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Nel competitivo mercato dei robot aspirapolvere di alta gamma, Narwal è riuscita a conquistare nel tempo una base di utenti fedeli, grazie a un’attenzione quasi maniacale per il lavaggio dei pavimenti.
Con il nuovo Flow 2, presentato al CES 2026 di Las Vegas lo scorso gennaio e ora in commercio, l’azienda cinese ha migliorato le caratteristiche già apprezzate nelle versioni precedenti e ha corretto un difetto significativo del modello Flow precedente: l’assenza di un serbatoio per il dosaggio automatico del detergente per la pulizia dei pavimenti. Questo singolo aspetto giustifica l’aggiornamento.
In generale, il Flow 2 non si limita a aspirare e lavare, ma è progettato per “comprendere” attivamente l’ambiente domestico, adattandosi a situazioni impreviste. Abbiamo testato il dispositivo per un paio di settimane e vi raccontiamo le nostre impressioni.
Potenza e innovazione nel lavaggio
Ci troviamo di fronte a un apparecchio estremamente potente, con una capacità di aspirazione massima che raggiunge i 31.000 Pa, un valore che colloca il Narwal Flow 2 tra i migliori attualmente disponibili per i robot aspirapolvere consumer, anche rispetto a marchi come Roborock, Dreame o Ecovacs. Alcuni modelli recenti dichiarano valori simili o superiori, ma il Flow 2 rimane uno dei prodotti più potenti sul mercato attuale.
In genere, una maggiore potenza di aspirazione comporta un aumento significativo del rumore, soprattutto nelle modalità turbo. Narwal dichiara un funzionamento inferiore ai 56,5 dB nelle modalità standard e silenziose, un valore relativamente contenuto per un robot di questa categoria.
L’aspirazione è accompagnata dal sistema di lavaggio FlowWash. A differenza dei tradizionali panni rotanti o vibranti, Narwal ha sviluppato un sistema a rullo continuo “a cingolo” che assicura un’ampia superficie di contatto con il pavimento.
Abbiamo particolarmente apprezzato la capacità del robot di lavare con acqua riscaldata fino a 60°C, una soluzione ideale per sciogliere macchie di grasso o residui secchi in cucina, dove i robot tradizionali spesso faticano di più.
Un design che si integra con l’arredamento
Dal punto di vista estetico, il cambiamento rispetto al passato è evidente.
La stazione di ricarica è stata completamente riprogettata: ora è più snella e occupa meno spazio sul pavimento.
Narwal ha anche aggiunto un’illuminazione LED nella parte inferiore del pannello della base di ricarica, denominata “Cyber Glow”, che conferisce alla base un aspetto piuttosto scenografico, specialmente di sera. Narwal lo ha descritto come un effetto “caminetto”.
Nonostante le dimensioni della base siano state ottimizzate, la capacità dei contenitori non ne ha risentito, consentendo cicli di pulizia prolungati senza necessità di interventi manuali.
Nella parte superiore troviamo due ampi serbatoi separati per acqua pulita e acqua sporca, facilmente estraibili dall’alto.
Sotto i serbatoi si trova, sulla sinistra, uno sportellino che protegge il sacchetto per la raccolta della sporcizia.
La stazione svuota automaticamente il contenitore presente nel robot e promette fino a circa 120 giorni di utilizzo senza interventi frequenti [un dato che, ovviamente, non abbiamo potuto verificare], a seconda della casa e della quantità di sporco raccolto.
Sempre sotto i serbatoi dell’acqua, ma sulla destra, si trova un piccolo contenitore per il detergente. Questa è una comodità imprescindibile in questo tipo di elettrodomestico, se si desidera davvero puntare all’autonomia. È importante notare che il precedente Flow richiedeva un dosaggio manuale direttamente nel serbatoio dell’acqua pulita.
I materiali ci sono sembrati estremamente robusti e l’assemblaggio generale trasmette una sensazione di prodotto premium che giustifica, almeno in parte, il prezzo elevato.
Il packaging ci ha colpito positivamente: la scatola che contiene il Narwal Flow 2 è estremamente compatta, quasi una seconda pelle della stazione di ricarica, che è comunque ben protetta da cuscinetti interni di cartone e plastica. All’interno – ben nascoste, attenzione, dentro uno dei due serbatoi per ottimizzare gli spazi – si trovano anche l’unica spazzolina del robot e una piccola tanica di detergente.
Setup immediato e mappatura intelligente
Il processo di configurazione iniziale si è rivelato fluido e senza intoppi.
Una volta collegato all’app Narwal tramite Wi-Fi, il Flow 2 ha impiegato circa 15 minuti per mappare un intero appartamento di grandi dimensioni.
Abbiamo apprezzato la capacità del sistema di identificare automaticamente la direzione delle venature del parquet: il robot pulisce seguendo il senso del legno per evitare aloni o danni superficiali, un dettaglio che dimostra l’attenzione del marchio per le diverse tipologie di pavimentazione.
La creazione delle mappe 3D è precisa e consente di visualizzare gli ostacoli in tempo reale con grande accuratezza.
Ci ha convinto meno la gestione della connettività iniziale, che in alcuni dei nostri test ha mostrato una certa riluttanza ad agganciarsi stabilmente alle reti Wi-Fi a 5GHz – un difetto che caratterizza anche i modelli precedenti – suggerendoci di ripiegare sulla più classica frequenza a 2.4GHz per garantire una maggiore stabilità.
La navigazione in casa
Il sistema NarMind Pro utilizza una doppia fotocamera ad alta definizione abbinata a un processore dedicato ai Vision Language Models (VLM), su cui l’azienda cinese punta molto per differenziare l’intelligenza del proprio prodotto dalla concorrenza.
L’uso dei Vision Language Models nei robot domestici rappresenta un’evoluzione concreta della computer vision tradizionale, poiché consente alla macchina di interpretare l’ambiente con un livello di comprensione più vicino a quello umano. In un appartamento reale, gli ostacoli cambiano continuamente, gli oggetti sono disordinati e le condizioni di luce variano.
Un sistema VLM può migliorare la capacità del robot di distinguere situazioni complesse, come un cavo intrecciato sotto una sedia oppure un calzino lasciato sul pavimento, adattando in tempo reale traiettoria e potenza di aspirazione. La combinazione tra doppia fotocamera e chip dedicato suggerisce che Narwal stia investendo seriamente nella percezione contestuale, cioè nel tentativo di trasformare il robot da semplice aspirapolvere automatizzato a dispositivo capace di “leggere” la scena domestica.
Allo stesso tempo, la comunicazione commerciale delle aziende tende a utilizzare termini molto avanzati per descrivere capacità che rimangono ancora limitate rispetto ai grandi modelli multimodali impiegati nel settore IA. Quando un produttore parla di “comprensione” dell’ambiente, nella pratica spesso si tratta di classificazione sofisticata degli oggetti e di ottimizzazione dei movimenti, più che di “ragionamento” vero e proprio.
Mancano dettagli tecnici pubblici sul modello utilizzato da Narwal, sulla quantità di dati di addestramento e sull’effettiva autonomia decisionale del sistema.
Per questo motivo, il riferimento ai VLM appare in parte fondato e in parte costruito per posizionare il prodotto nel linguaggio contemporaneo dell’intelligenza artificiale generativa, un settore che oggi ha un forte impatto sul marketing dell’elettronica di consumo. Durante i nostri test, abbiamo notato come il robot non si limiti a identificare un ostacolo come “generico”, ma ne comprenda la natura: se sul pavimento si trova un cavo USB, il robot modula la distanza di sicurezza in modo più aggressivo rispetto a quanto farebbe con un altro oggetto come una ciabatta. Questo consente una gestione ottimale anche dei “piccoli incidenti” domestici: il sistema è in grado di distinguere tra una macchia secca e un residuo liquido viscoso, adattando la velocità di rotazione del rullo e la temperatura dell’acqua in tempo reale.
Occasionalmente, il riconoscimento degli oggetti sul pavimento non è stato perfetto. Questo aspetto è rilevante perché influisce sul modo in cui il robot decide quanto avvicinarsi. Quando la classificazione è errata, anche la pulizia può risultare meno precisa.
La app per una pulizia intelligente
La app del Flow 2 è fondamentale per sfruttare al meglio il robot, poiché consente di scegliere – tra le altre cose – modalità di pulizia, livello di aspirazione, quantità d’acqua e precisione del passaggio.
Ci ha colpito in particolare la quantità di controllo disponibile, un punto di forza dei robot Narwal, anche di quelli che abbiamo testato in passato. Possiamo inviare il Flow 2 a pulire l’intera casa, una stanza specifica o un’area precisa, come la cucina dopo cena o un punto dove è caduto qualcosa.
Attraverso l’app è possibile anche visualizzare il feed video in tempo reale della fotocamera e controllare manualmente il robot, una funzione utile per monitorare la casa quando si è lontani. Le modalità dedicate ad animali domestici e bambini sono coerenti con questa direzione: il robot può ridurre il rumore vicino a una culla, evitare aree di gioco e individuare le zone più frequentate dagli animali per una pulizia più intensa. In pratica, l’app trasforma il robot in un dispositivo domestico più “presente” rispetto a un normale aspirapolvere robot, anche se queste funzioni richiedono una certa familiarità con le impostazioni.
La parte meno convincente del sistema di controllo riguarda proprio la complessità. L’app è fin troppo ricca: può risultare eccessivamente piena di opzioni e richiede tempo per essere configurata correttamente. Nel nostro caso, per esempio, sono emersi problemi nella divisione delle stanze: in alcuni casi il software raggruppa cucina, soggiorno e ingresso come un unico ambiente, rendendo difficile correggere manualmente la mappa quando ci sono più accessi o elementi interpretati come ostacoli. È un limite importante, perché su un robot così costoso ci aspettiamo una gestione delle mappe più flessibile e meno rigida.
La funzione più particolare resta quella legata agli oggetti preziosi: se il Flow 2 individua chiavi, portafoglio, gioielli o smartphone, mantiene una distanza di sicurezza maggiore e invia una notifica con foto e posizione sulla mappa.
Oltre a essere lo strumento per impostare cosa deve fare il robot – ma anche cosa non deve fare, evidenziando per esempio le zone da evitare – la app ufficiale [disponibile sia per Android sia per iOS] è anche un diario visivo della casa.
Il robot infatti non si limita a segnalare la presenza di un ostacolo, ma ne invia una fotografia nitida direttamente sulla mappa dell’applicazione: che si tratti di un cavo di ricarica, di un giocattolo o di un residuo organico, il sistema ci permette di visualizzare l’inghippo in tempo reale. È una funzione interessante, anche se oggi sembra più un’aggiunta intelligente che un motivo decisivo per scegliere questo modello.
Vale la pena notare che il robot spiega anche perché ha scelto di evitare una determinata zona o perché ha deciso di aumentare la temperatura del lavaggio dopo aver riconosciuto una macchia di sugo.
Potente ma silenzioso, il rullo si autopulisce
Ci ha sicuramente colpito la capacità di questo Flow 2 di gestire detriti pesanti grazie ai suoi 31.000 Pa di potenza, un valore che sulla carta sembra quasi eccessivo ma che, nella pratica quotidiana, è fondamentale per esempio se si hanno tappeti in casa.
Proprio l’aspirazione sui tappeti a pelo corto ci ha pienamente soddisfatto, grazie a un sigillo pneumatico che “incolla” letteralmente la bocchetta al suolo, tirando su anche la polvere più fine annidata nelle fibre.
Nonostante la forza d’aspirazione sia raddoppiata rispetto alla generazione precedente, ci siamo trovati di fronte a un dispositivo che gestisce bene il rumore: il suono è meno acuto e più ovattato, segno di un ottimo lavoro di insonorizzazione interna. Anche alla massima potenza, ci ha consentito di guardare la tv senza dover alzare il volume, come si farebbe solitamente se qualcuno ha un phon acceso nelle vicinanze.