Le pubblicità di Anthropic durante il Super Bowl: una critica a OpenAI.
Il Super Bowl – la finale del campionato di football americano che quest’anno si tiene a San Francisco – è diventato quest’anno un palcoscenico per una competizione tra due colossi dell’intelligenza artificiale.
Gli spot di Anthropic che generano polemiche
Anthropic, l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha scelto di investire milioni di dollari per acquistare spazi pubblicitari durante l’evento: trasmetterà una serie di spot satirici che prendono di mira la strategia commerciale della concorrente OpenAI, nota per aver creato ChatGpt.
I brevi video, ognuno della durata di un minuto, sono stati rilasciati in anteprima sui social media. Tutti si concentrano su situazioni surreali, in cui conversazioni personali e sensibili si trasformano improvvisamente in proposte inaspettate di prodotti o servizi commerciali non richiesti.
Uno degli spot più controversi rappresenta una seduta di terapia in cui un uomo cerca di esplorare il complesso rapporto con la madre. Nel momento culminante, la voce sintetica che funge da terapeuta devia bruscamente dal tono empatico per promuovere un sito di incontri inventato.
Ads are coming to AI. But not to Claude. Keep thinking. pic.twitter.com/n2yECeBWyT
— Claude (@claudeai) February 4, 2026
In un altro video, un giovane che cerca suggerimenti per rimettersi in forma viene interrotto da un assistente che tenta di proporgli suole per scarpe destinate a chi desidera apparire più alto. Il messaggio conclusivo è chiaro: “La pubblicità sta arrivando nell’IA. Ma non su Claude”.
Il motivo della controversia: la pubblicità nei chatbot
L’intento di Anthropic è quello di ironizzare sulla recente scelta di OpenAI di inserire messaggi pubblicitari nelle risposte di ChatGpt.
Una decisione che l’azienda guidata da Dario Amodei ha categoricamente escluso: “Ci sono molti spazi adeguati per la pubblicità. Una conversazione con Claude non è uno di questi – si legge sul sito di Anthropic -. Integrare annunci nelle conversazioni con Claude sarebbe in contrasto con ciò che vogliamo che Claude rappresenti: un assistente realmente utile per il lavoro e per il pensiero critico. Desideriamo che Claude operi in modo inequivocabile nell’interesse dei nostri utenti. Pertanto, abbiamo preso una decisione: Claude rimarrà privo di pubblicità. I nostri utenti non vedranno link ‘sponsorizzati’ accanto alle loro conversazioni con Claude; né le risposte di Claude saranno influenzate dagli inserzionisti o includeranno posizionamenti di prodotti di terze parti non richiesti dai nostri utenti”.
pic.twitter.com/sthuTB42X6
— Claude (@claudeai) February 4, 2026
La reazione di Sam Altman, CEO di OpenAI
Sam Altman ha riconosciuto: “Fanno ridere”.
Tuttavia, ha anche definito “disonesta” la campagna pubblicitaria dei concorrenti. Secondo Altman, la rappresentazione fornita dagli spot è fuorviante poiché suggerisce che OpenAI intenda compromettere la qualità delle risposte o la privacy degli utenti a favore degli inserzionisti, una pratica che l’azienda ha formalmente escluso nelle sue linee guida pubblicitarie.
“Ovviamente non pubblicheremmo mai annunci pubblicitari nel modo in cui li presenta Anthropic – ha scritto su X il CEO di OpenAI -. Non siamo ingenui e sappiamo che i nostri utenti lo rifiuterebbero. Ancora più importante, crediamo che tutti debbano avere accesso all’intelligenza artificiale e ci impegniamo per un accesso gratuito, poiché riteniamo che l’accesso generi capacità decisionali”.
“Se desideri pagare per ChatGPT Plus o Pro, non ti mostriamo annunci pubblicitari”, ha specificato Altman. Ha poi annunciato un nuovo spot di OpenAI – dopo quello dell’anno scorso – per il Super Bowl: “Parla di creatori e di come chiunque, ora, possa costruire qualsiasi cosa”.
Un conflitto di modelli di business e visioni etiche “fratricide”
Il vivace confronto tra le due aziende riflette una profonda divergenza sul futuro economico del settore.
Anthropic, fondata da ex ricercatori di OpenAI a causa di divergenze sulla sicurezza e sulla governance, sta puntando decisamente sul mercato aziendale. Questo segmento comprende grandi organizzazioni e istituzioni che richiedono garanzie assolute sulla riservatezza dei dati e sull’assenza di influenze esterne nei processi decisionali automatizzati.
Per queste aziende, la sola idea che un algoritmo possa essere influenzato da logiche pubblicitarie rappresenta un rischio inaccettabile per l’integrità del lavoro.
Dall’altro lato, OpenAI si trova a fronteggiare costi operativi enormi per mantenere attiva la sua vasta rete di utenti a livello globale. Con il recente annuncio riguardante la sperimentazione di messaggi promozionali nei piani di abbonamento gratuiti e nel nuovo piano economico ChatGPT Go, l’azienda ha messo in evidenza la necessità di trovare flussi di entrate alternativi agli abbonamenti premium.
La sfida per Altman è dimostrare che sia possibile integrare pubblicità senza trasformare l’interazione con l’IA in un’esperienza manipolativa. Si tratta di un equilibrio che molti esperti e analisti considerano estremamente difficile da mantenere nel lungo periodo.
I commenti sono chiusi.