TikTok limita la diffusione di contenuti sull’ICE? Le accuse nei confronti della nuova filiale americana della piattaforma.
Negli ultimi giorni, molti utenti di TikTok negli Stati Uniti hanno riferito di gravi problematiche nel pubblicare video riguardanti le attività dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale incaricata della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione.
Le segnalazioni si sono concentrate in particolare su clip relative all’uccisione di Alex Peretti, avvenuta a Minneapolis, che ha coinvolto agenti federali e ha provocato vivaci proteste. Anche sul web, dove per esempio la comica Megan Stalter, che condivide sketch surreali con diverse centinaia di migliaia di follower, ha pubblicato un video su Instagram in cui afferma: “Dobbiamo abolire l’ICE”.
Tuttavia, quando Stalter ha provato a condividere la medesima clip su TikTok, non è riuscita e, dopo ripetuti tentativi, ha dovuto rinunciare.
Altri creator della piattaforma hanno espresso il loro malcontento, segnalando che i loro post critici nei confronti dell’ICE, pur non violando apparentemente le norme della comunità, rimanevano bloccati in una revisione continua o venivano pubblicati con un contatore delle visualizzazioni rimasto fermo a zero, un fenomeno spesso definito come shadowbanning, ovvero l’oscuramento intenzionale ma non dichiarato di un profilo da parte dell’algoritmo.
Il sospetto che quanto accaduto possa essere una forma di censura è giunto fino al Congresso. Il senatore democratico del Connecticut, Chris Murphy, ha dichiarato che, tra le “minacce alla democrazia”, la presunta censura su TikTok è “in cima alla lista”.
TikTok has begun censoring anti-Trump and anti-Ice content pic.twitter.com/qWwaET9ion
— David Leavitt ♂️ (@DavidLeavitt) January 24, 2026
Il nuovo assetto societario e l’ombra della politica
Il sospetto di una moderazione di carattere politico sulla piattaforma è alimentato dal recente e significativo cambio di proprietà della filiale statunitense di TikTok.
Il 22 gennaio scorso è stata ufficializzata la creazione di TikTok USDS Joint Venture LLC, una nuova entità societaria istituita per evitare il divieto dell’applicazione nel territorio americano.
L’operazione, valutata attorno a 14 miliardi di dollari, ha trasferito la maggioranza delle azioni – circa l’80,1% – a un consorzio di investitori capitanato dai giganti tecnologici Oracle e Silver Lake, insieme al fondo MGX di Abu Dhabi, lasciando alla casa madre cinese ByteDance una partecipazione di minoranza del 19,9%.
Questo passaggio è stato il risultato di un lungo confronto legislativo e di ordini esecutivi che hanno imposto la separazione del ramo americano per garantire la sicurezza nazionale e il controllo locale dei dati.
La difesa tecnica della piattaforma
La dirigenza di TikTok Us ha risposto alle accuse di censura attribuendo i disservizi segnalati dagli utenti a una serie di problemi tecnici interni. Secondo l’azienda, un’interruzione di energia in uno dei suoi centri dati negli Stati Uniti avrebbe causato un cedimento sistemico a cascata.
Questo guasto avrebbe impattato non solo sulla capacità di caricamento dei nuovi video, ma anche sulla corretta visualizzazione delle metriche di coinvolgimento, come i “like” e il numero di follower.
L’azienda ha chiarito che l’impatto del malfunzionamento è stato casuale e ha colpito una vasta gamma di contenuti, sostenendo che non c’è stata alcuna azione mirata per sopprimere messaggi politici o critiche verso le istituzioni governative.
La reazione della California
La giustificazione di TikTok non ha tranquillizzato le autorità californiane. Il governatore Gavin Newsom ha annunciato l’inizio di una revisione formale sulle pratiche di moderazione dei contenuti della piattaforma, sospettando che il social possa aver violato le leggi statali sulla trasparenza e la protezione dei consumatori.
Newsom ha manifestato preoccupazione per il fatto che l’algoritmo possa essere stato manipolato per penalizzare le voci critiche nei confronti dell’attuale amministrazione Trump e di alcuni organi federali.
L’indagine, affidata al Dipartimento di Giustizia della California, verificherà se le recenti anomalie siano state realmente causate da un incidente infrastrutturale o se rappresentino una forma di interferenza sui contenuti non dichiarata.
Newsom è tra coloro che guardano con scetticismo alla nuova governance di TikTok, temendo che la vicinanza dei nuovi proprietari a specifici ambienti politici possa influenzare la neutralità della moderazione dei video pubblicati sulla piattaforma.
L’esodo verso UpScrolled
In risposta a questo clima di incertezza, una parte consistente degli utenti americani di TikTok sta trasferendosi verso UpScrolled, una piattaforma emergente che si propone come un’alternativa imparziale ai grandi social media.
Fondata in Australia nel 2023 da Issam Hijazi, di origini palestinesi, UpScrolled ha rapidamente scalato le classifiche dei download promettendo una gestione dei contenuti basata su algoritmi trasparenti e un feed rigorosamente cronologico, eliminando così la possibilità di manipolazioni o shadowbanning.
La piattaforma dichiara di voler mantenere una posizione neutrale rispetto alle agende politiche e di limitare la moderazione esclusivamente ai contenuti illegali o ai discorsi d’odio. Per questo motivo sta attirando creator e attivisti in cerca di uno spazio digitale considerato più protetto dalle pressioni governative.
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