AirPods Max 2, la recensione: le cuffie di Apple che rivelano i dettagli sonori della musica.
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“Si può esistere senza musica, senza felicità, senza affetto e senza filosofia”, affermava il filosofo francese Vladimir Jankélévitch. “Ma non è certo una bella vita”. Escludendo felicità, affetto e filosofia, per quanto riguarda la musica è possibile fare qualcosa: ascoltarla nel modo migliore, innanzitutto. Ad esempio, utilizzando le AirPods Max, le cuffie over-ear di Apple giunte ora alla loro seconda generazione, che Italian Tech ha testato in anteprima.
Caratteristiche costruttive
Le AirPods Max 2026 presentano un design identico a quello della prima generazione lanciata nel 2020, fatta eccezione per i colori (segnaliamo con un certo rammarico l’assenza del grigio siderale, sostituito dal blu mezzanotte). La qualità costruttiva, sia al tatto che alla vista, si colloca in una fascia superiore rispetto alla maggior parte della concorrenza: rimangono quindi la struttura in acciaio, i padiglioni in alluminio anodizzato, i cuscinetti in memory foam e l’archetto in mesh che distribuisce il peso sulla testa in modo intelligente. Tuttavia, si tratta pur sempre di 386,2 grammi, che dopo alcune ore di ascolto si fanno sentire. Anche la Smart Case è presente, e continua a non apparirci la soluzione più efficace: una sorta di astuccio con magneti che consentono alle AirPods Max di riconoscere quando si trovano al suo interno ed entrare automaticamente in modalità standby, prolungando la durata della batteria. È necessario inserirla nel verso corretto, altrimenti la funzione non si attiva e si scaricano. Non è presente un interruttore di accensione e spegnimento, ma almeno la Digital Crown rimane una delle intuizioni più riuscite di queste cuffie: precisa, fisica, immediata, molto più gradevole rispetto a comandi touch poco affidabili. Accanto si trova il pulsante per alternare tra cancellazione del rumore, Audio adattivo e Trasparenza.
Premendo la Digital Crown è anche possibile scattare una foto e avviare o interrompere la registrazione video mentre si utilizza l’app Fotocamera o app fotografiche compatibili di terze parti su iPhone o iPad.
La maturità dell’audio computazionale
Le nuove AirPods Max 2 mantengono i driver da 40 millimetri, ma il resto subisce notevoli cambiamenti: il nuovo amplificatore promette una maggiore dinamica e una distorsione ridotta, mentre il segnale digitale è stato ricostruito e ottimizzato per fornire una localizzazione degli strumenti più precisa e una risposta più coerente alle frequenze basse. Questi dettagli, all’ascolto, si traducono nella sensazione di avere davanti un palcoscenico sonoro ben definito, dove il basso occupa il suo spazio senza sovrastare gli altri strumenti e le voci non vengono schiacciate dai suoni circostanti. L’Audio spaziale personalizzato con rilevamento dinamico della posizione della testa consente, con i brani compatibili, di muoversi nello spazio sonoro come se si fosse sul palco insieme ai musicisti: l’effetto è sorprendente, ma a lungo andare può risultare stancante.
Il vero progresso, tuttavia, risiede nella cancellazione del rumore, che adotta un sistema completamente rinnovato, con il chip H2 delle AirPods Pro, supportato da otto microfoni: secondo Apple dovrebbe essere fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedente. È difficile affermarlo senza strumenti adeguati, ma il miglioramento è evidente, soprattutto tra 1 e 2 KHz, dove si trovano le voci. Con rumori costanti, come il ronzio dei motori di un aereo o di un treno, è relativamente semplice isolare le frequenze da eliminare, poiché cambiano poco nel tempo. Tuttavia, ora la cancellazione del rumore agisce su una gamma di frequenze più ampia, riuscendo così a sopprimere meglio anche le voci, più difficili da compensare poiché variano frequentemente. Le AirPods Max 2 riducono notevolmente il volume di una singola voce e funzionano ancora meglio quando a parlare sono più persone, come in una stanza affollata.
La modalità Trasparenza è più naturale e i suoni esterni risultano meno metallici; l’Audio Adattivo regola la cancellazione e la trasparenza in base al contesto; il Riconoscimento della Conversazione abbassa automaticamente il volume quando si inizia a dialogare con qualcuno, mentre la Riduzione dei suoni intensi protegge le orecchie da stimoli eccessivi. Per le chiamate, la funzione Isolamento Vocale utilizza l’audio computazionale avanzato per dare priorità alla voce dell’utente, attenuando i rumori ambientali, mentre il Volume Personalizzato regola automaticamente il volume della riproduzione combinando le preferenze dell’utente con i suoni dell’ambiente circostante. Queste funzioni trasformano le cuffie da semplici strumenti di ascolto a interfacce con l’ambiente circostante, consentendo di definire con precisione il confine tra noi e il mondo. Molte delle funzioni più avanzate richiedono software recentissimo e, in alcuni casi, un iPhone compatibile con Apple Intelligence. È il caso della Traduzione dal vivo, che arriva anche su queste cuffie e consente traduzioni in tempo reale, utilizzando l’iPhone come supporto visivo e computazionale.
Ascolto tramite cavo
Le cuffie over-ear sono un oggetto da esibire, un accessorio di moda, e in questo contesto le AirPods Max 2 rimangono facilmente riconoscibili per il loro design distintivo. Ma sono anche uno strumento tecnico essenziale per chi lavora con la musica e l’audio. Le AirPods Max originali non offrivano audio lossless vero in modalità cablata, poiché il cavo Lightning analogico comportava una duplice conversione da digitale ad analogico e viceversa. Pertanto, la vera novità di questa seconda generazione è che supporta l’audio lossless a 24 bit e 48 kHz tramite cavo USB C, con una latenza molto bassa. Meno di 15 millisecondi in collegamento cablato con Mac e iPad, un tempo sufficiente per rendere queste cuffie adatte anche a un flusso di lavoro semiprofessionale o professionale leggero su Logic Pro e altre applicazioni. Chi monta video o podcast, chi crea musica, trova qui una risposta concreta alle limitazioni del bluetooth. E può avere l’equivalente di un piccolo studio di registrazione di buona qualità semplicemente abbinando le AirPods 2 al più piccolo ed economico dei Mac, il MacBook Neo, che da solo costa quasi quanto le cuffie stesse.
Basta inserire il cavo nelle cuffie da un lato e nel Mac, iPad o iPhone dall’altro: la modalità Trasparenza e la Cancellazione del rumore continueranno a funzionare come sempre (si possono attivare con il tasto accanto alla Digital Crown), ma il miglioramento della riproduzione audio è evidente. Ad esempio, in Hyperballad, un vecchio classico di Björk, anche al massimo volume le note di synth più basse non distorcono mai e sono ben distinguibili l’una dall’altra, un risultato molto difficile da ottenere con altre cuffie o con impianti hi-fi di alto livello. E anche al massimo volume, le AirPods Max 2 hanno ancora abbastanza potenza da far esaurire la batteria alla fine del brano. Dallo stesso album, Post, vale la pena ascoltare anche l’ultima traccia, Headphones, un’ode alle cuffie e alla capacità di isolare dal mondo chi le utilizza per creare una sfera perfetta di musica. I suoni rimbalzano da un orecchio all’altro, i sussurri della cantante islandese giocano con distorsioni elettroniche ed echi misteriosi. “Le mie cuffie mi hanno salvato la vita”, canta, raccontando la discesa verso il sonno cullata dalla musica; in cuffia, appunto.
Abbiamo testato il collegamento via cavo con computer Windows e smartphone Android: funziona perfettamente, senza necessità di modificare alcuna impostazione; anche con Bluetooth non ci sono problemi, ma questo era prevedibile. È chiaro che le AirPods Max sono progettate per offrire il massimo in un ecosistema completamente Apple, ma è piacevole scoprire che non sono solo un bel soprammobile, nel caso ci si trovi a lavorare o ascoltare musica con altre piattaforme.
Tornando alla musica, abbiamo provato ad ascoltare un brano ancora più datato e certo non noto per la qualità della registrazione: You forget to answer di Nico. Le cuffie Apple hanno riprodotto alla perfezione la voce della cantante tedesca, a tratti dolce, altre volte cupa. Molto bello il suono del pianoforte, eccellente il lavoro di produzione, con suoni nascosti e sovrapposti; qui le AirPods Max 2 riescono davvero a far emergere la cura e l’attenzione dedicate alla fase di registrazione e missaggio. Ma vanno anche oltre: in qualche modo evocano un’atmosfera che non è solo quella dello studio di registrazione, ma lo spirito stesso della canzone, conferendo un corpo, per quanto evanescente, ai fantasmi di Nico.
Questo perché Apple riesce nell’arduo compito di trovare un equilibrio raro tra precisione della resa e piacevolezza dell’ascolto: le AirPods Max pongono sempre al primo posto la riproduzione della musica, dell’emozione che essa porta con sé, ma in questa nuova versione sono ancora più trasparenti e oneste. Prendiamo Ocean Eyes di Billie Eilish: il senso di spazio è notevole, anche qui il lavoro di produzione è evidente, ad esempio la sovrapposizione delle voci è chiarissima, così come l’uso accorto del riverbero.
Non che questi dettagli non siano presenti anche nell’ascolto tramite Bluetooth, ma risultano un po’ meno evidenti: la differenza, ascoltando Il tempo in Me dall’ultimo album dei Subsonica, Terre rare, non è enorme, ma percepibile ad esempio nella precisione della resa degli archi, negli effetti stratificati e intrecciati, e in un generale miglioramento del senso del ritmo e dell’impatto quando si utilizza il cavo.
Aspetti positivi
- La qualità sonora
- L’integrazione con altri dispositivi Apple
- La possibilità di utilizzare il cavo per una qualità ancora superiore
Aspetti negativi
- Il peso
- Il costo
- La custodia
In conclusione
Le AirPods Max 2 non introducono alcuna rivoluzione estetica e non risolvono completamente le critiche mosse al modello precedente: prezzo elevato, peso significativo, custodia poco pratica. Tuttavia, rappresentano una revisione più sostanziosa di quanto possa sembrare a un’analisi superficiale. Il chip H2 e gli algoritmi di elaborazione audio aggiornati portano miglioramenti evidenti: più funzioni intelligenti, una cancellazione del rumore più efficace, una resa più naturale con la modalità Trasparenza. Pur mantenendo il carattere corretto e la distorsione molto bassa della prima generazione: il suono ora è più maturo, più preciso, più fedele alla personalità degli strumenti e delle voci. Gli audiofili più puristi potrebbero storcere il naso, poiché le AirPods Max 2 non dispongono di un ingresso analogico e limitano notevolmente la sperimentazione con altri hardware: non è possibile scegliere un lettore di rete, un amplificatore, un cavo speciale, ma è necessario fare affidamento su un computer o uno smartphone. Nel suono, le nuove cuffie di Apple non pretendono di essere asettiche e neutrali. Tuttavia, specialmente se utilizzate con il cavo, diventano uno strumento di lavoro affidabile e preciso per creatori e professionisti, senza mai sacrificare il piacere di ascoltare la musica. Anzi: scavano nei dettagli più nascosti, rivelano le finezze di un lavoro di studio spesso trascurato, e così restituiscono anche a brani ascoltati mille volte una bellezza che l’abitudine può aver offuscato.
Le AirPods Max 2 sono disponibili in cinque colori; possono essere ordinate già adesso, arriveranno all’inizio di aprile e hanno un prezzo di 579 euro.
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