La Italian Tech Week si trasforma in Wave: Dario Amodei di Anthropic sarà l’ospite d’onore dell’edizione 2026.

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Italian Tech Week cambia denominazione e diventa Wave by Vento. L’edizione 2026 di quello che è divenuto nel tempo uno degli eventi tecnologici più significativi d’Europa si svolgerà, come di consueto, a Torino, dal 7 al 9 ottobre. Dopo i oltre 15.000 partecipanti della scorsa edizione, che ha visto come protagonisti Jeff Bezos e , la manifestazione organizzata dal fondo Vento si prepara a un’evoluzione: “Nel 2018, quando abbiamo avviato il progetto, la nostra sfida era cercare di posizionare l’Italia al centro delle discussioni sul Tech. Ci siamo riusciti portando all’Italian Tech Week figure di spicco nel settore tecnologico”, afferma Diyala D’Aveni, CEO di Vento. Tra i relatori delle edizioni precedenti, Patrick Collison (Stripe), Reid Hoffman (LinkedIn), Daniel Ek (Spotify), Brian Chesky (Airbnb) e, per due volte, Sam Altman (OpenAI). “Adesso, però, partecipano anche molte persone dall’estero, quindi era necessario un nome che rappresentasse la dimensione internazionale che abbiamo raggiunto”. Ma da dove deriva Wave? “Lo scorso anno il claim dell’evento era The Wave Ahead. Il DNA rimane invariato, così come l’idea: riunire in un unico spazio tutte quelle persone che non attendono il cambiamento, ma lo generano e poi cavalcano l’onda”.

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Un momento di Italian Tech Week 2025, con Jeff Bezos 

Un impatto reale

Una delle innovazioni della prossima edizione è l’introduzione di un format con ingresso a pagamento. Questa scelta deriva dalla necessità di gestire una domanda ormai superiore alla capacità di accoglienza, ma soprattutto dalla volontà di selezionare un pubblico più motivato. “L’obiettivo non è inseguire il numero di partecipanti per fare massa, ma puntare sull’impatto qualitativo sull’ecosistema. Ci auguriamo che l’evento diventi un vero motore di deal flow, un luogo in cui si concludono round di investimento e si instaurano collaborazioni concrete, superando la dinamica superficiale di chi partecipa solo per scattare un selfie con i VIP”, commenta D’Aveni. Sono previste quattro categorie di biglietti (Startup, Investor, General e VIP), mentre rimarrà l’accesso gratuito per gli studenti e per la stampa accreditata. Sebbene ogni tipologia di biglietto offra un diverso livello di accesso, tutti garantiscono l’ingresso completo ai tre giorni dell’evento, compreso l’accesso a entrambi i palchi, le masterclass, i podcast dal vivo, le sessioni di networking e gli eventi collaterali. Per celebrare il lancio di Wave by Vento 2026, è attualmente disponibile online un prezzo promozionale limitato di 100 euro per i pass Startup, Investor e General. Il VIP Pass sarà reso disponibile in una fase successiva, e dopo la fase iniziale, saranno introdotti ulteriori livelli di prezzo. Inoltre, come lo scorso anno, ci sarà anche un’app per facilitare il networking, consultare il programma, iscriversi ai workshop e altro.

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Dario Amodei, fondatore e CEO di Anthropic 

Il programma 2026

Primo grande ospite dell’edizione 2026 sarà Dario Amodei, fondatore e CEO di Anthropic, azienda creata nel 2021 e conosciuta per la famiglia di modelli linguistici di grandi dimensioni Claude, con un focus su ricerca e sicurezza dell’intelligenza artificiale. Amodei parteciperà a una fireside chat con John Elkann, CEO e Presidente di Exor, Stellantis e Ferrari.

L’intelligenza artificiale sarà nuovamente al centro dell’attenzione. “Sicuramente l’IA sarà uno dei temi principali, nelle ultime settimane sono emerse così tante novità che non riesco nemmeno a immaginare cosa accadrà da qui a ottobre”, afferma D’Aveni. “Quest’anno parleremo anche molto di robotica, poiché questa è un’altra industria che sta acquisendo sempre più rilevanza. Inoltre, la presenza di Joni Ive apre una parentesi importante sul design, che in un momento come quello attuale torna a essere cruciale”. L’ex responsabile del design di Apple, il creatore dell’iPhone e oggi fondatore di LoveFrom sarà sul palco delle OGR per discutere non solo del passato, ma anche del presente (che include una collaborazione con Ferrari) e, chissà, magari fornire qualche indizio sul futuro, sulla sua avventura accanto a Sam Altman per portare l’intelligenza artificiale di OpenAI in un oggetto fisico.

Nella tre giorni torinese si discuterà di fintech ed economia reale con leader globali della tecnologia, del business e delle politiche pubbliche. L’elenco dei relatori è ancora parziale, ma già impressionante:

  • Antonio Filosa, Chief Executive Officer, Stellantis
  • Linda Rottenberg, Co-Founder & CEO, Endeavor
  • Zanny Minton Beddoes, Direttrice, The Economist
  • Sebastian Mallaby, autore di The Power Law
  • Charlie Songhurst, Board Member, Meta
  • Dorothy Chou, Director of Public Engagement Lab, Google DeepMind
  • Bryan Kim, Partner, a16z
  • Anas Biad, Partner, Sequoia Capital
  • Kitty Mayo, CEO, Project Europe
  • Eléonore Crespo, Co-Founder & Co-CEO, Pigment
  • Luana Lara Lopes, Co-Founder & COO, Kalshi
  • Zhaopeng Chen, Founder & CEO, Agile Robots

Ci sarà anche Joe Tsai, Co-Founder e presidente di Alibaba. Un’apertura verso la Cina? “È uno dei temi su cui ci stiamo concentrando, le edizioni precedenti sono state molto incentrate su Europa e Stati Uniti, ma ora stiamo cercando di ampliare il parterre degli speaker e degli imprenditori provenienti dall’Asia”.

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Diyala D’Aveni, CEO di Vento 

Le startup

Vento è il fondo privato italiano più attivo nel settore delle startup early stage. Finora ha investito in 160 di esse, e altre nasceranno da Reef, un programma di venture building che riunisce a Torino ogni anno 40 talenti per formare team e lanciare nuove startup. “A Wave ci sarà ampio spazio per le startup, sia con founder italiani, che per noi rimangono molto significativi, sia con founder europei ed extraeuropei. Vogliamo creare momenti tematici, dare spazio per i pitch e per lo scambio di idee, vogliamo assistere a eventi che accadono”, spiega D’Aveni. Ma qual è l’ambizione di Wave? “Il nostro punto di riferimento rimane Slush, un evento con un’audience ridotta ma una densità di talenti altissima. Sono riusciti a posizionare Helsinki sulla mappa dell’innovazione mondiale, e da torinese spero che lo stesso accada con Torino e con Wave”.

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