Nella Galassia Via Lattea sono presenti 45 pianeti analoghi alla Terra potenzialmente abitabili.
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All’interno della nostra galassia, la Via Lattea, si trovano almeno 45 pianeti che appaiono come autentici duplicati della Terra. Questi mondi meritano di essere esaminati con la massima attenzione, poiché potrebbero ospitare forme di vita, anche complesse, ancora presenti.
Un recente studio ha portato un gruppo di ricercatori a integrare dati relativi a massa, raggio, orbita e tipo di stella per identificare pianeti situati nella cosiddetta “zona abitabile”, ovvero l’area in cui l’acqua liquida potrebbe esistere sulla superficie. Questa zona non deve essere troppo vicina alla stella madre, per evitare temperature eccessive, né troppo distante, per non incorrere in condizioni di freddo estremo.
L’intento è di creare una sorta di “lista di mete” per un futuro progetto reale simile a Project Hail Mary, il film ispirato al romanzo di Andy Weir del 2021: un programma focalizzato su osservazioni approfondite di pochi obiettivi ben definiti, piuttosto che disperdere le risorse su migliaia di esopianeti meno interessanti, specialmente per quanto riguarda la ricerca di vita.
Come in Project Hail Mary
La ricerca evidenzia come i limiti della zona abitabile varino in base al colore e alla temperatura della stella, poiché diversi spettri luminosi riscaldano l’atmosfera di un pianeta in modi differenti. Questi 45 mondi diventano così il catalogo prioritario per le generazioni future di telescopi, dal JWST ai futuri osservatori dedicati alla ricerca di biosignature, ovvero la ricerca di possibili atmosfere capaci di sostenere forme di vita complesse. Lo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è in effetti connesso allo scenario presentato nel film di successo Project Hail Mary (Progetto “Ave Maria”), in cui il protagonista, interpretato da Ryan Gosling (ormai noto per ruoli spaziali, dopo aver vestito i panni di Neil Armstrong in “First Man”), colpito da amnesia, si risveglia su un’astronave e deve dirigersi verso un sistema di esopianeti per trovare un modo di salvare la Terra. Durante il viaggio, incontra una forma di vita aliena chiamata Rocky e i microrganismi extraterrestri di fantasia Astrophage e Taumoeba. La professoressa Lisa Kaltenegger, direttrice del Carl Sagan Institute della Cornell University, insieme a un gruppo di studenti universitari, ha utilizzato nuovi dati provenienti dalla missione “Gaia”, il satellite a forma di sombrero dell’Agenzia Spaziale Europea, e con una significativa partecipazione italiana, e dall’Exoplanet Archive della NASA per identificare i pianeti nella “zona abitabile”.
I candidati
«Come dimostra chiaramente il Progetto Hail Mary, la vita potrebbe rivelarsi molto più adattabile di quanto attualmente supponiamo. Comprendere quali dei 6.000 esopianeti noti abbiano maggiori probabilità di ospitare forme di vita extraterrestri come Astrophage e Taumoeba potrebbe risultare cruciale, e non solo per Ryan Gosling – ha dichiarato la Kaltenegger – Il nostro studio, pubblicato, indica dove dovremmo dirigere i nostri sforzi per cercare la vita se mai realizzassimo una navicella spaziale ‘Hail Mary’.” I ricercatori hanno identificato 45 mondi rocciosi che potrebbero sostenere la vita nella zona abitabile, e ulteriori 24 in una zona abitabile più ristretta. Tra questi si trovano alcuni esopianeti noti, come Proxima Centauri b, TRAPPIST-1f e Kepler 186f, oltre a altri meno conosciuti, come TOI-715 b.
I pianeti più promettenti tra quelli elencati, secondo gli autori, sono TRAPPIST-1 d, e, f e g, che si trovano a 40 anni luce dalla Terra, e LHS 1140 b, distante 48 anni luce. La presenza di acqua liquida su questi pianeti dipende in parte dalla loro capacità di mantenere un’atmosfera. I mondi che ricevono dalla loro stella una quantità di luce simile a quella che la Terra moderna riceve dal Sole includono i pianeti in transito TRAPPIST-1 e, TOI-715 b, Kepler-1652 b, Kepler-442 b, Kepler-1544 b e i pianeti Proxima Centauri b, GJ 1061 d, GJ 1002 b e Wolf 1069 b, che orbitano attorno alle loro stelle. Gli autori dello studio sperano inoltre che i pianeti identificati ai margini della zona abitabile possano fornire indicazioni su dove termini esattamente l’abitabilità e se le teorie degli scienziati riguardo a tali limiti siano corrette.
Un primo elenco
“Nonostante la teoria della zona abitabile sia stata elaborata a partire dagli anni ’70, le nuove osservazioni saranno fondamentali per determinare se alcune ipotesi debbano essere modificate – ha affermato la Kaltenegger. Ha aggiunto che sta già utilizzando l’elenco per esaminare i 10 pianeti che ricevono radiazioni molto simili a quelle terrestri, identificandone due che sono abbastanza vicini da poter essere studiati con i telescopi attuali o futuri: TRAPPIST-1 (40 anni luce dalla Terra, nella Costellazione dell’Acquario), e TOI-715 b (137 anni luce da noi, scoperta dal satellite-telescopio TESS). Il sistema planetario TRAPPIST-1 è uno dei principali obiettivi di osservazione del telescopio James Webb, un sistema che facilita l’osservazione dei piccoli pianeti delle dimensioni della Terra che orbitano attorno a essi.
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