Le pubblicità di Anthropic durante il Super Bowl: una critica a OpenAI.

Le pubblicità di Anthropic durante il Super Bowl: una critica a OpenAI. 1

Il Super Bowl – la finale del campionato di football americano che quest’anno si tiene a San Francisco – è diventato quest’anno un palcoscenico per una competizione tra due colossi dell’intelligenza artificiale.

Gli spot di Anthropic che generano polemiche

Anthropic, l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha scelto di investire milioni di dollari per acquisire spazi pubblicitari durante l’evento: trasmetterà una serie di spot satirici che prendono di mira la strategia commerciale della concorrente OpenAI, nota per aver creato .

I brevi video, ognuno della durata di un minuto, sono stati rilasciati in anteprima sui social media. Tutti si concentrano su situazioni surreali, in cui conversazioni personali e sensibili si trasformano improvvisamente in proposte inattese di prodotti o servizi commerciali non richiesti.

Uno degli spot più controversi ritrae una seduta di terapia in cui un uomo cerca di esplorare il complesso rapporto con la madre. Nel momento culminante, la voce sintetica che funge da terapeuta devia bruscamente dal tono empatico per promuovere un sito di incontri inventato.

In un altro video, un giovane che cerca consigli per rimettersi in forma viene interrotto da un assistente che tenta di vendergli suole per scarpe destinate a chi desidera apparire più alto. Il messaggio finale è chiaro: “La pubblicità sta arrivando nell’IA. Ma non su Claude”.

Il motivo della controversia: la pubblicità nei chatbot

L’intento di Anthropic è quello di ironizzare sulla recente scelta di OpenAI di inserire messaggi pubblicitari nelle risposte di ChatGpt.

Una decisione che l’azienda guidata da Dario Amodei ha categoricamente escluso: “Ci sono molti spazi adeguati per la pubblicità. Una conversazione con Claude non è uno di questi – si legge sul sito di Anthropic -. Includere annunci nelle conversazioni con Claude sarebbe incompatibile con ciò che vogliamo che Claude rappresenti: un assistente realmente utile per il lavoro e per il pensiero profondo. Vogliamo che Claude operi in modo inequivocabile nell’interesse dei nostri utenti. Pertanto, abbiamo preso una decisione: Claude rimarrà privo di pubblicità. I nostri utenti non vedranno link ‘sponsorizzati’ accanto alle loro conversazioni con Claude; né le risposte di Claude saranno influenzate dagli inserzionisti o includeranno posizionamenti di prodotti di terze parti non richiesti dai nostri utenti”.

La reazione di Sam Altman, CEO di OpenAI

Sam Altman ha dichiarato: “Fanno ridere”.

Tuttavia, ha anche definito “disonesta” la campagna pubblicitaria dei concorrenti. Secondo Altman, la rappresentazione fornita dagli spot è fuorviante poiché suggerisce che OpenAI intenda compromettere la qualità delle risposte o la privacy degli utenti per favorire gli inserzionisti, una pratica che la società ha formalmente escluso nelle sue linee guida pubblicitarie.

“Ovviamente non pubblicheremmo mai annunci pubblicitari nel modo in cui li presenta Anthropic – ha scritto su X il CEO di OpenAI -. Non siamo stupidi e sappiamo che i nostri utenti lo rifiuterebbero. Ancora più importante, crediamo che tutti debbano avere accesso all’intelligenza artificiale e ci impegniamo per un accesso gratuito, poiché crediamo che l’accesso generi capacità decisionale”.

“Se desideri pagare per ChatGPT Plus o Pro, non ti mostriamo annunci pubblicitari”, ha chiarito Altman. Ha poi annunciato un nuovo spot di OpenAI – dopo quello dello scorso anno – per il Super Bowl: “Parla di creatori e di come chiunque, ora, possa costruire qualsiasi cosa”.

Un conflitto di modelli di business e visioni etiche “fratricide”

Il pungente confronto tra le due aziende riflette una profonda divergenza sul futuro economico del settore.

Anthropic, fondata da ex ricercatori di OpenAI proprio a causa di divergenze sulla sicurezza e sulla governance, sta puntando decisamente sul settore aziendale. Questo segmento comprende grandi organizzazioni e istituzioni che richiedono garanzie assolute sulla riservatezza dei dati e sull’assenza di influenze esterne nei processi decisionali automatizzati.

Per queste aziende, l’idea stessa che un algoritmo possa essere influenzato da logiche pubblicitarie rappresenta un rischio inaccettabile per l’integrità del lavoro.

Dall’altra parte, OpenAI si trova a fronteggiare costi operativi enormi per mantenere attiva la sua vasta rete di utenti a livello globale. Con il recente annuncio riguardante la sperimentazione di messaggi promozionali nei piani di abbonamento gratuiti e nel nuovo piano economico ChatGPT Go, la società ha evidenziato la necessità di individuare flussi di entrate alternativi agli abbonamenti premium.

La sfida per Altman è dimostrare che sia possibile integrare pubblicità senza trasformare l’interazione con l’IA in un’esperienza manipolativa. Si tratta di un equilibrio che molti esperti e analisti ritengono estremamente difficile da mantenere nel lungo periodo.

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