Il Google Pixel 10a fa il suo debutto in Italia: presenta un design rinnovato, ma il costo rimane lo stesso.

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Google ha scelto febbraio per lanciare il Pixel 10a, il modello più economico della sua gamma di smartphone. Questa decisione è piuttosto insolita. Di solito, il dispositivo viene presentato durante la conferenza Google I/O di maggio, ma questa variante arriva sul mercato in anticipo per affrontare la crescente competizione nel settore dei dispositivi di fascia media.

L’azienda di Mountain View mira a sfruttare i cicli di rinnovo tecnologico all’inizio dell’anno, offrendo un dispositivo che combina l’integrazione dei servizi di intelligenza artificiale con un prezzo di partenza fissato a 549 euro.

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La trasformazione estetica del modulo fotografico

Il cambiamento più evidente del Pixel 10a riguarda il design della parte posteriore.

Google ha deciso di abbandonare la nota “camera bar”, la striscia orizzontale sporgente che ha definito l’identità visiva del brand dal 2021.

Al suo posto, viene introdotta una configurazione a filo della scocca, definita “bumpless”, in cui le lenti sono incastonate in una piccola isola ellittica che non genera rilievi significativi. Questa modifica rende il profilo dello smartphone più snello, raggiungendo uno spessore di circa 8,9 millimetri.

Il Pixel 10a è dotato di una fotocamera principale da 48 MP e di una fotocamera ultrawide da 13 MP.

Per quanto riguarda il software fotografico, Google ha incluso per la prima volta nella serie A alcuni dei suoi strumenti più apprezzati: “Scatto Migliore automatico” analizza automaticamente più fotogrammi per individuare la foto ideale. Inoltre, “Guida fotografica” utilizza i modelli Gemini – l’IA più avanzata di Google – per fornire indicazioni passo passo su illuminazione e composizione, con l’obiettivo di assistere l’utente nel realizzare scatti migliori.

Il telaio è interamente realizzato in alluminio riciclato, mentre il pannello frontale è dotato di vetro Gorilla Glass 7i, una soluzione progettata per garantire una maggiore resistenza a graffi e urti rispetto ai materiali impiegati nei modelli precedenti.

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Il paradosso del processore e le performance

Sotto la scocca, il Pixel 10a presenta un compromesso.

A differenza dei modelli Pixel 10 e 10 Pro, che sono equipaggiati con il nuovo processore Tensor G5 realizzato con tecnologia TSMC, il modello 10a continua a utilizzare il chip Tensor G4. Questo è il cuore elettronico che gestisce calcolo e grafica, già visto sulla serie Pixel 9.

Google ha giustificato questa scelta con la necessità di mantenere il prezzo finale, che rimane invariato rispetto al lancio di quasi un anno fa del Pixel 9a, assicurando comunque l’accesso a molte funzionalità di intelligenza artificiale del sistema Gemini. Nonostante l’assenza del chip di ultima generazione, il dispositivo beneficia di un aumento nella velocità di ricarica cablata, che ora arriva a 30 Watt, consentendo di ripristinare metà dell’energia in circa trenta minuti.

Display ad alta luminosità e sicurezza satellitare

Lo schermo da 6,3 pollici, chiamato Actua Display, rappresenta uno dei punti di forza del nuovo pacchetto hardware. Grazie a una luminosità di picco che raggiunge i 3.000 nit, il pannello promette una leggibilità ottimale anche sotto la luce diretta del sole, pari alle prestazioni dei modelli di fascia alta.

Google ha inoltre esteso per la prima volta alla serie economica il servizio di SOS satellitare. Questa tecnologia consente di inviare segnali di emergenza e condividere la propria posizione anche in assenza di copertura di rete cellulare o Wi-Fi, aumentando la sicurezza soprattutto per chi si trova in aree remote.

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Longevità software, disponibilità e prezzi

Il Pixel 10a fa il suo ingresso con Android 16, l’ultima versione del sistema operativo di Google, e beneficia della promessa di sette anni di aggiornamenti garantiti per software e sicurezza.

Questo impegno assicura che il dispositivo possa rimanere attuale e protetto fino al 2033. Tra le novità software più significative si segnala l’evoluzione di Quick Share, lo strumento per il trasferimento rapido di file, che ora migliora la compatibilità con i dispositivi di altri produttori per facilitare lo scambio di immagini ad alta risoluzione.

Lo smartphone sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 5 marzo, con preordini già aperti presso i principali canali di distribuzione, confermando l’importanza dei servizi basati sull’intelligenza artificiale per l’esperienza d’uso quotidiana.

Due le versioni in commercio, con prezzi ovviamente differenti: 549 euro (128G) e 649 euro (256GB). Quattro invece i colori disponibili: viola lavanda, rosso lampone, grigio nebbia e nero ossidiana

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