In che modo l’intelligenza artificiale di Palantir elabora le strategie militari per il Pentagono

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Un articolo pubblicato su Wired illustra come le intelligenze artificiali possano essere incorporate nelle decisioni strategiche e militari.

I reporter della rivista americana hanno partecipato a dimostrazioni pubbliche organizzate da Palantir a partire dal 2023 e da Anthropic nel 2025, oltre ad aver avuto accesso a documenti rilasciati dal Pentagono.

Grazie alle piattaforme fornite da Palantir e al modello Claude di Anthropic, il Pentagono è ora in grado di elaborare strategie militari complesse in pochi secondi.

Dalle simulazioni tattiche in Europa orientale alla gestione di operazioni reali in Iran e Venezuela, l’intelligenza artificiale sta modificando le regole del comando militare.

L’efficacia delle intelligenze artificiali utilizzate per pianificare strategie belliche e identificare obiettivi nemici solleva interrogativi etici e legali che vanno oltre le note controversie tra Anthropic e il Pentagono, destinate a essere affrontate in tribunale.

Palantir porta le IA dallo schermo agli scenari di guerra

Il fulcro di questa trasformazione risiede nelle piattaforme analitiche sviluppate da Palantir Technologies, azienda americana che ha già fornito il proprio expertise alla US Immigration and Customs Enforcement (ICE) per identificare immigrati irregolari o presunti tali.

Palantir, co-fondata tra gli altri da Alex Karp e Peter Thiel, offre al Pentagono l’applicazione Artificial Intelligence Platform (AIP), che viene integrata in Palantir Gotham, uno strumento destinato a governi, agenzie di intelligence, forze dell’ordine e difesa, utilizzato nelle analisi investigative complesse per supportare decisioni operative su larga scala.

AIP è, in termini semplici, un assistente capace di interagire con operatori umani per pianificare attacchi militari. Si tratta di un assistente alimentato da modelli IA di terze parti, il che significa che gli utenti possono scegliere, ad esempio, tra Claude di Anthropic, i modelli di Google, i modelli Gpt di OpenAI e anche quelli di Meta.

Durante una dimostrazione tenutasi nel 2023, Palantir ha mostrato come AIP possa supportare le decisioni umane, simulando uno scenario ostile e articolando le operazioni militari in quattro fasi.

Il sistema analizza immagini satellitari e radar utilizzando algoritmi di visione artificiale, identificando ed etichettando le attività nemiche anomale e distinguendo le forze militari dai civili.

Successivamente, AIP valuta la disposizione delle forze nemiche per determinare l’entità e la gravità della potenziale minaccia.

La terza fase riguarda la creazione di una strategia di attacco.

In pochi istanti, il sistema propone una serie di opzioni suggerendo, per ciascuna di esse, l’impiego di risorse adeguate tra aerei, artiglieria a lungo raggio o l’uso di truppe di terra.

in quali punti dislocare dei disturbatori di frequenza (i jammer) per neutralizzare le comunicazioni nemiche.

Tutto ciò avviene in pochi secondi ed è propedeutico anche a strategie più elaborate.

Le IA per le strategie complesse

La Nato utilizza le soluzioni fornite da Palantir principalmente per generare strategie avanzate, tra cui i piani denominati Support-by-Fire-Then-Penetration-Shock-and-Destruction, manovre offensive che impiegano mezzi pesanti come aerei o artiglieria per bloccare il nemico, mentre altre unità militari creano un varco per far entrare rapidamente forze mobili, indebolendo così le capacità di resistenza degli avversari.

Inoltre, a giugno del 2025, Anthropic ha dimostrato come Claude sia in grado di partire da dati grezzi per costruire dashboard dettagliate delle operazioni militari in corso, sintetizzandone i risultati in rapporti concisi e traducendo informazioni disperse in dati che le soluzioni di Palantir possono incrociare con dataset interni classificati dei governi.

Anche queste operazioni, complesse e lunghe da eseguire per un operatore umano, vengono completate in pochi secondi.

Gli strumenti in mano al Pentagono

Il Pentagono dispone di diversi sistemi interconnessi le cui caratteristiche, che spaziano dall’individuazione degli obiettivi al tipo di armi e munizioni adatte per ciascuno di essi, consentono anche di mappare e aggiornare le informazioni sul campo di battaglia.

In questo modo, gli algoritmi accedono a una lettura più rapida degli scenari in corso e possono, se necessario, adeguare le strategie militari proposte.

Le questioni aperte non sono solo etiche

Anthropic ha fatto un passo indietro, rifiutando le richieste del Pentagono di utilizzare i modelli IA senza alcuna restrizione, suggerendo così un cambiamento di fronte: un’azienda privata ricorda a una Nazione che i diritti fondamentali devono essere tutelati.

Tuttavia, ci sono anche altri aspetti delicati da considerare.

Optando per le soluzioni Palantir, la Nato ha manifestato una notevole dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti, il che genera tensioni con gli obiettivi europei di sovranità tecnologica e autonomia strategica.

Infatti, la Nato è composta da 32 Paesi, 30 dei quali sono geograficamente situati nel Vecchio continente, ai quali si aggiungono Canada e Stati Uniti. Nonostante ciò, il presidente americano Donald non ha sempre visto di buon occhio l’alleanza atlantica.

Tra le questioni aperte ci sono anche aspetti di natura tecnologica: se diversi eserciti o forze armate utilizzano le stesse tecnologie, ciò che fa la differenza sono i dati con cui queste vengono alimentate.

Si presenta il rischio che la raccolta di tali dati diventi eccessiva e al di fuori di ogni conformità, un tema che viene discusso da anni senza però arrivare a moratorie definitive.

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