Nel centro di Dreame in Cina: i social media come fonte di ispirazione per i prodotti.

Nel centro di Dreame in Cina: i social media come fonte di ispirazione per i prodotti. 1

SUZHOU – Sono necessarie circa 11 ore di volo per percorrere la distanza tra e Shanghai, ma il viaggio di ritorno supera le 12 ore, specialmente dopo aver visitato gli stabilimenti, i centri di sviluppo e il quartier generale del gigante degli elettrodomestici Dreame. È come se la consapevolezza si manifestasse nel distacco tra un prima e un dopo. Un divario che potrebbe ampliarsi, come possono confermare Italian Tech e la stampa internazionale, che per la prima volta sono state invitate a entrare nell’azienda.

Precisamente a Suzhou – a 100 km a ovest di Shanghai – dove la parte antica è un rifugio di ponti, canali e giardini, mentre il resto è un inno al cemento, si trovano alcuni dei centri cruciali del colosso cinese. Nessuna particolare attenzione all’architettura, solo cartelli all’ingresso, un’accoglienza calorosa, corridoi e frasi motivazionali in doppia lingua sui muri. La produzione? Un po’ qui, un po’ là. Come ha spiegato Sean Chen, Managing Director for Western Europe Dreame Technology, le linee produttive dei settori principali sono interne, mentre i nuovi segmenti, come quelli dei grandi elettrodomestici, si fondano su collaborazioni e fornitori di alta qualità. “Per alcune nuove categorie come le lavatrici e le lavastoviglie, stiamo creando una nostra linea di produzione in altre città”.

In Europa e in Italia, Dreame è leader di mercato nei robot aspirapolvere e negli aspirapolvere senza fili wet & dry, ma l’offerta attuale include anche robot tosaerba, asciugacapelli, forni combinati a vapore, TV mini LED, frigoriferi e altri articoli.

L’azienda stima che almeno uno di questi dispositivi si trovi in 21 milioni di abitazioni nel mondo.

Infatti, nel flagship store dell’azienda presso il quartier generale c’è davvero di tutto per la casa, persino una risiera.

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In vista del 2027 si parla di un’automobile elettrica (Kosmera Nebula 1).

Il nostro Ceo Yu Hao sogna uno smartphone perché da una parte è un mercato 100 volte più grande rispetto a quello che attualmente presidiamo e poi l’innovazione mi sembra limitata. Abbiamo alcune idee in fase di sviluppo. E nel 2026 lanceremo il Joint Development Manufacturers, un programma di sviluppo congiunto con alcuni produttori di alto livello”, ha dichiarato il manager.

La strategia per conquistare i mercati parte dai social

Il prologo di Dreame narra il percorso di una “semplice” startup fondata nel 2017, su intuizione di un giovane ingegnere in fluidodinamica computazionale – ovvero Yu Hao, che è poi diventata ciò che conosciamo oggi grazie al programma di accelerazione di Xiaomi Ecological Chain – un ecosistema strategico creato da Xiaomi per investire e incubare startup e aziende partner che sviluppano prodotti smart interconnessi.

Già a partire dal 2019, però, Dreame ha ridotto la produzione (OEM) per Xiaomi e di fatto si è emancipata, pur mantenendola come partner e azionista. Pertanto, al di là dello spirito innovativo, la sostanza è ben strutturata. Il primo passo sono stati i motori digitali ad alta velocità, con il più veloce al mondo a 200mila giri che ha rivoluzionato il settore dei dispositivi di pulizia. La linea produttiva dei motori oggi supera le 10 milioni di unità all’anno.

A questo si sono aggiunti software con algoritmi avanzati per la navigazione, la mappatura e l’evitamento degli ostacoli. Inoltre, hanno giocato a favore la cura del design e qualche elemento di reale innovazione, come il braccio robotico flessibile, capace di pulire le aree difficili da raggiungere.

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Una caratteristica distintiva di Dreame è quella di reclutare nuovi talenti ogni volta che si prevede di entrare in un nuovo mercato. “Per comprendere meglio l’industria, migliorare e integrare eventuali competenze già acquisite”. Sean Chen ha chiarito che la preoccupazione che l’azienda diversifichi troppo è infondata perché “la filosofia alla base è che non riutilizziamo le risorse esistenti. Operiamo in modo che non ci sia mai impatto sull’esistente”. Da notare che degli oltre 18mila dipendenti nel mondo, più del 60% è dedicato alla ricerca e sviluppo. Questo spiega come sia stato possibile registrare più di 3mila brevetti e averne oltre 8mila in attesa.

Un’altra caratteristica fondamentale dell’azienda è di monitorare costantemente le e i feedback dei consumatori sui forum e social. Inoltre, vengono condotti sondaggi per identificare i punti critici della vita quotidiana. Questa attività è rilevante sia durante la fase di revisione tecnica, quando gli ingegneri convalidano l’architettura hardware e software, sia durante la fase iniziale, quando si deve decidere quale settore affrontare e con quale prodotto e funzionalità innovative. Identificata l’idea, il team tecnico inizia a lavorarci, anche in relazione al mercato di approdo. Da quel momento in poi è un percorso di correzioni, test e perfezionamenti.

La prospettiva futura è di personalizzare sempre di più i prodotti affinché possano rispondere alle esigenze di vita e alle abitudini di utilizzo dei vari paesi. Contemporaneamente, è in atto un consolidamento della distribuzione multicanale, combinando piattaforme di e-commerce con collaborazioni a lungo termine con i principali rivenditori e distributori. Infine, c’è un impegno per migliorare l’assistenza post-vendita e la gestione dei componenti.

Testing estremo eseguito da robot e lavoratori

Lo stabilimento produttivo si estende su 130.000 metri quadrati con una capacità giornaliera di oltre 9mila robot aspirapolvere. Il sistema di controllo attua un tasso di ispezione a campione dello 0,01% combinando da 9 a 14 procedure di collaudo durante diverse fasi della produzione. Inoltre, ogni modello di prodotto viene sottoposto a test di laboratorio approfonditi, progettati per riprodurre le condizioni di utilizzo reali, dal rilascio dalla fabbrica all’uso quotidiano nelle abitazioni.

Si consideri la valutazione della resistenza dell’imballaggio e del prodotto alle sollecitazioni logistiche, con prove di impatto e caduta fino a 1,5 metri, che coprono angoli, bordi e tutte e sei le facce per simulare le condizioni di trasporto e movimentazione. Tutte queste procedure sono state illustrate anche durante la visita a Suzhou: dal riconoscimento e gestione degli oggetti alla precisione della mappatura effettuata dai robot; dall’esposizione a temperature molto elevate al freddo estremo e umidità, “per verificarne la stabilità e le prestazioni in diversi climi e regioni del mondo”.

Ad esempio, la ventola dei sistemi di aspirazione viene testata per un massimo di 2.200 ore per analizzare il consumo energetico, la corrente, la tensione e la stabilità della temperatura nel tempo. Sono previsti anche test sul ciclo di vita completo della macchina per verificarne l’affidabilità a lungo termine, con strutture di laboratorio in grado di testare fino a 740 unità contemporaneamente in cicli di prova della durata compresa tra 3.000 e 5.000 ore.

Il tutto avviene impiegando robot umanoidi, macchinari e direttamente giovani operai. È difficile non rimanere colpiti dal livello di alienazione di persone che spingono e tirano aspirapolvere con un contatore al dito. Oppure chi smonta o rimonta accessori o altri ancora che simulano pulizie del pavimento in un recinto. Probabilmente questo approccio consente di migliorare e perfezionare i dispositivi, ma sembra pur sempre un lavoro da robot umanoidi.

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