OpenAI lancia ChatGPT Health: l’IA per collegare referti e dati sanitari
Con più di 230 milioni di utenti che ogni settimana consultano l’Intelligenza artificiale per questioni di salute e benessere, la ricerca di indicazioni sanitarie è diventata una pratica comune. OpenAI ha quindi introdotto ChatGPT Health, uno spazio integrato nella piattaforma, concepito per guidare gli utenti nella prevenzione e nei comportamenti salutari, rendendo il chatbot un assistente quotidiano specializzato.
OpenAI lo descrive come un passo in un processo di trasformazione più ampio. Come afferma Fidji Simo, CEO delle Applicazioni di OpenAI, in un post su Substack: “ChatGPT Health rappresenta un ulteriore progresso verso l’obiettivo di evolvere ChatGPT in un super-assistente personale, in grado di fornirti informazioni e strumenti per conseguire i tuoi obiettivi in tutti gli aspetti della tua vita”. La direzione era già evidente sin da agosto, quando Sam Altman, CEO di OpenAI, dichiarò che il settore sanitario è quello “dove si osserva il miglioramento più significativo rispetto a qualsiasi altra categoria”, riferendosi ai progressi nella qualità e nell’accuratezza delle risposte del modello.
La salute in una sola conversazione unendo referti, app e cartelle cliniche
Questo nuovo chatbot non è progettato per effettuare diagnosi o prescrivere farmaci, né per sostituire il rapporto con i medici, sottolinea OpenAI in una nota ufficiale. L’intento è piuttosto quello di semplificare il panorama informativo. Attualmente, i dati sulla nostra salute sono disordinati e disseminati: un PDF dimenticato in una cartella, un grafico del sonno in un’app di fitness, i passi registrati dallo smartwatch, un referto cartaceo riposto in un cassetto. Ordinare, e soprattutto farlo in maniera coerente, non è un compito facile.
Da oggi è possibile integrare fonti che ChatGPT può utilizzare come contesto – cartelle cliniche elettroniche (dove disponibili) e app per il benessere – per ricomporre in un’unica visione globale dati ed esami, riassumere un referto prima di un appuntamento, riflettere su alimentazione e allenamento o persino valutare i compromessi tra diverse opzioni assicurative in base ai propri modelli di utilizzo sanitario.
Un aiuto per arrivare agli appuntamenti più preparati, interpretare meglio i risultati, formulare domande più specifiche da porre al medico e monitorare nel tempo l’andamento di alcuni parametri, piuttosto che considerare la salute come una serie di episodi isolati.
Grazie all’integrazione con servizi come Apple Health, MyFitnessPal, Peloton o Instacart, l’intelligenza artificiale impara a comprendere i ritmi reali della nostra vita: analizzando schemi come la qualità del sonno, l’attività fisica e le abitudini alimentari, l’assistente ricompone il mosaico della nostra salute e fornisce una visione d’insieme più chiara e comprensibile.
260 medici coinvolti e una “zona protetta”: ecco come OpenAI sviluppa ChatGPT Health
ChatGPT Health è il risultato di un lavoro di co-progettazione che, secondo OpenAI, ha coinvolto oltre 260 medici in 60 Paesi. Per testare l’affidabilità delle risposte, l’azienda si affida a HealthBench, un benchmark creato per valutare quanto i modelli riescano a essere utili e sicuri in situazioni sanitarie realistiche, esaminando qualità, chiarezza ed equilibrio.
Per quanto riguarda i dati, le linee guida ufficiali di OpenAI delineano un approccio “a compartimenti”: ChatGPT Health è progettato per separare le informazioni mediche dalle altre attività del chatbot, con una struttura di sicurezza a più livelli. Il punto più significativo riguarda l’utilizzo dei contenuti: OpenAI afferma che conversazioni e file condivisi nello spazio Health non vengono utilizzati per addestrare i modelli di base.
Dal punto di vista tecnico, i dati sono crittografati sia durante il trasferimento sia durante l’archiviazione, e lo spazio Health adotta meccanismi di isolamento dedicati che separano i contenuti sanitari dalle chat standard. Il controllo, almeno nelle intenzioni, rimane in mano all’utente: è possibile richiedere l’eliminazione dei propri dati dai sistemi entro 30 giorni.
Infine, per connettere fonti esterne – dalle cartelle cliniche elettroniche alle app di fitness – è necessario un consenso esplicito, revocabile in qualsiasi momento dalle impostazioni. OpenAI aggiunge che i partner terzi devono rispettare requisiti rigorosi e superare controlli di sicurezza specifici, limitandosi a raccogliere solo i dati minimi necessari: in teoria, la condivisione non dovrebbe mai superare ciò che l’utente decide di autorizzare.
Il resto, come sempre, sarà determinato dal tempo e dall’esperienza: quanto ChatGPT Health sarà in grado di risultare utile senza diventare invadente, e quanta fiducia saremo disposti a concedere quando non si tratta di un file qualsiasi, ma della nostra salute.