MacBook Air M5, la recensione: il recente laptop di Apple si avvicina sempre di più al MacBook Pro.

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Il MacBook Air M5 parte da 1.249 euro per il 13″ e da 1549 per il 15″: gli stessi prezzi del modello precedente, ma con il 512 GB di archiviazione anziché 256 

Un nuovo anno porta con sé un nuovo chip. Apple ha recentemente aggiornato la sua gamma di laptop, introducendo il chip M5 nel MacBook Air. A diciotto anni dal suo lancio, l’Air attuale si basa sulla stessa concezione del primo modello, che ha segnato l’inizio dell’era dei computer ultraportatili: fornire la massima potenza possibile in un dispositivo sottile, leggero e intuitivo. Il design rimane invariato rispetto al 2022, esteso anche al modello da 15 pollici, e non subisce variazioni nemmeno la scelta dei colori: celeste, mezzanotte, galassia e argento. Il MacBook Air M5 è costruito con il 55% di materiali riciclati: alluminio per la scocca, cobalto e litio per la batteria, terre rare per i magneti; la confezione è priva di plastica.

Hardware

Entrambi i modelli, da 13,6 e 15,3 pollici, presentano un display Liquid Retina da 500 nit, con supporto per un miliardo di colori, ampia gamma cromatica P3 e tecnologia True Tone. Si tratta di uno schermo eccellente per chiarezza, qualità del testo e resa generale delle immagini; rimane tra i migliori display non OLED nella categoria ultraportatile, anche se non rappresenta la tecnologia più all’avanguardia disponibile. Il notch superiore e il refresh a 60 hertz sono ancora presenti, elementi che non compromettono l’esperienza, ma che evidenziano come Apple continui a privilegiare l’equilibrio generale piuttosto che le specifiche tecniche. La finitura nanotexture, disponibile sui MacBook Pro, è ancora assente, un vero peccato, poiché per chi lavora frequentemente all’aperto o in condizioni di luce difficili, rappresenta un’opzione da considerare seriamente.

Il sistema audio varia tra i due modelli. Il 13 pollici è dotato di quattro altoparlanti, mentre il 15 pollici ne ha sei, con woofer force cancelling, una soluzione che contribuisce a ridurre vibrazioni e distorsioni nelle basse frequenze. Nel modello da 15 pollici testato, il suono è ricco e più naturale, soprattutto durante la visione di film, di musica e le videochiamate. Rimangono il supporto per Dolby Atmos e l’audio spaziale.

La webcam del MacBook Air è tra le migliori mai viste in un laptop di questa categoria: presenta un sensore da 12 megapixel con Center Stage, che mantiene automaticamente l’utente al centro dell’inquadratura durante le videochiamate. La funzione Panoramica Scrivania è utile per mostrare documenti o oggetti posizionati davanti al computer durante una chiamata, e rappresenta una delle funzionalità meno appariscenti ma più pratiche dell’intera esperienza d’uso.

Per quanto riguarda la connettività, il vero progresso rispetto alla generazione precedente è rappresentato dal passaggio al chip di rete Apple N1, con Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e supporto a Thread. Sono presenti due porte Thunderbolt 4 in formato Usb C, il jack audio e MagSafe 3 per la ricarica, oltre al supporto per un massimo di due monitor esterni (fino a due schermi 6K a 60 hertz oppure un singolo pannello 8K a 60 Hertz). Tastiera e trackpad rimangono invariati: la Magic Keyboard retroilluminata continua a essere una delle migliori sul mercato per corsa dei tasti, precisione e comfort di scrittura.

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Il MacBook Air M5 ha due porte Thunderbolt 4 in formato Usb C, il jack audio e MagSafe 3 per la ricarica 

I numeri

Il chip M5 è dotato di una Cpu (unità centrale di elaborazione) da 10 core, composta da 4 core ad alte prestazioni e 6 core ad alta efficienza. La Gpu (unità grafica) nei modelli da 15” è a 10 core, mentre il modello base da 13 pollici parte da 8 core. Il Neural Engine rimane a 16 core, ma ora è presente anche il Neural Accelerator e la banda di memoria aumenta a 153 gigabyte al secondo, rispetto ai 120 del modello precedente. Non mancano il ray tracing con accelerazione hardware e la decodifica Av1, a dimostrazione del fatto che Apple sta cercando di rendere l’Air più adatto anche per compiti grafici e multimediali di un certo livello. La memoria Ram minima è di 16 GB, espandibile fino a 32, mentre l’unità Ssd di archiviazione parte finalmente da 512 GB e, per la prima volta su un Air, sono disponibili tagli fino a 4 TB. Il modello che abbiamo testato è una configurazione di fascia medio-alta: dispone di 32 GB di memoria Ram e 2 TB di spazio di archiviazione.

Se l’M4 sembrava un aggiornamento ragionevole ma ancora un po’ cauto, l’M5 risolve uno dei limiti della generazione precedente: l’unità Ssd è infatti fino a due volte più veloce, grazie a un nuovo controller. Con l’app Blackmagic Disk Speed Test abbiamo registrato valori intorno ai 6.500 MB al secondo in scrittura e oltre 6.700 in lettura, rispetto a circa 3.300 e 3.000 del MacBook Air M4. Per un laptop progettato per durare nel tempo, questa è una variabile significativa: maggiore spazio di archiviazione già sul modello base e una velocità di lettura e scrittura superiore rendono il dispositivo più reattivo, fluido e meno limitato in attività che richiedono cache, file pesanti, librerie fotografiche e avvio delle applicazioni.

Con Geekbench 6, il MacBook Air M5 supera il MacBook Air M4 sia in single core sia in multi core. Il punteggio single core passa da 3745 a 4152, con un incremento di circa l’11 percento, mentre il multi core sale da 15059 a 16607, sempre con un vantaggio intorno al 10 percento. In pratica, nell’uso quotidiano il nuovo Air risulta leggermente più veloce e reattivo, ma notare le differenze è davvero difficile. Il miglioramento è più evidente nei lavori che richiedono l’esecuzione di molte operazioni contemporaneamente, come compilazioni, esportazioni, compressioni e flussi di lavoro più pesanti. Il guadagno in prestazioni è particolarmente marcato nei test di ray tracing, object remover, text processing, structure from motion e Clang. Questo non implica che diventi un MacBook Pro, ma conferma l’idea che oggi con un Air si possano affrontare senza difficoltà montaggio video, ritocco fotografico avanzato, sviluppo software e lavori creativi di media intensità, con un margine operativo più ampio rispetto alla generazione precedente.

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Il confronto tra le prestazioni della CPU del MacBook Air M4 (in grigio) e dell’M5 (in azzurro) su GeekBench 

Geekbench AI dimostra che il nuovo modello non migliora solo come Cpu, ma anche nei carichi legati all’intelligenza artificiale eseguiti tramite Core ML e Neural Engine. I risultati complessivi salgono da 4818 a 5139 in single precision, da 36724 a 42291 in half precision e da 51954 a 59243 in quantized, con un progresso moderato nel primo caso e più significativo negli altri due. Il miglioramento è notevole soprattutto in pose estimation, style transfer, depth estimation, image super resolution e in diverse elaborazioni di visione artificiale, mentre ci sono poche eccezioni, come text classification in single precision e image classification quantized, dove l’M5 è sostanzialmente allineato all’M4. Nell’uso pratico, il MacBook Air M5 mostra un netto miglioramento nei flussi di lavoro che sfruttano modelli locali o accelerazioni AI, come trascrizione, riconoscimento immagini, miglioramento foto, elaborazioni intelligenti e strumenti software che utilizzano queste componenti.

L’assenza della ventola implica che il computer rimane sempre silenzioso. Complessivamente non si surriscalda molto, anche se deve inevitabilmente ridurre un po’ le prestazioni nei carichi prolungati e costanti rispetto ai MacBook Pro con raffreddamento attivo.

Per quanto riguarda l’autonomia, i dati ufficiali indicano ancora fino a 18 ore di streaming video o 15 ore di navigazione web wireless, con una batteria da 66,5 wattora sul modello da 15 pollici. La nostra prova conferma sostanzialmente i dati forniti da Apple: il MacBook Air è uno di quei portatili con cui si può davvero dimenticare l’alimentatore a casa senza passare la giornata in preoccupazione.

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Il confronto tra le prestazioni del Neural Engine del MacBook Air M4 (in grigio) e dell’M5 (in azzurro) su GeekBench 

Apple Intelligence

Nel 2025, Apple Intelligence era principalmente una promessa. Nel 2026 è una realtà concreta anche in italiano, integrata nelle applicazioni e nelle funzioni di sistema sui Mac compatibili. Sono disponibili strumenti di scrittura, generazione di immagini, modifiche rapide nelle foto, assistenza contestuale di Siri e integrazione con . Tutte queste funzioni sul MacBook Air M5 funzionano senza problemi, anche se da sole non sono ancora sufficienti a giustificare l’acquisto di un nuovo Mac (anche perché sono accessibili su qualsiasi computer Apple con almeno 8 GB di Ram e un processore della serie M). Come già notato con il MacBook Air M4, Apple Intelligence ha spinto l’azienda a incrementare la potenza e migliorare le dotazioni di tutti i suoi computer. Questa volta, allo stesso prezzo del modello precedente, lo spazio di archiviazione passa da 256 a 512 GB, oltre a tutti i miglioramenti derivanti dal chip M5: e questo proprio mentre i costi della memoria aumentano, facendo lievitare i listini dei concorrenti.

Ci piace

  • Il modello base ha 512 GB di archiviazione
  • La potenza del chip M5
  • Audio di alta qualità

Non ci piace

  • L’alimentatore non è incluso nella confezione
  • Il display rimane a 60 hertz e senza opzione nanotexture
  • Non è ancora disponibile in nero

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A sinistra, il MacBook Air M4, a destra l’Air con processore M5: i due modelli sono perfettamente identici nel design 

In fine

Il MacBook Air con chip M5 non si trasforma in un MacBook Pro, ma è sicuramente più adatto per un utilizzo semi professionale. I due computer rimangono distinti, sia per filosofia sia per capacità di gestire carichi più prolungati e intensi, ma la distinzione è meno netta rispetto al passato. Oggi, con il MacBook Air, è possibile gestire senza problemi attività come ritocco fotografico avanzato, montaggio video, sviluppo software e anche alcune elaborazioni più impegnative. Il MacBook Pro, in particolare nella versione con chip M5 Ultra o Max, resta la scelta ideale per chi lavora quotidianamente con rendering 3D, video molto pesanti o piattaforme di IA in locale, ma per molti utenti creativi e una vasta parte dell’utenza professionale, il MacBook Air M5 è più che adeguato.

Rispetto all’anno scorso, però, l’Air non rappresenta più il punto d’ingresso nel mondo Mac: oggi c’è il MacBook Neo, che occupa il gradino più basso della linea portatile Apple, con un prezzo di partenza di 699 euro. Questo ridefinisce un po’ il ruolo dell’Air, che parte da 1.249 euro (13” con M5 10‑core CPU/8‑core GPU, 16 GB Ram e 512 GB SSD): non è più il MacBook da acquistare spendendo il meno possibile, ma quello da scegliere quando si desidera qualcosa di più completo, duraturo e adatto anche a lavori impegnativi. A risentire di questo confronto potrebbe essere soprattutto la versione base da 13 pollici; non sono in realtà prodotti comparabili, ma per chi utilizza un Mac per scrivere e navigare, il nuovo entry level è più che sufficiente. In compenso, il 15 pollici riesce a definire ancora meglio la sua identità: non il Mac professionale puro, ma quello giusto per la maggior parte delle persone e delle situazioni: a casa, grazie allo schermo più grande, e in viaggio, grazie al peso e alle dimensioni contenute.

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