Musk sotto pressione: restrizioni a Grok per fermare gli abusi digitali

Musk sotto pressione: restrizioni a Grok per fermare gli abusi digitali 1

L’accesso alle funzionalità di generazione di Grok, il modello di intelligenza artificiale incorporato in X (Twitter), diventa riservato esclusivamente agli utenti abbonati, ovvero a coloro che sono identificabili.

Questa scelta è la reazione di Elon Musk alle critiche che provengono da diverse parti del mondo, inclusa l’Italia. Infatti, Grok sarebbe complice nella diffusione di immagini di natura sessuale segnalato e denunciato da numerose associazioni e vari governi. Deepfake che sarebbero ampiamente presenti anche nei meandri del dark web.

Numerose sono le misure normative sotto esame da parte dell’Unione Europea, del Regno Unito e di altre nazioni.

Il Garante per la privacy italiano ha emesso un comunicato per sottolineare l’importanza di prestare attenzione alla diffusione di deepfake, la quale, oltre a configurarsi come un reato penale secondo la legge italiana sull’Intelligenza artificiale entrata in vigore il 10 ottobre 2025, mina le libertà e i diritti fondamentali degli individui. Un avviso che, come specificato dal Garante, non è rivolto soltanto a Grok ma a tutti i modelli di intelligenza artificiale generativa.

Cosa è Grok e perché sta facendo discutere

Grok è un modello di Intelligenza artificiale creato da xAI e integrato in X (Twitter), entrambe società di Elon Musk che, oltre a rispondere a domande e a condurre ricerche avanzate, è anche in grado di generare ed elaborare immagini sulla base di input testuali.

Sin dal suo lancio a novembre 2023, Grok ha suscitato critiche di vario genere e, negli ultimi giorni, come riportano diverse fonti, è stato ampiamente utilizzato per alterare immagini di donne, rimuovendo digitalmente i vestiti e collocandole in situazioni sessualizzate.

Indagini condotte dal Guardian hanno rivelato la creazione di video pornografici non consensuali e immagini che mostrano donne ferite o uccise.

L’organizzazione no-profit AI Forensics ha rintracciato circa 800 contenuti di questo genere, definendo alcuni video come “professionali” e “fotorealistici”.

Tra i contenuti più sconvolgenti vi sono video di donne con scritte denigratorie tatuate sul corpo o minacciate con armi. Paul Bouchaud, ricercatore presso AI Forensics, ha evidenziato che il materiale generato tramite Grok è notevolmente più esplicito rispetto ai trend riscontrati in precedenza sulla piattaforma.

Gli altri fenomeni osservati

L’Internet Watch Foundation, un’organizzazione britannica che monitora lo sfruttamento minorile online, ha scoperto materiale pedopornografico distribuito sul dark web. I contenuti ritraggono bambine tra gli 11 e i 13 anni e sarebbero perlopiù stati creati con Grok.

Tutto questo materiale appartiene alla categoria C della classificazione britannica (corrispondente alla terza categoria per ordine di gravità) e viene talvolta utilizzato per essere rielaborato, producendo risultati più estremi e ricadenti nella categoria A, ovvero la più grave.

Le informazioni raccolte dalla CNN indicano che, tra il 5 e il 6 gennaio (quindi nell’arco di 24 ore), Grok è stato impiegato per generare almeno 6.700 immagini sessualmente suggestive.

Dati che in qualche modo si sovrappongono a quelli riportati da AI Forensics, secondo cui il 53% delle immagini create con Grok mostra individui in abbigliamento succinto e, di queste, l’81% ritrae donne come soggetti principali e, nel 2% dei casi, di età inferiore ai 18 anni.

Il peso delle pressioni internazionali

Il fondatore di X (Twitter) Elon Musk ha quindi deciso di chiudere i rubinetti, cedendo alle pressioni etiche e anche a quelle normative.

Il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer ha ribadito che il governo non intende tollerare la diffusione di tale materiale e ha dato pieno supporto all’Ofcom, l’autorità locale di regolamentazione delle comunicazioni.

Per contrastare gli abusi, Musk ha optato per consentire la generazione e l’editing di immagini solo agli utenti abbonati. Una misura che non convince del tutto. Infatti, la deputata laburista Jess Asato ha affermato che la limitazione degli accessi è un passo nella giusta direzione, ma permettere la sessualizzazione agli utenti paganti potrebbe non placare del tutto le forme di violenza sessuale digitale.

Una preoccupazione che va considerata nel suo insieme, tenendo presente che, sottoscrivendo un abbonamento a X (Twitter), gli utenti forniscono dati anagrafici e numeri di carte di credito.

Questo aspetto, sottolineato da Musk, non sembra aver convinto del tutto le autorità che, come riportato dal Guardian, hanno minacciato sanzioni severe e il possibile oscuramento della piattaforma X nel Regno Unito.

Parallelamente, la Commissione europea ha ordinato a X di conservare tutti i dati relativi all’uso di Grok per tutto il 2026. Il portavoce dell’Ue Thomas Regnier ha fatto espliciti riferimenti alle possibili violazioni del Digital Services Act, la legge europea che impone alle piattaforme online obblighi di sicurezza, trasparenza e gestione dei contenuti illegali.

Cosa dice il Digital Services Act

Le misure che possono essere adottate sono varie, a cominciare dalle sanzioni pecuniarie fino al 6% del fatturato globale se una piattaforma non rimuove o non previene la diffusione di contenuti illegali.

Il fatturato della piattaforma X è di circa 2,5 miliardi di dollari (dati 2024), cifra che si tradurrebbe in una multa di 150 milioni di dollari americani (129 milioni di euro).

Oltre a richiedere documenti, dati interni e audit completi, l’Ue può costringere una piattaforma a modificare i propri sistemi di moderazione e i processi di segnalazione delle irregolarità. Nei casi più gravi Bruxelles può limitare o sospendere alcune funzionalità offerte da una risorsa online e, laddove le violazioni fossero considerate insanabili, potrebbe addirittura vietare il servizio all’interno dell’Ue.

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