La Russia interrompe l’accesso a Whatsapp. Max si propone come alternativa per 120 milioni di utenti: ecco il suo funzionamento.

La Russia interrompe l'accesso a Whatsapp. Max si propone come alternativa per 120 milioni di utenti: ecco il suo funzionamento. 1

Whatsapp non è più accessibile in Russia. Il divieto della piattaforma di messaggistica ha reso impossibile l’accesso all’app per 95 milioni di utenti attivi. Una scelta prevista. Le autorità russe avevano già messo nel mirino Meta e Whatsapp in passato. Due sanzioni tra il 2023 e il 2024 per non aver conservato i dati degli utenti all’interno dei confini russi, per un totale di 21 milioni di rubli, circa 400 mila dollari. Ma soprattutto una condanna, giunta nel 2022: Meta è stata classificata da un tribunale russo come organizzazione ‘estremista’, decisione che ha portato al blocco di Instagram e Facebook nel marzo dello stesso anno, poco dopo l’inizio del conflitto in . Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato alla BBC che la scelta è stata effettuata “a causa della riluttanza (di Meta) a rispettare le normative e la lettera della legge russa”. Ha aggiunto che la società potrebbe riprendere le sue attività se decidesse di “seguire la legge e avviare un dialogo” con le autorità.

Tempi maturi per bloccare l’app. Mosca vuole la sua internet

Whatsapp era stata esclusa dal blocco del 2022 grazie alla sua enorme popolarità in Russia. 120 milioni di utenti al suo apice, poi scesi a 95 milioni a causa delle crescenti pressioni politiche. Le autorità russe potrebbero aver atteso un po’ per evitare di scontentare eccessivamente una base utenti che rappresenta quasi la metà della popolazione russa.

Il divieto di Whatsapp sembra segnare un punto di non ritorno nel tentativo della Russia di controllare la rete e i social. E con la spinta, neanche troppo velata (Peskov alla BBC ne ha fatto un riferimento esplicito), verso l’adozione di un nuovo sistema di messaggistica. Max. Sviluppato da VKontakte. Il social network lanciato nel 2006 da Pavel Durov e suo fratello Nikolai, costretti poi a cederlo a fondi e imprenditori vicini al Cremlino a causa di crescenti tensioni tra i fondatori e la necessità sempre più pressante da parte dei russi di controllare le piattaforme social. Scacco matto al controllo dei social.

Tassello per creare la Runet: il progetto di una rete russa

Con l’uscita di Whatsapp, Mosca segna un passo cruciale nella creazione della Runet: una rete internet russa, scollegata da quella globale, con piattaforme locali che conservano i dati su server situati in territorio russo. Bloccando Whatsapp, gli utenti saranno spinti a utilizzare Max. Un’app per tutte le necessità, sul modello WeChat in Cina, che offre messaggistica, pagamenti, trasferimenti di denaro e servizi. Ma con alcune caratteristiche che la rendono molto più accettabile per le autorità centrali russe. Una su tutte, il monitoraggio delle chat e dei dati degli utenti.

Cosa è Max, l’app per tutte le cose made in Russia

Max (Макс, in cirillico) non è un semplice social network. È una “super-app”. Progettata per integrare messaggistica, servizi governativi (identificazione, domande, pagamento di tasse), transazioni finanziarie ed e-commerce in un’unica interfaccia. Come WeChat o come avrebbe voluto X.com Elon Musk prima che il progetto si bloccasse.

Il suo obiettivo principale, spiegano i siti che l’hanno esaminata, è creare un ecosistema digitale chiuso e sovrano, riducendo drasticamente la dipendenza dei cittadini russi da piattaforme occidentali come WhatsApp, Telegram (sebbene di origini russe, considerato fuori controllo governativo) e i servizi di Meta. Telegram è l’app sviluppata da Durov dopo la sua uscita da ‘VK’.

E non è un caso che due giorni fa Durov abbia accusato la Russia di aver limitato l’accesso a Telegram per “costringere i propri cittadini a utilizzare un’app controllata dallo stato e creata per la sorveglianza e la censura politica”. Chiaro il riferimento a Max.

Max obbligatoria per tutti i nuovi smartphone venduti

Il progetto ha subito un’accelerazione nel corso del 2025, con un lancio ufficiale in versione beta nei primi mesi dell’anno. Tuttavia, la data cruciale per la sua diffusione di massa è il primo settembre 2025, quando il governo russo ha reso obbligatoria la preinstallazione di Max su tutti gli smartphone e tablet venduti nel paese.

L’app funge da hub. Offre servizi di comunicazione: chat individuali, di gruppo, chiamate audio e video, e scambio di file. Servizi pubblici: consente di accedere al portale dei servizi governativi russi per pagare multe, prenotare visite mediche o rinnovare documenti. Finanza: include sistemi di pagamento elettronico integrati. Sicurezza: a differenza delle app occidentali, Max non utilizza la crittografia end-to-end (quella che di fatto impedisce che nel passaggio di dati da un dispositivo all’altro il messaggio possa essere ‘letto’) garantendo alle autorità l’accesso ai dati per motivi di “sicurezza “.

Poiché la sua installazione è obbligatoria dal settembre 2025 e il suo utilizzo è promosso dalle autorità a scapito dei concorrenti stranieri, la base utenti sta crescendo in modo esponenziale. A poche settimane dal lancio obbligatorio, l’app ha superato i 18 milioni di download, con l’obiettivo di raggiungere l’intera popolazione digitale russa (oltre 100 milioni di persone) man mano che i dispositivi mobili vengono sostituiti.

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