Apple festeggia il cinquantesimo anniversario, i principali dispositivi dell’azienda che hanno rivoluzionato il settore tecnologico.
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Cinquanta anni fa, Steve Jobs e Steve Wozniak, insieme a un uomo di nome Ron Wayne, fondarono Apple Computer. Il loro obiettivo era quello di commercializzare un computer per hobbisti sviluppato nel garage della famiglia Jobs. Cinquant’anni dopo, stiamo scrivendo queste righe su un MacBook Pro dotato di un chip estremamente potente, progettato a Cupertino dagli ingegneri di quella stessa azienda. Questo è un percorso senza precedenti nella storia dell’informatica: cerchiamo di ripercorrerlo brevemente attraverso una selezione delle sue tappe fondamentali.
Apple II
Introdotto nel 1977, l’Apple II rappresentò il primo vero trionfo commerciale dell’azienda. Steve Wozniak progettò l’elettronica con una meticolosità straordinaria, minimizzando il numero di chip necessari grazie a soluzioni innovative per l’epoca. L’applicazione chiave che incentivò le vendite del computer fu VisiCalc, il primo foglio di calcolo della storia, sviluppato dalla Software Art e distribuito da VisiCorp. Questo programma rimase un’esclusiva dell’Apple II per poco più di un anno, spingendo migliaia di aziende ad acquistarlo. Per la prima volta, un personal computer non era solo un dispositivo per appassionati, ma uno strumento di lavoro a tutti gli effetti.
Macintosh
Il debutto del Macintosh, avvenuto il 24 gennaio 1984, fu anticipato dal celebre spot diretto da Ridley Scott che associava IBM al Grande Fratello. Questo computer presentava un’interfaccia grafica senza precedenti e si controllava tramite mouse. Ereditava alcune funzionalità pionieristiche dell’Apple Lisa, che non ebbe fortuna. Nonostante la sua portata innovativa, il Macintosh non ottenne subito il successo sperato: il prezzo era elevato, le possibilità di espansione limitate e tendeva a surriscaldarsi. Steve Jobs aveva investito la sua carriera su questo prodotto, e il fatto che il Macintosh non fosse l’immediato successo previsto contribuì alla sua rimozione da Apple, avvenuta un anno dopo il lancio. Tuttavia, il Macintosh superò tutte le avversità, e le versioni successive continuarono a vendere bene fino ai primi anni ’90. Oggi quel lancio è considerato uno dei momenti fondamentali della storia dell’informatica moderna.
iMac
Nel 1998, poco più di un anno dopo il ritorno trionfale di Steve Jobs, Apple si trovava sull’orlo del fallimento. Era necessaria una hit, e in tempi brevi. Collaborando con un designer industriale poco conosciuto e riservato di nome Jony Ive, Jobs presentò un computer all-in-one mai visto prima. Il suo design era arrotondato, la scocca non era beige come i modelli dell’epoca, ma blu come l’oceano di Bondi Beach, e il policarbonato traslucido permetteva di intravedere i componenti interni. L’iMac G3 non era il computer più potente sul mercato, ma era il più esteticamente gradevole. Vendette due milioni di unità nel primo anno. La lettera “i” nel nome, che all’epoca significava “internet”, divenne il prefisso di un’intera era e di molti prodotti Apple successivi.
MacOS X
Il 24 marzo 2000, Apple presentò la prima versione pubblica di MacOS X, un nuovo sistema operativo che riscrisse completamente le basi del software per Mac. Era basato su Unix e si ispirava all’esperienza di NeXTStep, il sistema dei computer NeXT, azienda alla quale Steve Jobs si era dedicato durante la sua pausa da leader di Apple e che l’azienda aveva poi acquisito per garantire il ritorno dell’iCEO. Il nuovo software rappresentava un cambiamento radicale e audace rispetto alle versioni precedenti di Mac OS System. Presentava un’interfaccia grafica innovativa, chiamata Aqua, e introduceva numerose novità che Microsoft tentò spesso di replicare su Windows negli anni successivi, senza grande successo. Non è uno dei prodotti più noti della storia di Cupertino, ma quel lancio fu un momento cruciale. Se Apple è riuscita ad adattare i suoi Mac a due rivoluzioni nell’architettura dei chip (da PowerPC a Intel, e da Intel a Apple Silicon), è anche e soprattutto grazie al lavoro straordinario dei team che hanno contribuito a quella prima versione di OS X.
iPod
“Mille canzoni in tasca”: cinque parole che nel 2001 hanno cambiato per sempre il nostro modo di ascoltare la musica. L’iPod non fu il primo lettore MP3 disponibile, ma fu il primo a trasformare l’esperienza di ascolto digitale. Il dispositivo era dotato di una ghiera capacitiva e di un connettore FireWire, ma la vera innovazione risiedeva nel computer: il software di gestione musicale iTunes permetteva di “rippare” i CD, importare le canzoni sul computer e sincronizzarle con la libreria musicale. Due anni dopo, sarebbe stato lanciato anche lo store per l’acquisto di musica online. In pochi anni, Apple divenne il più grande distributore di musica a livello mondiale. L’iPod rappresentò un successo globale, sia commerciale che culturale, fornendo ad Apple una base economica solida per lavorare sulle innovazioni future.
iPhone
Il 9 gennaio 2007, Steve Jobs salì sul palco del Macworld di San Francisco per una presentazione che è diventata parte della storia tecnologica. Apple stava per svelare tre prodotti innovativi, disse: un lettore musicale, un telefono cellulare e un dispositivo per navigare in internet. “Capite? Non sono tre prodotti distinti, ma uno solo”: l’iPhone. Nei sei mesi che intercorsero tra quell’annuncio e la disponibilità commerciale, i concorrenti derisero il dispositivo, minimizzandone l’importanza. Steve Ballmer, allora CEO di Microsoft, rispose a una domanda sull’iPhone con una risata beffarda che probabilmente lo tormenta ancora oggi. L’iPhone non inventò il concetto di smartphone, ma lo ridefinì in modo tale da rendere tutto ciò che lo precedette irriconoscibile. È attualmente il prodotto hardware di consumo più venduto nella storia dell’industria tecnologica.
iPad
Quando Jobs presentò l’iPad nel gennaio 2010, seduto su una poltrona con il tablet sulle ginocchia, molti criticarono quello strano e banale iPhone ingrandito. Come per l’iPhone, le critiche furono piuttosto miopi: l’iPad, negli anni successivi, creò una categoria di prodotto completamente nuova, come nessun altro produttore era riuscito a fare. Oggi l’iPad è ancora il tablet più venduto al mondo, con un distacco netto rispetto a tutti i concorrenti. Viene utilizzato in sale operatorie, nelle cabine di pilotaggio degli aerei di linea e nelle aule scolastiche di tutto il mondo. L’iPhone ingrandito, alla fine, rispondeva a un’esigenza esistente, e oggi le versioni Pro del tablet sono così potenti da mettere in ombra molti computer ben equipaggiati. L’unico limite rimane di natura software, ma Apple continua – forse a ragione – a voler mantenere distinto e parallelo ai Mac il percorso commerciale dei suoi tablet.
Apple Watch
Arrivato nel 2015 con una campagna pubblicitaria più simile a quella di un marchio di moda che a quella di un’azienda tecnologica, l’Apple Watch ha trasformato il concetto di dispositivo indossabile. Sebbene l’associazione alla moda giochi ancora un ruolo, il vero successo del dispositivo è emerso con modelli più recenti, grazie principalmente a un maggiore focus sulle funzioni legate alla salute. Il monitoraggio della fibrillazione atriale, introdotto nel 2018 con la Serie 4, ha salvato la vita a molte persone in tutto il mondo, così come altre funzioni come il rilevamento degli incidenti. Oggi, l’Apple Watch rimane uno dei dispositivi indossabili più venduti a livello globale e un elemento fondamentale del vasto ecosistema hardware e software di Cupertino. Apple è di fatto il principale produttore di orologi al mondo per fatturato: la sola linea Apple Watch vende più unità dell’intera industria orologiera svizzera.
Apple Silicon
Nel 2020, Apple annunciò il suo primo chip per Mac basato su architettura ARM. Si chiama M1 ed è estremamente potente: offre prestazioni e capacità mai viste prima su computer di fascia entry-level. Questo chip è il risultato di un lungo percorso che trae origine dall’esperienza nel design di chip su piattaforma ARM per l’iPhone e l’iPad. L’ultimo residuo dell’era Intel è scomparso nel 2023 con l’aggiornamento del Mac Pro, rimosso definitivamente dallo Store pochi giorni fa. Attualmente, in tutte le fasce di prezzo, i livelli di efficienza e prestazioni dei Mac garantiti dai chip M rimangono ineguagliati dalla concorrenza.
MacBook Neo
Il MacBook Neo, ultimo arrivato nella famiglia dei laptop Apple, è il computer che meglio rappresenta le enormi potenzialità dei chip Apple. È il primo Mac a montare un processore per dispositivi mobili, l’A18 Pro, e offre prestazioni e affidabilità a prezzi estremamente competitivi, mai visti prima. I puristi della storia Apple potrebbero storcere il naso per la sua inclusione in questa antologia, ma a nostro avviso il Neo è uno dei prodotti più “Apple” mai realizzati e sfata definitivamente la reputazione di marchio costoso e inaccessibile che ha accompagnato Apple per anni. Oggi, il MacBook Neo è il computer più potente e di alta qualità che si possa acquistare per meno di 700€.
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