L’intelligenza artificiale come leva economica: la strategia di Google per l’Italia focalizzata su formazione e incremento della produttività.

L'intelligenza artificiale come leva economica: la strategia di Google per l'Italia focalizzata su formazione e incremento della produttività. 1

Negli ultimi due anni, il dibattito pubblico e l’interesse dei cittadini nei confronti delle nuove tecnologie hanno subito una trasformazione significativa.

Se in un primo momento l’attenzione era rivolta alla comprensione teorica dell’intelligenza artificiale, i dati più recenti provenienti da Google Trends mostrano che l’attenzione si è spostata verso l’applicazione pratica.

La frequenza con cui gli utenti cercano modi concreti per utilizzare questi strumenti è raddoppiata, segnando un passaggio da una curiosità astratta a una necessità operativa.

Questa evoluzione si verifica in un periodo cruciale per l’economia italiana, in cui l’adozione diffusa di soluzioni basate sull’apprendimento automatico potrebbe portare, secondo le stime di uno studio di Google, a un aumento del Prodotto Interno Lordo pari all’8% su base annua.

Un ecosistema per l’aggiornamento professionale su vasta scala

Per far fronte a questa crescente richiesta di competenze, Google ha avviato in Italia un piano di investimenti volto alla riqualificazione della forza lavoro e alla formazione dei nuovi talenti.

Il fulcro di questa iniziativa è rappresentato dalla distribuzione di 100.000 licenze gratuite per accedere a percorsi formativi avanzati su Coursera, una delle principali piattaforme internazionali di apprendimento online che collabora con istituzioni accademiche di prestigio.

I corsi offerti riguardano l’apprendimento delle basi dell’IA e l’ottimizzazione del “prompting”, ovvero la capacità di formulare istruzioni precise per ottenere i migliori risultati dai modelli generativi.

Al termine del percorso, i partecipanti ricevono una certificazione ufficiale che attesta le competenze acquisite, facilitando l’ingresso o la progressione nel mercato del lavoro.

Il ruolo delle partnership accademiche e sociali

L’erogazione di queste risorse non avviene in modo isolato, ma attraverso una rete di partner strategici che assicura una copertura capillare e diversificata. Tra i soggetti coinvolti ci sono l’Università Luiss Guido Carli e l’Università Campus Bio-Medico di , insieme a realtà focalizzate sulla formazione a distanza come il Gruppo Multiversity – che comprende gli atenei Pegaso, Mercatorum e San Raffaele Roma – e l’Università eCampus.

Particolare importanza riveste la collaborazione con la SLC CGIL, il sindacato che rappresenta i lavoratori della comunicazione. Il coinvolgimento di una parte sociale indica la volontà di estendere le competenze tecnologiche non solo agli studenti, ma anche a chi è già attivo nel mondo del lavoro e ha bisogno di strumenti per affrontare la transizione digitale senza rimanere ai margini del cambiamento produttivo.

Dalla scuola dell’obbligo all’ambiente universitario

Il cambiamento culturale necessario per integrare l’intelligenza artificiale nel tessuto sociale inizia però dai primi cicli di istruzione. In collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale, Google ha lanciato il programma Experience AI, sviluppato originariamente da Google DeepMind – il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale del gruppo – e dalla Raspberry Pi Foundation, una fondazione britannica che promuove lo studio dell’informatica nelle scuole.

L’obiettivo è formare 7.000 docenti italiani, che a loro volta coinvolgeranno circa 140.000 studenti. Questo percorso educativo è progettato per insegnare ai più giovani a utilizzare la tecnologia in modo critico e responsabile, comprendendo i meccanismi che governano gli algoritmi prima di utilizzarli.

Per chi già frequenta l’università, circa un milione di studenti ha accesso a Gemini for Education, un modello di intelligenza artificiale avanzato che funge da tutor virtuale per facilitare la comprensione di concetti complessi attraverso il metodo del “Guided Learning”.

La visione strategica per il sistema produttivo nazionale

Secondo Melissa Ferretti, Country Manager e Vice President di Google in Italia, l’intelligenza artificiale rappresenta molto più di un semplice strumento tecnico.

“In effetti, l’IA è un acceleratore di opportunità che ci invita a evolvere la nostra mentalità – ha dichiarato Ferretti -. Per le aziende, la vera strategia non è adottarla come se fosse un nuovo software, ma integrarla come un autentico collaboratore strategico capace di potenziare ogni team e ogni processo”. L’obiettivo, in sostanza, è quello di liberare il tempo dalle attività ripetitive per stimolare la creatività e la produttività, dedicando tempo alle attività che generano maggiore valore. “Solo democratizzando l’accesso a questi strumenti ogni lavoratore può diventare un motore di innovazione – ha spiegato la Country Manager di Google -. È una visione che portiamo avanti da anni in Italia con iniziative come Crescere in Digitale e Italia in Digitale, e che oggi si evolve in IA per il Made in Italy. Con questo investimento, confermiamo il nostro impegno: fornire non solo tecnologia, ma anche lo stimolo per far correre più veloce l’ingegno italiano”.

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