Esame dell’Unione Europea su X riguardo ai deepfake sessuali di Grok: “Una manifestazione inaccettabile e violenta di degrado”

Esame dell'Unione Europea su X riguardo ai deepfake sessuali di Grok: “Una manifestazione inaccettabile e violenta di degrado” 1

La Commissione europea ha comunicato l’inizio di una nuova indagine formale nei confronti di X ai sensi del Digital Services Act, ampliando il procedimento già avviato nel 2023. Il focus principale è sull’integrazione di Grok, il sistema di xAI incorporato nella piattaforma, e sul modo in cui questo può favorire la diffusione di contenuti illegali o particolarmente dannosi, in particolare immagini sessualmente esplicite manipulate con intelligenza artificiale, comprese quelle realizzate senza consenso e quelle che potrebbero configurarsi come materiale di abuso sessuale su minori.

Bruxelles specifica che l’istruttoria non si limita solo alla generazione di immagini tramite Grok, ma anche al ruolo dei sistemi di raccomandazione di X nel potenziare e diffondere questo tipo di contenuti, e richiede operazioni come la presentazione di una valutazione dei rischi specifica legata alle funzionalità di Grok all’interno del servizio X.

“Una forma violenta e inaccettabile di degradazione”

“I deepfake sessuali di donne e bambini rappresentano una forma violenta e inaccettabile di degradazione”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione con competenze in sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia. “Attraverso questa indagine verificheremo se X abbia adempiuto ai propri obblighi legali in base al DSA, oppure se abbia considerato i diritti dei cittadini europei, inclusi quelli di donne e bambini, come danni collaterali del proprio servizio”.

Il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, aggiunge: “Riteniamo che X possa aver violato il DSA, come abbiamo osservato nelle ultime settimane e mesi, con contenuti antisemiti. Abbiamo registrato deepfake non consensuali di donne e materiale di abusi sessuali su minori in Europa. Nessuna azienda dovrebbe trarre profitto violando i nostri diritti fondamentali”.

Cosa valuta la Commissione sotto il Digital Services Act

L’indagine si propone di accertare se X abbia rispettato gli obblighi di un soggetto classificato come piattaforma online di grandi dimensioni, in particolare per quanto riguarda l’analisi dei rischi sistemici e le misure di mitigazione. Nello specifico, si indagano tre aspetti interconnessi.

Il primo è la gestione dei contenuti illegali o gravemente dannosi associati a Grok, come immagini sessualmente esplicite manipolate e senza consenso, e il rischio che alcune di esse possano rientrare nella categoria del materiale di abuso sessuale su minori.

Il secondo concerne la velocità e l’efficacia dei meccanismi di intervento, quindi prevenzione, rilevazione, rimozione e riduzione della ricomparsa di tali contenuti.

Il terzo riguarda il ruolo dei sistemi di raccomandazione, poiché anche un contenuto creato da pochi può diventare un problema sistemico se l’algoritmo lo promuove e lo rende facilmente accessibile. Questo aspetto si inserisce nell’attenzione più ampia dell’Ue verso le raccomandazioni di X, già oggetto di misure istruttorie tecniche in passato.

Cosa succede ora

Il Digital Services Act fornisce alla Commissione diversi strumenti istruttori e sanzionatori: richieste di informazioni, verifiche tecniche, audizioni, ispezioni e, se necessario, misure correttive. Qualora venissero accertate violazioni, l’impianto del DSA consente multe fino al 6 percento del fatturato globale annuo, oltre a possibili penalità periodiche in caso di mancato adeguamento alle decisioni.

Per X la situazione è particolarmente delicata, anche perché non è la prima volta. Il procedimento del 2023 riguardante la conformità al DSA è ancora in corso su alcune questioni, e nel dicembre 2025 Bruxelles ha già inflitto al social una multa di 120 milioni di euro per violazioni concernenti la trasparenza, che includono criticità riguardo al sistema di verifica a pagamento, al repository pubblicitario e all’accesso ai dati da parte dei ricercatori.

La questione Grok ha suscitato reazioni anche al di fuori dell’Ue. Nel Regno Unito, il regolatore Ofcom ha avviato un’indagine sul rispetto degli obblighi previsti dall’Online Safety Act, mentre il governo britannico ha incoraggiato un’accelerazione delle normative che colpiscono la creazione di immagini intime non consensuali e la disponibilità di strumenti progettati per realizzarle. I deepfake sessuali stanno rapidamente passando da un problema di moderazione a un tema di responsabilità legale per i servizi che offrono capacità di generazione e modifica delle immagini, soprattutto quando l’uso improprio è prevedibile e osservabile.

Un caso che può fare scuola

Il caso Grok su X rappresenta un test significativo su un tema in crescente rilevanza: quando la capacità di generare o modificare immagini è integrata direttamente in un social, produzione e distribuzione si fondono, e il rischio non dipende solo dal modello ma anche da come la piattaforma progetta l’esperienza, controlla le funzioni, limita l’abuso e gestisce l’amplificazione algoritmica. Per questo motivo, la Commissione associa Grok e sistemi di raccomandazione all’interno della stessa cornice istruttoria.

Nel frattempo, il social di Musk ha ribadito una politica di tolleranza zero riguardo allo sfruttamento sessuale di minori, nudità non consensuale e contenuti sessuali indesiderati, rimandando anche a un comunicato recente con interventi sui limiti dell’editing e sulle restrizioni legate alle leggi locali. L’obiettivo, per Bruxelles, è dimostrare che queste misure siano adeguate, tempestive e realmente efficaci su scala europea.

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