante le brevi pause.
Tuttavia, la regolazione delle cinghie inferiori richiede una certa abilità: se troppo strette, limitano la circolazione superficiale, se troppo lente, tendono a far “ballare” l’attuatore meccanico sulla coscia, riducendo parzialmente l’efficienza della spinta.
Comandi e interfaccia
L’interazione con l’Hypershell X Ultra si basa su un sistema semplice ma efficace.
In assenza di un display, è necessario fare affidamento sui LED di stato posizionati vicino al pulsante di accensione sul motore destro, che indicano la modalità attiva e il livello di carica residua.
Con un tocco rapido, seguito da una pressione di due secondi, l’esoscheletro si accende. La stessa sequenza lo spegne.
I colori dei LED – la cui intensità è regolabile direttamente dall’app ufficiale – segnalano la modalità di potenza attiva: il verde indica la modalità ECO, con una spinta contenuta pensata per le pendenze più leggere; il rosso la modalità Hyper, che fornisce maggiore potenza per affrontare salite più ripide; il blu la modalità Trasparente, che minimizza l’assistenza del motore per una camminata più naturale.
Per passare da una modalità all’altra è sufficiente tenere premuto l’unico pulsante fisico, mentre due tocchi rapidi consentono di aumentare gradualmente l’intensità della potenza, su una scala da 1 a 4.
Va detto che, sebbene dopo alcune settimane di utilizzo il passaggio tra le modalità con il pulsante fisico diventi più immediato e naturale, può comunque capitare di fare confusione.
L’unico tasto presente può generare una certa frustrazione nei momenti più critici dell’escursione, costringendo a brevi soste in cui è necessario distogliere lo sguardo dal percorso per concentrarsi sul piccolo pulsante arancione.
Prestazioni
Il funzionamento dell’esoscheletro è intuitivo: due motori sono nascosti nei dischi posizionati sul corpo macchina all’altezza delle anche.
Una volta indossato il dispositivo, la struttura articolata – fissata ai quadricipiti – solleva le gambe a ogni passo in salita, seguendo il movimento naturale e portando il piede più in alto con l’ausilio del motore.
Grazie a una potenza di picco di 1000 W, l’assistenza fornita alle gambe rende affrontabili anche le pendenze più difficili: abbiamo superato inclinazioni del 30% senza avvertire particolare fatica.
A corpo libero, l’esoscheletro restituisce una sensazione quasi di leggerezza; è però con uno zaino in spalla di qualche chilo che se ne apprezza il vero valore, poiché il carico sembra decisamente più gestibile e tollerabile.
La coppia di 35 Nm si rivela particolarmente efficace nelle ripartenze da fermo su terreni irregolari, dove il dispositivo fornisce quella spinta aggiuntiva necessaria a superare l’inerzia.
Il superpotere che aiuta in salita
Il nuovo modello X Ultra ci ha convinto ulteriormente per la naturalezza con cui il sistema segue la flessione dell’anca: grazie alla tecnologia dei motori ad alta coppia, la sensazione predominante durante la salita è quella di avere qualcuno che spinge la parte posteriore delle cosce a ogni passo.
Abbiamo anche misurato il vantaggio: nei nostri test, su pendenze significative, il battito cardiaco è rimasto sensibilmente più basso rispetto a una salita affrontata con le nostre sole forze.
Tuttavia, non ci ha entusiasmato il comportamento del dispositivo nei tratti di discesa particolarmente impegnativa. Quando il terreno richiede spostamenti laterali rapidi o salti tra rocce instabili, l’esoscheletro introduce un’inerzia meccanica che limita i movimenti.
Nonostante l’intelligenza artificiale cerchi di mappare il terreno e la variazione di pendenza, e sebbene riconosca perfettamente il cambio di marcia dalla salita alla discesa, c’è una lieve latenza tra il passaggio dalla spinta attiva al supporto passivo che costringe a prestare particolare attenzione ai primi passi effettuati verso valle.
Per quanto riguarda il sistema di fissaggio al corpo, l’ingegneria che sta dietro alla struttura in fibra di carbonio e titanio consente di distribuire il peso dell’esoscheletro in modo efficace, anche se dopo alcuni chilometri la zona lombare, dove si trova la batteria, può risultare un po’ affaticata.
Abbiamo trovato il cinturone principale molto ben imbottito con materiali che ci sono sembrati sufficientemente traspiranti.
Tuttavia, le cinghie che fissano l’esoscheletro al corpo, sia in vita che sulle cosce, rimangono il vero punto critico che andrebbe migliorato: tendono infatti a cedere leggermente dopo neanche un’ora di camminata intensa, costringendo a una sosta forzata per piccoli aggiustamenti.
Ci rendiamo conto che il sistema ideato da Hypershell rappresenta probabilmente l’unico modo per garantire che l’esoscheletro si adatti a qualsiasi corporatura e stazza. Ci chiediamo tuttavia se una cinghia tradizionale con asole non possa offrire una regolazione più pratica ed efficace.
La stabilità complessiva è comunque di alto livello e, una volta trovata la “quadra” con le giuste regolazioni, l’Hypershell X Ultra diventa un’estensione del corpo che non balla e non produce rumori molesti, restituendo una sensazione di solidità strutturale che ci ha pienamente soddisfatto.
La app Hypershell+ è la marcia in più
L’esperienza d’uso dell’esoscheletro passa inevitabilmente per l’applicazione Hypershell+, un software che abbiamo trovato sorprendentemente maturo.
L’accoppiamento tra esoscheletro e smartphone è stato praticamente immediato. La app offre tutorial interattivi che spiegano come indossare correttamente l’esoscheletro per massimizzare le prestazioni.
Ci è piaciuta molto la possibilità di regolare l’intensità della potenza erogata – su una scala da 0 a 100% – attraverso uno slider che si sposta con un tocco. Utili anche i parametri avanzati raccolti nella sezione Motion Engine, come la distribuzione della coppia su ogni singola gamba e il controllo della velocità in discesa, una funzione che si è rivelata preziosa per preservare le ginocchia nei tratti più scoscesi.
Per chi preferisce non occuparsi delle regolazioni, l’app mette a disposizione 12 modalità intelligenti che configurano automaticamente l’esoscheletro in base allo scenario: dalla camminata su piano si passa alla salita di scale, alla marcia agonistica, alla pendenza, alla sabbia o al terreno montano.
Sono presenti anche modalità dedicate al ciclismo e alla corsa, ma francamente facciamo fatica a immaginare l’Hypershell X Ultra davvero utile in questi contesti.
Il peso, pur contenuto, risulta a nostro avviso sufficiente a compromettere una corsa prolungata; in bicicletta, invece, è preferibile affidarsi al motore elettrico della bici stessa, poiché l’esoscheletro rischia di limitare la libertà di movimento, soprattutto nelle situazioni più impegnative, quando è necessario appoggiare rapidamente un piede a terra su un fondo sconnesso per evitare di cadere.
Molto interessante, di contro, la modalità Fitness, definita “sperimentale”, che trasforma l’esoscheletro in un attrezzo da palestra portatile opponendo resistenza invece di aiutarci; monitorare lo sforzo aggiuntivo e vedere i watt di resistenza applicati in tempo reale sullo schermo ci ha dato una prospettiva del tutto nuova sull’utilità di questo dispositivo oltre il semplice trekking.
Al di là della app, ben disegnata e chiara in ogni sua voce, l’esoscheletro si presta a essere controllato con Apple Watch tramite watchOS. Questa soluzione è sicuramente più pratica rispetto all’uso dello smartphone, soprattutto se ci si trova nel mezzo di una salita impegnativa o, peggio ancora, sotto la pioggia [a proposito, l’Hypershell X Ultra è impermeabile con certificazione IP54].
In entrambi i casi, poter passare dalla modalità “Eco” a quella “Hyper” direttamente dal polso, visualizzando al contempo l’autonomia residua e la frequenza della falcata, offre un vantaggio enorme.
L’ecosistema Android non offre una soluzione simile. È un peccato, perché costringe l’utente a estrarre lo smartphone dalla tasca o dallo zaino ogni volta che si desidera accedere a delle impostazioni avanzate o per controllare i dati registrati dai sensori dell’esoscheletro in tempo reale.
Come in un videogame: il boost temporaneo di 30 secondi
L’elemento più scenografico e, per certi versi, adrenalinico dell’intera interfaccia dell’app Hypershell+ è senza dubbio la spinta temporanea di 30 secondi che si attiva premendo l’icona a forma di razzo: si tratta di un vero e proprio “overclocking” del motore a magneti permanenti che porta la coppia ai suoi limiti fisici assoluti.
In questo brevissimo intervallo di tempo, la percezione dello sforzo viene profondamente attenuata: è una sensazione di onnipotenza meccanica che ci ha permesso di superare gradini di roccia o tratti ultra ripidi con una facilità che definiremmo disarmante. Sulla app, un timer circolare scandisce i secondi residui di spinta extra.
Una volta terminato il countdown, l’app inibisce il riutilizzo immediato del boost per alcuni minuti, permettendo alla lega SinterShell di dissipare il calore accumulato durante il massimo sforzo del motore.
In definitiva, abbiamo trovato il boost temporaneo uno strumento eccezionale ideale per le situazioni di emergenza, ma va usato con estrema cautela. È una riserva di potenza brutale racchiusa in un’icona simpatica, che trasforma l’escursion
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