L’iPhone pieghevole debutterà a settembre, ma già ora provoca reazioni nel mercato azionario.
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Apple ha vissuto ieri una giornata molto intensa in Borsa. Le azioni hanno subito un calo del 5,1% dopo che Nikkei Asia ha riportato che l’azienda stava affrontando difficoltà nella fase di test del primo iPhone pieghevole, con il rischio di ritardi nella produzione e nelle consegne.
A smentire un’indiscrezione, è intervenuto il noto esperto di rumor su Apple: Mark Gurman, che da anni è considerato la fonte non ufficiale più affidabile riguardo alle strategie di Cupertino. Su Bloomberg ha dichiarato che il primo dispositivo pieghevole di Apple sarà presentato, come previsto, a settembre, in concomitanza con l’iPhone 18. Il titolo ha parzialmente recuperato, chiudendo con un calo di circa il -2,7%.
Sette anni di attesa
Apple si affaccia al mercato dei dispositivi pieghevoli con un ritardo strategico. Il primo Galaxy Z Fold di Samsung risale al 2019; da quel momento il settore ha visto l’ingresso di Huawei, Oppo, Google e Honor. Cupertino ha osservato, atteso e, secondo le voci, ha concentrato i suoi sforzi principalmente su due problematiche che ancora affliggono i dispositivi concorrenti: la resistenza della cerniera e la piega visibile al centro del display quando il telefono è aperto. Non avrebbe completamente risolto questi problemi (le ultime notizie parlano di una piega “ridotta”, non eliminata), ma avrebbe fatto sufficienti progressi da poter presentare il risultato come un miglioramento rispetto ai prodotti attualmente disponibili.
Il progetto è identificato con il nome in codice V68 e si inserisce in quello che Gurman definisce come “il piano di rinnovamento più ambizioso nella storia dell’iPhone”: tre anni, tre innovazioni. Il 2025 porterà nuovi modelli Pro e un iPhone Air inedito per sottigliezza; il 2026 vedrà l’arrivo del pieghevole; il 2027 dovrebbe essere l’anno di un iPhone completamente ridisegnato per celebrare i vent’anni del prodotto.
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Come sarà fatto
Il formato sarà a libro, non il flip compatto come il Galaxy Z Flip o il Motorola Razr. Aperto, il display interno avrà una dimensione di circa 7,8 pollici, equivalenti a quelle di un iPad mini. Chiuso, lo schermo esterno si fermerà a 5,5 pollici, una scelta non casuale: corrisponde alle proporzioni già familiari agli sviluppatori iOS, garantendo così la compatibilità delle applicazioni fin dal primo giorno senza necessità di adattamenti.
Per quanto riguarda il software, Bloomberg ha anticipato a marzo che iOS 27 introdurrà per la prima volta layout simili a quelli dell’iPad: app affiancate, pannelli laterali, un’interfaccia che cambia a seconda che il dispositivo sia aperto o chiuso. È la prima volta che l’iPhone supporta questo tipo di multitasking. Per chi è abituato a considerare iPhone e iPad come due dispositivi distinti con funzioni separate, il cambiamento rappresenta un’evoluzione concettuale prima che tecnica.
I sensori del Face ID potrebbero non trovare collocazione nella struttura del dispositivo: l’ipotesi più accreditata è un ritorno al Touch ID integrato nel tasto laterale, soluzione già utilizzata su alcuni modelli di iPad. Il sistema fotografico prevede quattro obiettivi. Lo spessore da chiuso sarà di 9,2 millimetri, leggermente superiore a quello dell’attuale iPhone Pro Max.
Prezzo e mercato
Le stime più diffuse indicano un prezzo di partenza superiore ai 2.000 dollari; alcune indiscrezioni circolate sui social cinesi suggeriscono che la configurazione da un terabyte potrebbe arrivare a quasi 2.900. Sarà il telefono più costoso mai venduto da Apple, posizionato al di sopra dei modelli Pro Max, e per questo potrebbe essere denominato “iPhone Ultra”, riprendendo un nome già utilizzato da Apple in altri contesti. La produzione iniziale sarà limitata, tra i sette e i dieci milioni di unità, meno del dieci per cento del totale annuale degli iPhone, sia per i costi che per la complessità della produzione. Foxconn sarà il partner principale; Luxshare si unirà dal 2027.
Il mercato è ancora ridotto ma in espansione, dominato da Samsung con il 40% della quota globale e da Huawei con il 30%. IDC prevede che l’ingresso di Apple possa portare Cupertino al 20% già nel primo anno. JPMorgan ha stimato un’opportunità complessiva di 65 miliardi di dollari, con vendite potenziali fino a 45 milioni di unità entro il 2029.
Normalizzare
Apple non è mai stata la prima in una nuova categoria. Non con i lettori Mp3, non con gli smartphone, né con gli smartwatch. Di solito, entra in un nuovo settore quando il mercato è già consolidato, i problemi principali sono noti, e lo fa con un prodotto che ridefinisce gli standard. Con l’iPod nel 2001 ha trasformato un lettore Mp3 in un oggetto di moda; con l’iPhone nel 2007 ha reso lo smartphone uno strumento di massa; con l’Apple Watch nel 2015 ha convertito un gadget per appassionati in un dispositivo medico e di stile. La questione ora non è se l’azienda di Tim Cook riuscirà a vendere l’iPhone pieghevole, ma se sarà in grado di fare con i dispositivi pieghevoli ciò che ha realizzato in altre categorie: renderli oggetti di uso quotidiano.
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