Come funzionano gli occhiali smart di Meta (e perché rischiavano la multa del Garante)

Come funzionano gli occhiali smart di Meta (e perché rischiavano la multa del Garante) 1

Il 9 novembre, Report trasmette un episodio intitolato: Garante di chi? Questa inchiesta ha dato origine a un’indagine che ha coinvolto il presidente dell’Autorità Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, e i membri del collegio: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Tra i casi esaminati dall’inchiesta, uno concerne Meta e i Ray-Ban con l’Intelligenza Artificiale.

La ricostruzione di Report: le accuse a Meta

Secondo quanto riportato da Report, Meta avrebbe dovuto subire una sanzione esemplare (inizialmente stimata in 44 milioni di euro) per numerose infrazioni alle normative sulla privacy relative ai primi occhiali smart Ray-Ban Stories.

Le ragioni sono due: la prima riguarda la trasparenza nei confronti dei terzi, poiché la piccola luce a LED che indicava la registrazione era ritenuta facilmente occultabile, impedendo alle persone filmate di essere consapevoli che i loro dati ( e voce) venivano acquisiti. La seconda concerne il consenso degli utenti, dal momento che il sistema di raccolta e trattamento dei dati di Meta non garantiva agli utenti un controllo adeguato e informato su come le informazioni venissero gestite una volta ottenute dal dispositivo.

Per il team di Ranucci, il fatto che la sanzione a Meta (da 44 milioni) sia stata inizialmente ridotta a 12 milioni e poi completamente annullata per “scadenza dei termini” rappresenterebbe un grave fallimento dell’autorità nel tutelare i cittadini di fronte al predominio delle Big Tech.

Cosa sono e come funzionano gli occhiali smart di Meta

Gli smart glasses sviluppati dalla collaborazione tra Meta e Luxottica hanno dato vita a due generazioni di occhiali. Per queste aziende, si tratta di un’evoluzione degli occhiali da semplice gadget a dispositivo tecnologico avanzato. La prima generazione, Ray-Ban Stories, è stata lanciata nel settembre 2021: questi occhiali consentivano di scattare foto e registrare brevi video (fino a 30-60 secondi). Questi sono stati al centro dell’inchiesta di Report. Le vendite dei Stories non hanno rappresentato un vero e proprio trionfo: secondo documenti interni trapelati sul Wall Street Journal, ne sono stati venduti circa 300.000 esemplari fino al 2023, ma con un tasso di abbandono molto elevato da parte degli utenti.

La situazione è cambiata almeno in parte con la seconda generazione, i Ray-Ban Meta. Arrivati sul mercato nell’ottobre 2023, presentano una fotocamera migliorata, audio potenziato e, soprattutto, l’integrazione con l’Intelligenza Artificiale. Questa versione ha ottenuto un successo commerciale superiore: sebbene Meta non fornisca dati ufficiali, le stime degli analisti indicano oltre 1 milione di unità spedite già nella prima metà del 2024.

Un successo commerciale che ha portato a una revisione delle aspettative industriali per i prossimi anni. Secondo recenti indiscrezioni di borsa diffuse il 13 gennaio, le due aziende starebbero considerando di raddoppiare la capacità produttiva degli smart glasses dotati di Intelligenza Artificiale, puntando a un obiettivo di 20 milioni di unità all’anno entro la fine del 2026.

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