Formula E: con la Gen4, il campionato elettrico si prepara a un’evoluzione significativa.

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MADRID – A partire dal prossimo campionato mondiale, la Formula E subirà una trasformazione significativa. Questo avverrà grazie all’introduzione della nuova monoposto, la Gen4, quarta generazione dei veicoli che da undici anni animano il motorsport elettrico della Fia, considerando anche la Gen3 Evo, attualmente in uso, come una generazione intermedia. “Le mie aspettative sono chiare – afferma lo spagnolo Alberto Longo, co-fondatore e chief championship officer di FormulaE, a Italian Tech – negli ultimi undici anni abbiamo assistito a gare straordinarie. Fino ad ora, quest’anno, abbiamo avuto tanti vincitori quante sono state le gare: continueremo su questa strada con un’auto ancora più potente. Le competizioni diventeranno più coinvolgenti. L’obiettivo è attrarre le centinaia di milioni di persone che ancora non seguono i motorsport, e in particolare il nostro, che offre un modo alternativo di correre, ricco di sorpassi e sfide tecnologiche. La nostra audience è stimata intorno ai 450 milioni di appassionati, con ascolti televisivi record, ma nel mondo siamo 8 miliardi”.

Quali novità porteranno le vetture della Gen4, che debutterà nel 2026/2027? Presentata lo scorso novembre, sarà svelata ufficialmente a fine aprile. Dal punto di vista tecnico, rappresenta un netto miglioramento rispetto alla generazione attuale. La potenza aumenta infatti fino a 450 kW in configurazione gara, con picchi di 600 kW nella modalità Attack Mode, attivabile in alcune sezioni dei circuiti – oltre 815 cavalli equivalenti – e un incremento complessivo di circa il 50% rispetto alla Gen3 Evo. Inoltre, una delle innovazioni più significative è la trazione integrale attiva in ogni fase della gara, non più limitata a momenti specifici come le qualifiche o le partenze. Il pacchetto è completato da sistemi di controllo più avanzati e ABS, progettati per migliorare grip, velocità in curva e libertà di gestione per i piloti. Anche la gestione dell’energia subisce un cambiamento radicale: la frenata rigenerativa arriva fino a 700 kW mentre la capacità energetica aumenta a 55 kWh, circa il 43% in più, aprendo a strategie più aggressive e a gare ancora più competitive sul piano tattico.

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“La vettura sarà più performante ma manterrà gli stessi livelli di efficienza, che era la sfida da affrontare – spiega Tommaso Volpe, team principal di Nissan, nei box dello storico circuito Jarama di Madrid prima del sesto E-Prix della stagione – lo sport sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel dimostrare come l’elettrificazione possa raggiungere livelli estremi di performance e efficienza. La Gen4 porterà la Formula E a un nuovo livello anche in termini di intrattenimento: siamo già uno dei motorsport con il maggior numero di sorpassi, ricordiamo più la MotoGP che i motorsport a quattro ruote, ma con la nuova vettura aumenteranno ulteriormente. Il valore per i costruttori è promuovere il nostro livello di sofisticatezza e ingegneria in modo coinvolgente e utilizzare le corse anche come piattaforma per lo sviluppo di soluzioni che si trasferiscono rapidamente sui veicoli commerciali. I dati che abbiamo mostrano il valore per il brand, stagione dopo stagione. La Formula E è ormai affermata come uno dei Top 4 motorsport: forse abbiamo una visione un po’ troppo europea, ma a livello globale, in mercati come Cina, Messico o Stati Uniti, gli indicatori sono superiori, anche in termini di visibilità televisiva”.

Ritornando alla Gen4, cambierà anche il modo in cui queste vetture si comportano in pista. La nuova auto introduce due configurazioni aerodinamiche distinte – alto e basso carico – che permettono ai team di adattare l’assetto tra qualifica e gara, aumentando la complessità strategica. Il risultato è una monoposto progettata praticamente per il duello: più veloce, più reattiva e più severa sugli errori, con un livello di aderenza e accelerazione che, secondo gli sviluppatori, può superare quello della Formula 1 in alcune fasi.

Sul fronte ambientale, rimane naturalmente centrale la promessa identitaria della categoria: la Gen4 è realizzata con materiali riciclabili al 100%, di cui almeno il 20% già riciclati, e punta a un’efficienza del motore vicina al 100%, con circa il 40% dell’energia recuperata in gara. Un equilibrio ambizioso tra prestazioni e sostenibilità che, nuovamente, nelle intenzioni di Formula E, dovrebbe rafforzare il legame tra sviluppo in pista e innovazione per l’auto elettrica di serie.

Per raggiungere l’attrattiva della Formula 1, anche nei confronti dei piloti, “è il campionato a dover crescere sempre di più”, aggiunge Longo. “Non sono i piloti a diventare famosi: diventano tali perché partecipano a campionati noti e seguiti. Ci stiamo avvicinando a ritmi incredibili, con tassi di crescita superiori a qualsiasi altro motorsport. Attualmente siamo al 60% di quello che è la F1, quando saremo alla pari sarà un altro discorso. In fondo, siamo attivi da appena 11 anni”. A proposito di piloti, a tornare sul tema nel corso di un altro nostro incontro è l’ex pilota 43enne James Rossiter, oggi ambassador della categoria. Secondo lui “al momento è probabilmente il massimo livello considerando l’intero gruppo di driver che partecipano: dal migliore al peggiore il margine è davvero ridottissimo. Tutti sono al massimo livello di professionalità, specialmente se paragonati ad altre categorie come Formula 2 o Formula 3, dove si trovano piloti talentuosi e altri che pagano per vivere un sogno, e poco più, e che gareggiano con molta speranza ma senza grandi possibilità di un percorso che continui nei motorsport. Con la Gen4, i piloti di queste altre categorie inizieranno a puntare sempre di più alla Formula E. Attualmente forse la vedono ancora come un passo indietro rispetto alla Formula 1, ma con il nuovo veicolo in arrivo, gli obiettivi cambieranno”.

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E mentre la Jaguar Tcs ha ottenuto una doppietta al Cupra Raval Madrid E-Prix con la vittoria di Antonio Félix Da Costa e il secondo posto di Mitch Evans in una clamorosa rimonta, insieme al terzo posto del leader del campionato Pascal Wehrlein di TAG Heuer Porsche, l’impressione che si percepisce passeggiando tra i garage (dove è passato anche il re Felipe VI, oltre a una nutrita schiera di celebrità, su tutte l’attore Idris Elba) e registrando la grande partecipazione del pubblico, nonostante un sabato non proprio da gita fuoriporta, è che la Formula E sia davvero a un passo dal salto definitivo. Chi scrive è alla sua terza partecipazione a un E-Prix: New York nel 2017, sul circuito di Red Hook, e nel 2021, sull’affascinante tracciato dell’Eur. E dopo anni, l’atmosfera è molto più da motorsport in fase di maturazione e molto meno da esperimento, non c’è dubbio: “Siamo reduci dai test in pista sulla Gen4 – spiega Florian Modlinger, team principal di TAG Heuer Porsche – è un enorme salto nelle performance. Il più significativo di tutte le generazioni, se consideriamo che con la Gen1 cambiavamo l’auto a metà gara. La nuova generazione è incredibilmente veloce e per i prossimi anni, anche con l’introduzione delle gomme da bagnato, garantirà spettacolo ma soprattutto credibilità. Direi questo: la Formula E è sempre più divertente, certo, ma anche credibile come sport motoristico”.

E a proposito di Italia, Longo conferma le trattative con tre diverse città per riportare prima possibile un E-Prix nel nostro paese, che rimane un mercato fondamentale per il circo elettrico, dopo l’addio del 2024 con le due gare di Misano nella stagione 2023/2024. Da due stagioni il nostro paese è assente dalla lista degli E-Prix, e con ogni probabilità mancherà anche nella stagione 2026-2027, per tornare dal 2027-2028. Ma chissà che i colloqui non si concludano in tempo per la Season 13.

Credibilità, per riprendere la parola-chiave di Modlinger, che continua a crescere anche sul piano ambientale, visto che la Formula E continua a posizionarsi come un laboratorio più che come una semplice competizione. È il primo motorsport certificato Net Zero Carbon fin dalla sua nascita e ha sviluppato un modello che considera l’intero ciclo di vita dell’evento, dalla produzione delle vetture alla logistica globale, che senza sorprese rappresenta la quota più rilevante delle emissioni. I dati mostrano progressi concreti: rispetto al 2019, le emissioni complessive sono già diminuite del 27%, con un taglio del 41% per evento e una riduzione significativa anche nei trasporti grazie all’uso di biocarburanti e carburanti sostenibili per l’aviazione. In questo contesto, la Gen4 non è un elemento isolato ma, come visto anche in virtù dei materiali utilizzati, rappresenta il pezzo più avanzato di una strategia più ampia, con una filiera progettata per minimizzare l’impatto ambientale lungo tutta la supply chain. Un approccio che cerca di coniugare spettacolo, innovazione e responsabilità.

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