Il funzionamento di Lime: veicoli, sistemi algoritmici e recuperatori di monopattini nei Navigli.
Milano, ore di punta, seconda settimana delle Olimpiadi invernali. Davanti al Castello Sforzesco si accumulano e si esauriscono decine di monopattini e biciclette elettriche, per poi ricomparire.
Non è magia, ma logistica: algoritmi, sale operative, meccanici in bicicletta, furgoni e perfino un’ancora per i canali. Lime gestisce attualmente a Milano una flotta di 5.000 biciclette e 3.000 monopattini (con ulteriori migliaia distribuite in 13 città) e sta espandendo la propria presenza nell’area metropolitana milanese — Monza, Sesto San Giovanni, San Donato, Rho, Segrate fino ad oggi. In occasione delle Olimpiadi, la flotta è stata potenziata con mille biciclette aggiuntive.
Dietro questa apparente semplicità si cela un sistema operativo articolato.
La sala operativa di viale Certosa
Il fulcro delle operazioni milanesi si trova in zona Certosa, dove Lime ha centralizzato tutte le attività in un unico spazio: uffici, gestione, magazzino e centro operativo. Quest’ultimo è presidiato da 10 persone, che monitorano in tempo reale ogni veicolo della flotta.
“Le nostre attività e i nostri veicoli si basano su task”, chiarisce Arrigo Cirio, Senior operations manager North Italy di Lime.
Esistono quattro principali tipologie di intervento:
- il recupero di veicoli problematici,
- la sostituzione della batteria (le batterie sono intercambiabili tra monopattini e biciclette, semplificando notevolmente la logistica),
- interventi di manutenzione sul campo,
- e infine i cosiddetti move — spostamenti strategici dei mezzi da un’area all’altra.
“Quando la batteria scende sotto un certo livello, si attiva il task, e l’operatore provvede a sostituirla”. L’utente non percepisce nulla di tutto ciò: il sistema opera in silenzio.
L’algoritmo che determina la destinazione dei mezzi
Il quarto tipo di task — il move — è probabilmente il più affascinante. Un algoritmo analizza costantemente la domanda e l’utilizzo sul territorio e stabilisce quali veicoli devono essere spostati e dove.
“I parametri analizzati sono molteplici, c’è l’utilizzo e la domanda sul territorio che viene monitorata in continuazione”, afferma Cirio. Se un monopattino si trova in una zona poco frequentata, viene riposizionato verso gli hotspot — i punti nevralgici della città. Via Dante, ad esempio, è uno degli hotspot per eccellenza. Piazza Duomo è un altro.
Non si tratta solo di massimizzare i ricavi: l’obiettivo dichiarato di Lime è promuovere la mobilità di ultimo miglio per i pendolari, non solo per i turisti. Tra San Donato e Milano, ad esempio, si registrano quotidianamente circa 300 veicoli in interscambio — persone che utilizzano bici e monopattini per coprire l’ultimo tratto verso la metropolitana o la stazione.
Chi sposta cosa: il personale operativo
Sul territorio operano tre categorie di operatori, ciascuna con un compito specifico.
- I driver guidano i furgoni — sei di proprietà Lime, brandizzati, più una rete di partner logistici esterni — raccogliendo i veicoli che necessitano di riparazioni significative e ridistribuendo quelli già sistemati nelle aree a maggiore richiesta. I furgoni sono in parte elettrici e in parte tradizionali.
- Gli in-field mechanics effettuano riparazioni leggere direttamente in strada, senza necessità di portare il mezzo in magazzino. Durante le Olimpiadi, questo gruppo è stato potenziato a 10 unità, supportate da 4 biciclette elettriche per muoversi rapidamente in città.
- I foot patroller rappresentano la presenza capillare sul territorio. Attualmente sono sei e monitorano a piedi le aree più sensibili.
“L’area tra il Castello e San Babila è costantemente monitorata su due turni di otto ore durante il giorno,” racconta Cirio, “perché è quella con il maggiore interscambio di veicoli e quindi la situazione è in continua evoluzione”. Le zone critiche sono ben note: Piazza del Duomo, Cairoli, l’Arco della Pace, Piazza 24 Maggio. In occasione delle Olimpiadi sono stati aggiunti patroller dedicati alle aree di Santa Giulia, del Villaggio Olimpico e del Media Center.
Quando il monopattino finisce nel Naviglio – Vandalismo e parcheggi vietati
Uno degli scenari più rivelatori riguarda i mezzi che terminano nei canali milanesi.
“Nel caso specifico dell’acqua, il veicolo non appena entra in acqua va offline perché il sistema si disattiva e quindi immediatamente il Gps lo segnala come da recuperare“.
A questo punto scatta un protocollo specifico: “Abbiamo un’ancora e due persone, perché una sola persona non è sufficiente.” Un’operazione che richiede attenzione sia per la sicurezza degli operatori sia per quella dell’ambiente urbano circostante.
Ogni noleggio si conclude con una fotografia obbligatoria del mezzo parcheggiato. Un‘intelligenza artificiale analizza l’immagine in tempo reale e può bloccare la conclusione del noleggio se rileva un parcheggio non conforme. Tuttavia, l’IA non è infallibile. “Siamo presenti in 30 paesi nel mondo, in oltre 200 città, e i contesti urbani sono tutti diversi”, osserva Cirio, “quindi c’è un secondo step di un operatore manuale che verifica l’operato dell’intelligenza artificiale“.
Chi parcheggia in modo errato riceve inizialmente una mail con la propria fotografia e una spiegazione. Chi è recidivo accumula sanzioni interne all’app. “Alla terza infrazione l’account viene sospeso, poiché si è considerati utenti non compliant”.
Un business stagionale, ma ben strutturato
Lime ha adottato un modello misto: dipendenti diretti, contratti con agenzie interinali e una componente stagionale che si adatta ai picchi — estate, eventi, grandi manifestazioni. La gestione degli eventi è un pilastro operativo a sé: partite a San Siro, Settimana della Moda, Salone del Design, Olimpiadi. Momenti in cui la domanda esplode e l’organizzazione deve adattarsi rapidamente. Un aspetto che distingue l’Italia nel panorama europeo: il tasso di vandalismo sui mezzi è sotto la media europea. Un dato significativo per un’azienda che gestisce migliaia di veicoli esposti 24 ore su 24.
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