Interruzioni di corrente, temperature elevate e tarantole: l’esperienza di Plex rappresenta il simbolo del fallimento degli eventi aziendali.

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Interruzioni di corrente, temperature elevate e tarantole: l'esperienza di Plex rappresenta il simbolo del fallimento degli eventi aziendali.0 Interruzioni di corrente, temperature elevate e tarantole: l'esperienza di Plex rappresenta il simbolo del fallimento degli eventi aziendali. 2

Quella che doveva essere una settimana dedicata al lavoro, al relax e alla coesione di gruppo in una località tropicale si è trasformata in una serie di imprevisti, malesseri e disordini organizzativi, tornando alla ribalta grazie a un nuovo articolo pubblicato dal Wall Street Journal e ripreso anche da altre testate. Al centro della storia c’è Plex, un’azienda americana nota per la sua piattaforma di streaming, che nel 2017 ha organizzato un evento aziendale in un resort sull’isola di Roatán, in Honduras, per circa 120 dipendenti.

Team building

L’intento era quello di creare un’importante occasione di team building. L’azienda aveva pianificato un ritiro dal valore di circa 500 mila dollari, con attività ispirate al reality show Survivor, incentrate su prove fisiche e resistenza. Tuttavia, tutto ciò che poteva andare storto è andato storto, ancor prima dell’arrivo dei partecipanti: secondo le ricostruzioni fornite dal WSJ, figure chiave come il direttore generale e lo chef avevano lasciato il resort poco prima dell’inizio del soggiorno.

All’arrivo in Honduras, il gruppo si è trovato di fronte a una situazione molto più complessa del previsto. Il CEO Keith Valory, che era atterrato il giorno precedente per assicurarsi che tutto fosse in ordine, si è subito ammalato: “Tutti mi dicevano: ‘Non mangiare le verdure. Non mangiare le verdure’. E io pensavo: ‘Devo mangiare un’insalata. Solo una piccola insalata’. Così ho contratto l’E. coli, che è forse la cosa peggiore che ti possa capitare”, racconta al WSJ. “Ho perso 4 o 5 kg. Mi hanno mandato un medico e lasciato lì con una flebo”.

Prove di sopravvivenza

In fondo, non gli è andata così male. Gli altri hanno dovuto affrontare temperature superiori ai 40 gradi, senza aria condizionata nei bungalow. Gli esercizi di resistenza al caldo hanno causato malesseri diffusi, con molti dipendenti costretti a sdraiarsi sotto il sole cocente. E poi il cibo: intossicazioni che hanno colpito metà del gruppo, con scene di vomito collettivo che hanno trasformato la mensa in una zona di guerra. “Per sorprenderci, hanno preparato 100 cupcake con il logo errato dell’azienda. Ho detto al mio staff: ‘Per quanto riguarda il buffet, assicurati di uscire e di tagliare il pollo a metà e il manzo a metà’, perché veniva servito crudo. La cucina cercava di sfornare cibo in fretta perché non avevano mai servito più di 100 persone contemporaneamente”, racconta al WSJ Sean Hoff, 42 anni, fondatore di Moniker Partners, un’agenzia indipendente di ritiri aziendali che ha organizzato il viaggio.

Il programma prevedeva anche prove condotte da un ex membro delle forze speciali della marina statunitense. Un dipendente è stato costretto a mangiare una tarantola morta come parte di una prova, un episodio che anni dopo è diventato il simbolo del delirio. “Abbastanza orribile”, lo ha descritto un testimone, mentre pulci e insetti infestavano i letti, rendendo impossibile il sonno.

Ci sono stati partecipanti morsi da formiche di fuoco, blackout, interruzioni di acqua ed elettricità e incontri ravvicinati con animali selvatici. In uno degli episodi più citati, un gruppo è rimasto bloccato su un’isola a causa di problemi di trasporto. Quello che doveva essere un viaggio pensato per rafforzare la coesione interna si è trasformato in una vera e propria prova di sopravvivenza.

Di conseguenza: voli di emergenza per i casi più gravi, rientri anticipati, qualche risata isterica, persone traumatizzate. Plex ha risarcito i danni in silenzio, ma la storia è presto circolata nei corridoi della Silicon Valley, diventando leggenda urbana.

Perché se ne parla proprio ora

Il Wall Street Journal ha pubblicato un’inchiesta esclusiva, basata su interviste a ex-dipendenti e documenti interni, che ha riportato alla luce la vicenda. Il post social del quotidiano ha ottenuto centinaia di migliaia di condivisioni su X e Reddit.

Plex non è un caso isolato (circolano storie simili su ritiri di Uber o Google finiti male), ma il suo livello di assurdità lo rende paradigmatico. La storia colpisce anche per il contrasto tra l’obiettivo iniziale e il risultato finale. Un ritiro aziendale dovrebbe servire a costruire fiducia, senso di appartenenza e collaborazione. In questo caso, invece, sembra che l’ambizione di fare le cose in grande abbia superato la capacità di garantire sicurezza, organizzazione e buon senso.

Alcuni partecipanti, pur ricordando il viaggio come una calamità, hanno raccontato di averne conservato nel tempo un ricordo molto forte, quasi leggendario. L’assurdità condivisa, in qualche modo, ha davvero finito per creare un legame tra colleghi.

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