La Russia ha recentemente avviato il lancio del suo primo satellite per competere con gli Stati Uniti e Musk.
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La Soyuz 14 (TMA-10)
Il razzo russo Sojuz continua a essere uno dei lanciatori spaziali più sicuri e duraturi. Progettato alla fine degli anni ’50 e lanciato a partire dalla metà degli anni ’60, la sua tecnologia e le sue specifiche derivano da quelle del razzo che il 4 ottobre 1957 portò in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1.
Il 23 marzo 2026, il vecchio “Zemiorka”, noto anche come “Soyuz 2” nella sua versione con uno stadio superiore modificato, ha lanciato ciò che mancava: i satelliti della compagnia aerospaziale russa Bureau 1440, che mira a realizzare un sistema globale di banda larga. In sostanza, una costellazione satellitare simile a “Starlink”.
Se il primo satellite del 1957 era una semplice sfera di alluminio rinforzato con antenne e ricetrasmittente, questi nuovi satelliti, pur mantenendo dimensioni contenute, sono dotati di tecnologia avanzata in grado di competere con la rete di SpaceX. La costellazione russa fa parte di un progetto più ampio chiamato Rassvet (Alba), che Mosca intende ampliare nei prossimi anni, ed è concepita per garantire l’accesso alla banda larga su tutto il territorio russo, rappresentando un’infrastruttura strategica autonoma.
I numeri
Il Soyuz 2, come sempre con impeccabile precisione, è stato lanciato lunedì scorso dalla base russa di Plesetsk, inserendo in orbita bassa terrestre 16 satelliti del carico “Rassvet-3” per la banda larga dell’azienda Bureau 1440. Quest’ultima ha descritto il lancio in un comunicato stampa del 24 marzo come un passaggio dai test sperimentali alle prime fasi di un servizio di comunicazione completo. Una volta raggiunta l’orbita prevista, come riportato dal sito “RussianSpaceWeb”, il segnale dei satelliti è stato ricevuto dal centro di controllo missione della Bureau.
Il lancio segna il passaggio dalla fase di sperimentazione alla realizzazione di un servizio operativo di comunicazione. L’azienda ha comunicato di aver impiegato circa 1.000 giorni dal primo test al dispiegamento iniziale della costellazione. Nonostante questo progresso, la Russia rimane molto indietro rispetto a Starlink, che dal suo primo lancio operativo nel 2019 ha visto crescere il numero di satelliti in orbita oltre i 10.000, dominando il mercato dei servizi internet in orbita bassa. Tuttavia, il progetto russo è uno dei pilastri del programma nazionale per l’“Economia dei dati”. Secondo fonti russe, il bilancio federale prevede un investimento di 102,8 miliardi di rubli (circa 1,14 miliardi di euro), a cui si aggiungono ulteriori investimenti privati per 329 miliardi di rubli. I responsabili del programma hanno annunciato che entro il 2035 è previsto il lancio di oltre 900 satelliti in orbita bassa, con l’avvio delle operazioni commerciali di oltre 250 satelliti previsto per il 2027.
Reti orbitali strategiche, per settori civile e difesa
Queste reti di satelliti in orbita terrestre, come quella lanciata per prima dalla compagnia di Elon Musk, hanno avviato programmi concorrenti: non solo quello russo, ma anche quello europeo e, in particolare, quello già avviato dalla Cina.
Starlink continua a dominare il mercato, mentre altri operatori come il progetto Kuiper di Amazon e la canadese Telesat sono ancora nelle fasi iniziali e faticano a lanciare i primi satelliti. L’Europa, in questo contesto, si posiziona bene, e dopo SpaceX c’è la rete OneWeb, la seconda in orbita terrestre bassa per dimensioni, con circa 630 satelliti già operativi.
Come riportato dal sito Bloomberg News, questo sviluppo mette in evidenza la crescente competizione nel settore dei servizi Internet da satellite, dove nazioni e aziende si contendono il primato tecnologico e le quote di mercato. L’orbita terrestre bassa sta diventando un segmento sempre più strategico, grazie alla capacità di fornire connessioni ad alta velocità e bassa latenza. Queste reti orbitali risultano sempre più cruciali sia per il settore civile che per quello della difesa.
Lo Starlink statunitense ha avuto un ruolo fondamentale nelle comunicazioni durante il conflitto in Ucraina. Dopo l’invasione russa, Mosca ha cercato di interrompere l’accesso a Internet nel Paese, compresi i tentativi di bloccare Starlink. L’iniziativa russa per le costellazioni Rassvet riflette un tentativo più ampio di recuperare terreno nella tecnologia spaziale, in un settore che un tempo era all’avanguardia durante l’era sovietica, con traguardi come il lancio dello stesso Sputnik, il primo cosmonauta in orbita, la prima passeggiata spaziale e i primi agganci multipli tra più veicoli in orbita. Tuttavia, dal crollo dell’Unione Sovietica, il programma spaziale russo ha affrontato sfide come limitazioni di finanziamento e problemi di gestione. Oggi, pur rimanendo indietro rispetto agli Stati Uniti, si rilancia con progetti come quello avviato con il lancio di lunedì sera da Plesetsk.
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