OpenAI lancia Prism, un ambiente di lavoro basato sull’IA per velocizzare la ricerca scientifica.

OpenAI lancia Prism, un ambiente di lavoro basato sull'IA per velocizzare la ricerca scientifica. 1

Ogni settimana gestisce circa 8,4 milioni di messaggi relativi a argomenti complessi di matematica e scienze, generati da una comunità di circa 1,3 milioni di utenti esperti nel settore.

Un utilizzo scientifico in rapida espansione

Durante il 2025, la quantità di contenuti scientifici è aumentata di quasi il 50%, con contributi principalmente da dottorandi, ricercatori post-doc, professori universitari e ingegneri.

Stando ai dati forniti da OpenAI, questi profili utilizzano ChatGpt con una frequenza significativamente maggiore rispetto all’utente medio.

Per questo motivo, l’azienda guidata da Sam Altman ha scelto di ideare uno strumento dedicato alla comunità scientifica: Prism, una piattaforma concepita per la redazione di articoli accademici, con GPT-5.2, il modello più avanzato di OpenAI per il ragionamento matematico e scientifico, integrato direttamente nel processo di lavoro.

Dalle fondamenta di LaTeX a una piattaforma integrata

Prism è il risultato dell’evoluzione di Crixet, una piattaforma LaTeX in cloud acquisita da OpenAI e successivamente trasformata in un prodotto integrato. Questa decisione ha permesso di partire da un ambiente di scrittura e collaborazione già affermato e di integrare l’intelligenza artificiale in modo armonico con le pratiche lavorative nel campo scientifico.

“Pochi settori hanno un potenziale paragonabile a quello della scienza nel migliorare le nostre esistenze, dalla salute all’energia, dalla sicurezza alla qualità della vita. La storia dimostra che investire nella scienza porta vantaggi cumulativi per l’intera società”, ha affermato Kevin Weil, responsabile scientifico di OpenAI, durante un incontro virtuale organizzato dall’azienda di San Francisco per presentare Prism.

Secondo Weil, negli ultimi sei mesi si è assistito a un cambiamento significativo. L’intelligenza artificiale sta iniziando a velocizzare notevolmente il lavoro scientifico.

L’IA sta evolvendo da una mera curiosità tecnologica a un elemento centrale del flusso di lavoro degli scienziati.

Questa accelerazione, ha spiegato Weil, è già evidente in applicazioni pratiche: i modelli stanno iniziando a supportare i ricercatori nella risoluzione di problemi aperti in matematica e fisica, e lo stesso impulso si sta estendendo ai settori più applicati, come biologia e chimica, dove l’IA contribuisce alla progettazione degli esperimenti, alla restrizione di ampie aree di ricerca e alla velocizzazione dei cicli di iterazione.

Allo stesso tempo, ha notato Weil, si sta allargando il divario tra le capacità dell’intelligenza artificiale e il modo in cui la ricerca viene condotta nella pratica quotidiana.

La frammentazione come ostacolo

Attualmente, una parte significativa del lavoro scientifico rimane frammentata in strumenti distinti: documenti, equazioni, PDF, riferimenti bibliografici, codice e finestre di chat distribuiti su diversi ambienti, con frequenti interruzioni del contesto che rallentano l’operato dei ricercatori. Con l’accelerazione della scienza, questa frammentazione diventa un vero e proprio collo di bottiglia. “Ed è questo il problema che intendiamo risolvere”, ha affermato Weil.

Prism è descritto come uno spazio di lavoro nativo per l’intelligenza artificiale, gratuito per chiunque possieda un account ChatGpt, progettato per permettere agli scienziati di scrivere e collaborare sulla ricerca. La piattaforma raccoglie in un unico ambiente condiviso bozze, revisioni, equazioni, citazioni e strumenti di collaborazione, eliminando la necessità di combinare soluzioni separate.

“Il nostro obiettivo è fornire agli scienziati di tutto il mondo poteri straordinari basati sull’IA”, ha affermato Weil, aggiungendo che, sebbene il progetto sia ancora nelle fasi iniziali, il ritmo di adozione e la qualità dei risultati indicano che la scienza sta entrando in una nuova fase di accelerazione.

Un’IA progettata per la redazione accademica

La missione di Prism è colmare un divario tecnologico. Se per gli ingegneri l’IA è diventata un collaboratore imprescindibile integrato nel flusso di lavoro, il mondo della ricerca scientifica è rimasto indietro.

Prism introduce l’intelligenza artificiale direttamente nel processo di redazione accademica, con l’intento di trasformare il modo in cui scienziati e ricercatori affrontano i problemi e scrivono i propri lavori.

“Molti ricercatori e scienziati utilizzano LaTeX, un linguaggio estremamente potente per la redazione di articoli ricchi di equazioni, citazioni e riferimenti”, ha dichiarato Victor Powell, responsabile di Prism. Ha aggiunto che l’ecosistema di strumenti associati a LaTeX è rimasto stagnante per troppo tempo e che la maggior parte dei ricercatori non ha intenzione di acquisire competenze da sviluppatore full-stack solo per pubblicare un articolo. “È qui che entra in gioco Prism”, ha chiarito.

Scrivere fisica con l’IA nel contesto

Alex Lupsasca, scienziato teorico specializzato in buchi neri, ha condiviso la sua esperienza descrivendo Prism come uno strumento che risponde a un’esigenza concreta emersa nel corso degli anni di lavoro accademico.

“Scrivo articoli di fisica da tutta la mia carriera e questo è esattamente ciò che stavo cercando”, ha raccontato, spiegando di averlo utilizzato nelle ultime settimane e di averne apprezzato l’impatto pratico sulla scrittura scientifica. Nel suo funzionamento di base, Prism ricrea l’esperienza familiare di un editor LaTeX.

Da un lato c’è il file sorgente .tex, dall’altro il risultato compilato in PDF, con il layout finale e le equazioni pronte per una rivista scientifica o per l’upload su arXiv. È l’ambiente standard con cui lavorano molti ricercatori, integrato però in uno spazio unico e continuo.

La differenza, ha sottolineato Lupsasca, si manifesta nella presenza di un’interfaccia di chat integrata. “In fondo c’è una piccola casella di chat in cui puoi chiamare ChatGpt”, ha spiegato, precisando che si tratta della versione più avanzata del modello, GPT-5.2, progettata per ragionare in profondità anche su matematica e fisica teorica.

L’IA non opera come uno strumento esterno, ma rimane costantemente immersa nel contesto dell’articolo. Uno degli utilizzi più immediati riguarda il miglioramento della scrittura.

“Credo di essere un buon autore scientifico, ma ChatGpt è migliore di me”, ha osservato lo scienziato.

Cosa è possibile fare con Prism

In Prism è possibile richiedere, per esempio, di correggere un abstract frase per frase, mantenendo un controllo dettagliato su ogni modifica suggerita.

Dal punto di vista operativo, l’IA legge direttamente il file .tex e mantiene l’intero articolo come contesto permanente. I suggerimenti vengono mostrati in modo chiaro, con il testo originale evidenziato e le revisioni proposte ben distinguibili, consentendo all’autore di valutare e approvare ogni intervento.

Questo approccio, ha evidenziato Lupsasca, cambia radicalmente il flusso di lavoro. “In passato copiavo e incollavo il sorgente in ChatGpt, sezione per sezione, poi riportavo tutto nel documento”, ha raccontato.

Con Prism, invece, l’intero processo avviene nello stesso ambiente, consentendo di scorrere l’articolo dall’inizio alla fine e migliorarlo continuamente, senza interruzioni o passaggi intermedi.

Dal diagramma disegnato alla figura pubblicabile

Tuttavia, le potenzialità di Prism vanno oltre la revisione del testo. “Siamo solo all’inizio”, ha affermato Lupsasca, spiegando che una delle difficoltà più comuni nella scrittura scientifica riguarda il passaggio dal ragionamento visivo alla forma pubblicabile.

Gli scienziati tendono a concepire idee attraverso schizzi e diagrammi disegnati a mano, su carta o su una lavagna, che raramente trovano posto nell’articolo finale.

“Convertire un disegno in una figura tecnica pronta per la pubblicazione è estremamente laborioso”, ha spiegato, soprattutto nell’ecosistema LaTeX, dove la realizzazione dei diagrammi richiede spesso l’uso di TikZ, un linguaggio potente ma complesso.

Prism interviene su questo passaggio critico consentendo di caricare una fotografia di un diagramma tracciato a mano e di affidarne la conversione all’IA.

“Puoi scattare una foto di un diagramma che hai disegnato su una lavagna, caricarla nell’agente e chiedere di trasformarla in un diagramma TikZ”, ha affermato Lupsasca, specificando che l’istruzione può includere dettagli specifici come il posizionamento nel documento o il rispetto rigoroso delle proporzioni.

In questo modo, un ostacolo tecnico tradizionale diventa parte integrante del flusso di scrittura, riducendo in modo significativo il tempo necessario per arrivare alla pubblicazione.

Ricerca bibliografica integrata e verificabile

Lupsasca ha spiegato che uno dei passaggi più gravosi del lavoro scientifico è la ricerca degli articoli nella letteratura esistente.

Lo scienziato ha ricordato che rintracciare tutti i lavori pertinenti sullo stesso argomento può richiedere molte ore di ricerca, lettura e inserimento manuale delle citazioni. Ha aggiunto che Prism consente di chiedere direttamente quali siano gli articoli più rilevanti in relazione a una bozza.

Il sistema analizza il progetto, esegue una ricerca nella letteratura e restituisce rapidamente un elenco di lavori pertinenti, operando su più file all’interno dello stesso progetto.

Una volta selezionati gli articoli, ha raccontato Lupsasca, è possibile chiedere al sistema di aggiungerne automaticamente i riferimenti al file .bib, con identificativi completi come ArXiv e DOI.

Durante la dimostrazione, Victor Powell ha discusso il tema delle citazioni allucinate, spiegando che il sistema evita questo rischio perché ogni riferimento è legato a fonti reali e verificabili tramite URL.

Lupsasca ha confermato che il controllo umano rimane cruciale, anche se il tempo necessario viene drasticamente ridotto.

Powell ha concluso sottolineando che Prism non sostituisce il giudizio scientifico, ma accelera in modo significativo fasi centrali del lavoro di ricerca, alleggerendo il carico operativo senza compromettere la responsabilità.

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