MacBook Neo, la recensione: il nuovo portatile accessibile di Apple segna un cambiamento per l’intera categoria.

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Il MacBook Neo di Apple parte da 699 euro, che diventano 599 euro per il mercato education 

Il MacBook Neo rappresenta il nuovo modello economico di Apple. Si presenta in un contesto in cui i rivali stanno annunciando significativi aumenti di prezzo (fino al 17%, secondo le previsioni) a causa della carenza di chip e memoria RAM, che sono stati in gran parte destinati ai data center per l’intelligenza artificiale.

Arriva, però, anche in un periodo in cui Google annuncia la cessazione di ChromeOS e comunica che il sistema operativo unico per smartphone, tablet e PC sarà Android. Di conseguenza, molte scuole, soprattutto negli Stati Uniti, si vedranno costrette ad acquistare nuovi computer per i propri studenti, e il mercato educativo entrerà in una nuova fase di espansione.

Partire da zero

A Cupertino hanno deciso di iniziare da zero per realizzare un laptop completamente nuovo: il Neo non è un MacBook Air depotenziato, ma un dispositivo che non esisteva prima. Per creare il miglior prodotto possibile, tenendo conto del prezzo e del target di riferimento (studenti, ma non solo, come vedremo), Apple ha cercato componenti e soluzioni interne. Così, il design si ispira fortemente a quello dell’Air, il processore è già stato utilizzato nell’iPhone 16 Pro; la tastiera è quella – di alta qualità – degli altri MacBook. Tuttavia, al di là dei componenti, ciò che emerge è un prodotto mai visto prima: non una riedizione del MacBook da 12” di dieci anni fa, né una versione economica del MacBook Air. Non a caso si chiama Neo: con questo laptop, per la prima volta, Apple entra nel segmento dei portatili accessibili con una macchina che offre esattamente lo stesso standard qualitativo dei suoi prodotti più costosi.

Il Neo è progettato con un approccio mirato: ridurre dove Apple ritiene che il suo pubblico di ingresso possa tollerare il sacrificio, mantenendo intatti quasi tutti gli elementi che rendono un MacBook desiderabile. Il risultato è un portatile da 599 euro che presenta un chassis in alluminio, uno schermo di alta qualità per la sua fascia, una batteria robusta, un funzionamento sempre silenzioso, un’integrazione perfetta con iPhone e macOS, e prestazioni più che soddisfacenti per l’uso quotidiano.

Com’è fatto

In un mercato in cui sotto i 700 euro si accettano frequentemente plastica opaca, cerniere fragili, schermi mediocri, chassis poco resistenti e tastiere appena sufficienti, il Neo si distingue per solidità, attenzione ai dettagli, minimalismo, e piacevolezza nell’apertura e nell’uso. Ha quella sensazione di compattezza tipica dei portatili Apple, una qualità tattile che i concorrenti economici faticano ancora a replicare: si apre con un dito, non emette cigolii, non traballa.

Il corpo in alluminio è composto per il 60% da materiale riciclato e realizzato con un nuovo processo che riduce gli sprechi. Il Neo è il MacBook con la minore impronta di carbonio mai realizzato da Apple, ma è anche il modello più semplice da riparare mai creato, con viti e clip ovunque; solo il trackpad è incollato. Non è progettato per cambiare CPU e SSD, ma per consentire la sostituzione di schermi rotti e tastiere danneggiate da liquidi.

I colori – Indigo, Blush, Citrus e argento – contribuiscono al carattere del prodotto: tonalità più chiare sono utilizzate per la tastiera, i piedini inferiori e alcuni dettagli dell’interfaccia di macOS. Non si tratta di una rivoluzione, specialmente per Apple, che presta attenzione a questi dettagli fin dai tempi del primo iMac colorato nel 1998, ma rappresenta un livello di coerenza che nel segmento budget non ha eguali.

Il MacBook Neo è leggero, sottile e facilmente trasportabile, un computer da zaino, da università, da treno, da tavolo di cucina. Non è intimidatorio, non appare troppo prezioso per l’uso quotidiano, ed è progettato per essere il computer principale di chi non considera il computer come un mestiere.

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Il MacBook Neo è disponibile in 4 colori: Indigo, Blush, Citrus e argento. In tonalità più chiara sono usati per la tastiera, i piedini inferiori e in alcuni dettagli dell’interfaccia di macOS 

Solo per i tuoi occhi

Il display da 13 pollici ha una risoluzione di 2408 x 1506 pixel: per Apple è lo standard di un qualsiasi Retina Display, una rarità assoluta in questa fascia di prezzo. Come la luminosità che supera i 500 nit, o la profondità colore a 10 bit. Certo, non è il pannello del MacBook Pro, non c’è la nano texture nemmeno come opzione, anche se il nuovo trattamento antiriflesso funziona ragionevolmente bene, ma a 599 euro non si trova nulla di paragonabile nel mercato Windows.

Apple ha qui rinunciato a HDR, True Tone, spazio colore P3 completo e altre finezze tipiche dei MacBook Air e Pro. Tuttavia, ha mantenuto intatto ciò che per un utente reale conta di più nei primi cinque minuti e nei successivi cinque anni di utilizzo: nitidezza, luminosità, fedeltà dei colori (che, se proprio si vuole trovare un difetto, sono leggermente più freddi rispetto agli altri laptop Apple). D’altra parte, lo schermo è una delle ragioni principali per acquistare un computer: lo abbiamo di fronte tutto il tempo, per scrivere, studiare, leggere, fare ricerche online, correggere foto di famiglia, organizzare documenti.

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Il confronto su Geekbench AI tra MacBook Neo (MacN) e MacBook Air M5 (MBAM5) per quanto riguarda il Neural Engine 

Il cervello dell’iPhone

Il Neo è il primo portatile Apple a sfruttare appieno la convergenza tra il mondo iPhone e quello Mac. Il processore A18 Pro, progettato per l’iPhone 16 Pro, arriva qui in una configurazione con 6 core CPU, Neural Engine a 16 core e una GPU a 5 core. Con ogni probabilità, il Neo utilizza A18 Pro “binned”, ovvero esemplari che non raggiungono tutte le specifiche ideali originarie e vengono riutilizzati in prodotti dove possono funzionare perfettamente con una configurazione ridotta, come ad esempio una GPU con un core in meno. Se così fosse, è un’ulteriore prova di quanto Apple sappia sfruttare la propria integrazione industriale. Il Neo esiste anche perché Apple controlla i chip, i software, la catena di fornitura, i margini e l’ecosistema. Nessun altro produttore ha oggi questa libertà.

Nell’uso quotidiano è più veloce di quanto ci si potrebbe aspettare dalle specifiche: macOS funziona bene, le app si aprono rapidamente, la navigazione è fluida, il passaggio tra le attività leggere è immediato, e la sensazione generale è di ottima reattività. Per browser, suite da ufficio, studio, email, streaming, videochiamate, gestione leggera delle foto, appunti, PDF e normale produttività personale, il Neo non appare mai inadeguato.

Il merito risiede soprattutto nelle prestazioni single-core, quelle che incidono di più nell’uso quotidiano di un portatile personale. L’A18 Pro, tuttavia, non è un chip miracoloso, e il Neo non è un laptop universale. Con carichi di lavoro pesanti o prolungati – encoding video serio, elaborazioni multi-thread, software creativi più esigenti, multitasking con molte applicazioni aperte, strumenti di sviluppo importanti – i limiti emergono. Alcuni rivali Arm con Snapdragon possono performare meglio in multi-core, e i MacBook Air con chip M rimangono decisamente superiori in termini di margine, versatilità e tranquillità futura.

Il vero punto critico che emerge dalle specifiche non è tanto il processore quanto la configurazione base. Il modello di ingresso è dotato di 8 GB di memoria unificata e 256 GB di SSD. Per molti utenti, oggi, può essere sufficiente. Ma domani?

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Il confronto su Geekbench 6 tra MacBook Neo (MacN) e MacBook Air M5 (MBAM5): la differenza nelle prestazioni in single core è minima 

Gli 8 GB di RAM, in un sistema Apple molto ottimizzato, possono ancora essere adeguati per un utilizzo studentesco o domestico leggero. Il Neo è stato chiaramente progettato per questo scenario, ma con più app aperte o anche solo con molte schede di Chrome, inevitabilmente rallenta. Questo accade perché, quando la RAM non è più sufficiente, il processore inizia a utilizzare lo spazio di archiviazione, e la velocità di trasferimento dati diminuisce. È una strategia che tutti i computer adottano da decenni, e che oggi – grazie agli SSD più veloci – riduce le prestazioni in modo molto minore rispetto al passato, ma gli effetti sono ancora piuttosto evidenti.

Di solito, l’alternativa è acquistare un computer con una dotazione di RAM maggiore; come gli altri produttori, Apple offre questa possibilità su tutti i suoi computer, ma non sul Neo, dove è possibile scegliere solo tra 256 o 512 GB di spazio di archiviazione. 256 GB possono essere sufficienti per chi vive nel cloud, utilizza documenti leggeri, carica poco offline e considera il laptop più come un terminale personale che come un archivio. Tuttavia, basta una libreria fotografica, qualche video, applicazioni pesanti e un po’ di disattenzione per arrivare rapidamente al limite. 512 GB costano 100 euro in più, e insieme arriva anche Touch ID sul pulsante di accensione: anche in questo caso, i prezzi sono estremamente competitivi, non solo per Apple ma in generale: il modello superiore è forse addirittura più conveniente di quello base.

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Il trackpad è meccanico e non aptico come quello dei modelli superiori: è affidabile e preciso ma la differenza si nota 

Tastiera buona, trackpad convincente

Affidabile e confortevole, la tastiera è così precisa anche grazie alla rigidità complessiva dello chassis in alluminio, con il risultato che gli errori di battitura e i refusi diminuiscono notevolmente. Per mantenere il prezzo contenuto, manca però la retroilluminazione. Non è fondamentale per tutti, ma chi lavora spesso la sera o in ambienti poco illuminati la sentirà immediatamente.

Anche il trackpad è superiore alla media del mercato: la precisione è ottima, la superficie è gradevole, e il controllo del cursore e dei gesti è al livello che ci si aspetta da Apple. Tuttavia, non è un trackpad aptico, ma meccanico. Si clicca realmente, si muove realmente; nell’uso quotidiano ci si adatta subito, ma chi proviene da un MacBook Air o Pro percepisce la differenza.

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Sul lato sinistro, il Neo ha un jack cuffie e due porte USB-C: solo una arriva a 10 Gbps e supporta Display esterni fino al 4K 

Le porte

Sul lato sinistro, il Neo è dotato di un jack cuffie e due porte USB-C. Che sembrano identiche, ma non lo sono: una supporta 10 Gbps e l’uscita video esterna tramite DisplayPort 1.4 fino al 4K. L’altra è una porta USB 2.0 a 480 Mbps, una specifica che nel 2026 su un laptop nuovo appare obsoleta. Entrambe possono caricare il computer, ma è preferibile utilizzare la seconda, riservando la prima per tutto il resto. D’altra parte, se si collega un monitor o un accessorio veloce alla porta più lenta, macOS avvisa che non è quella corretta.

Per la maggior parte del pubblico target, questo potrebbe non essere un problema: chi acquista il Neo per navigare, studiare, scrivere e guardare contenuti può passare mesi senza toccare nulla oltre al caricatore. Tuttavia, per trasferire file, collegare dischi, utilizzare hub, monitor esterni o accessori specifici, il Neo risulta meno flessibile di quasi tutti i suoi concorrenti Windows, anche quelli più economici. È qui che Apple ha risparmiato in modo più evidente, ed è probabilmente il primo aspetto che una futura generazione dovrebbe correggere.

Webcam, audio e uso quotidiano

La webcam da 1080p è superiore alla media di molti portatili della stessa fascia, ma non è entusiasmante. L’assenza del notch contribuisce anche esteticamente, poiché il display mantiene una linea più pulita, sebbene con cornici leggermente più generose per ospitare la camera. Nelle videochiamate, il risultato è dignitoso, anche se non sempre nitidissimo, e le funzioni software di macOS aiutano a migliorare la percezione durante le chiamate, grazie a sfocature dello sfondo e correzioni varie.

L’audio è buono, gli altoparlanti laterali compatibili Dolby Atmos rendono bene con contenuti video, lezioni, chiamate e ascolto casuale di musica. I microfoni sono due anziché tre come sull’Air, ma per le chiamate di lavoro o scolastiche non ci sono problemi.

La vera qualità del Neo, però, risiede nel silenzio. Il portatile non ha ventole e quindi non produce rumore. Questo cambia notevolmente l’esperienza di utilizzo di un computer personale: niente piccoli picchi acustici, niente ventole che si attivano in una stanza silenziosa. E niente calore, il Neo rimane freddo o quasi, anche quando viene messo un po’ sotto pressione.

Prestazioni grafiche sorprendenti

Uno degli aspetti più sorprendenti è la resa grafica. Apple ha ormai costruito una solida reputazione sulle GPU integrate, e il Neo ne beneficia più di quanto ci

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