DJI presenta Osmo Pocket 4P: la videocamera stabilizzata con gimbal

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CANNES – A poco più di un mese dal debutto della videocamera portatile Osmo Pocket 4, DJI ha già presentato in anteprima la versione professionale della serie. Si chiama Osmo Pocket 4P ed è progettata non solo per YouTuber e creatori di contenuti, tra i quali la gamma di gimbal camera compatte è molto apprezzata, ma anche per i videomaker più esigenti.

Convincere i professionisti ad adottare una videocamera con un sensore di dimensioni ridotte non è un compito impossibile. Apple ha dimostrato ampiamente questa possibilità con gli iPhone Pro, utilizzati in produzioni cinematografiche di alto livello. Risulta più complesso, invece, accrescere la notorietà di un marchio in un settore altamente competitivo come quello del cinema.

DJI sta già compiendo significativi progressi: prodotti come lo stabilizzatore Ronin, la videocamera cinematografica stabilizzata Ronin 4D, e il drone Inspire sono già molto apprezzati in produzioni di alto calibro grazie alla loro qualità e, soprattutto, al prezzo, notevolmente inferiore rispetto a soluzioni tradizionali di pari livello.

La Ronin 4D, in particolare, ha consentito di girare le scene in piano sequenza di Adolescence, la serie Netflix, ed è stata utilizzata sul set di Formula 1, il blockbuster Apple con Brad Pitt.

Anteprima a Cannes

Tuttavia, per un prodotto come la 4P era necessaria una visibilità più ampia e non solo i benchmark tecnici: per questo DJI ha scelto Cannes per un evento nel cuore della Croisette. Una decisione inaspettata e un po’ dell’ultimo minuto, ma comunque comprensibile: se si desidera puntare al mercato del cinema, il Festival rappresenta sicuramente una delle migliori occasioni per diffondere il messaggio.

“Il panorama della cinematografia e della produzione video in generale si sta evolvendo verso approcci meno tradizionali e più focalizzati sulla priorità del contenuto creativo”, spiega a ItalianTech Donovan Davis, Senior Product Specialist e Chief Pilot di DJI, a margine della presentazione di Cannes. “Maggiore libertà creativa riusciamo a offrire a un filmmaker, maggiore sarà il valore del suo lavoro. La tecnologia dovrebbe essere invisibile, sia per il pubblico che, per quanto possibile, per il filmmaker stesso, il quale deve poter narrare la sua storia senza preoccuparsi degli strumenti”.

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DJI ha appena presentato Osmo Pocket 4P, senza rivelare ancora la data ufficiale di lancio: per questo motivo non possiamo ancora discutere delle specifiche definitive. Possiamo già affermare, però, che la maggior parte delle caratteristiche tecniche deriva direttamente dalla serie Osmo Pocket: stabilizzazione fluida, facilità di controllo tramite joystick, estrema portabilità grazie al design compatto, schermo touch, funzioni software avanzate di tracking del soggetto.

La differenza principale rispetto alla Osmo Pocket 4 risiede nelle due ottiche e nella gamma dinamica. Invece dell’obiettivo singolo del modello base, la Osmo Pocket 4P è dotata di due obiettivi, uno grandangolare e uno zoom: la diversa lunghezza focale dei due obiettivi offre una maggiore versatilità, consentendo effetti di ripresa di stile molto più cinematografico.

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La modalità D-Log2 a 10-bit con 17 stop di gamma dinamica della Osmo Pocket 4P assicura un’enorme versatilità nella post-produzione e nella correzione del colore. 17 stop non hanno molti confronti in ambito semi professionale e sicuramente non tra le videocamere compatte: si tratta di una caratteristica che di solito si trova su videocamere cinematografiche enormi e costose come le ARRI. Non l’abbiamo ancora testata, ma dalle riprese di prova in D-Log2 già editato che abbiamo osservato a Cannes possiamo affermare che i risultati sono notevoli per un prodotto di questo segmento e che l’hype creato attorno al prodotto è in gran parte giustificato.

“Grazie al sensore riprogettato, al supporto D-Log2 e ai 17 stop di gamma dinamica, i filmati realizzati con la Osmo Pocket 4P possono essere facilmente integrati in una timeline di livello professionale come seconda camera, proprio come si farebbe con una ARRI o una RED2”, aggiunge Donovan.

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Una soluzione per i filmmaker più esigenti

“Non sarà più solo una crash cam o un ripiego che costringe i coloristi a fare gli straordinari per allineare le riprese principali. Siamo convinti che in questa fascia la Pocket 4P potrà eccellere: è così accessibile, così compatta e così semplice da utilizzare, che si potrà inserire in luoghi dove una produzione non avrebbe mai scelto di posizionare una videocamera”.

Una soluzione ideale per documentaristi o produzioni a basso budget, insomma, ma nelle intenzioni di DJI sufficientemente potente da convincere registi e filmmaker più esigenti. Al di là di alcune scelte poco chiare riguardo alle specifiche del prodotto (che avremmo preferito poter già comunicare), ciò che abbiamo osservato durante l’anteprima a Cannes ci ha sorpreso: DJI ha creato una videocamera semiprofessionale con un ottimo potenziale.

Andrà testata a fondo per comprenderne vantaggi e limiti, e soprattutto sarà necessario scoprire il prezzo, di cui DJI non ha ancora fornito dettagli. Conoscendo l’azienda cinese, ci aspettiamo un costo in linea con la qualità e le caratteristiche del prodotto, ma comunque competitivo rispetto alla concorrenza.

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