OpenAI: nuovo finanziamento di 122 miliardi di dollari, valutazione raggiunta di 852 miliardi.
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OpenAI, l’ente con sede a San Francisco responsabile di ChatGpt, ha comunicato la conclusione di un round di finanziamento pari a 122 miliardi di dollari, un importo notevolmente superiore ai 110 miliardi inizialmente stimati. Questo nuovo afflusso di capitale stabilisce la valutazione post-money dell’azienda a 852 miliardi di dollari.
In termini economici, la valutazione post-money indica il valore totale stimato di un’impresa dopo che l’ultimo investimento è stato effettuato. Con questo incremento, l’azienda guidata da Sam Altman si colloca ora in prossimità dei colossi storici di Wall Street.
Chi ha condotto il round di finanziamento
L’operazione è stata orchestrata dal gruppo giapponese SoftBank e dalla società di venture capital Andreessen Horowitz, conosciuta nel settore come a16z. Insieme ai leader del round figurano nomi di grande rilevanza come Amazon, Nvidia e Microsoft, oltre a investitori istituzionali di spicco come BlackRock e Fidelity.
Il nuovo afflusso di liquidità sarà impiegato per coprire i costi elevati necessari per l’addestramento dei modelli di nuova generazione e per la costruzione di data center di proprietà.
La partecipazione di Nvidia e Amazon evidenzia – ancora una volta – come il futuro di OpenAI sia fortemente connesso alla capacità di assicurarsi hardware specializzato e infrastrutture cloud.
Un aspetto interessante e significativo di questa raccolta fondi è l’apertura al mercato dei piccoli investitori. OpenAI ha infatti ottenuto circa 3 miliardi di dollari da singoli individui tramite canali bancari e l’inclusione in fondi indicizzati gestiti da ARK Invest.
L’accelerazione dell’azienda: 2 miliardi di fatturato al mese
“Attualmente generiamo 2 miliardi di dollari di fatturato mensile – ha dichiarato l’azienda sul suo blog ufficiale, comunicando il round di finanziamento -. In questa fase, stiamo crescendo quattro volte più rapidamente rispetto alle aziende che hanno segnato le ere di Internet e del mobile, tra cui Alphabet e Meta”.
Particolarmente rilevante è la crescita del segmento enterprise, ovvero i servizi venduti direttamente alle grandi aziende, che oggi costituisce il 40% del fatturato complessivo. La società prevede che questo settore raggiungerà la parità con i ricavi provenienti dagli abbonamenti dei consumatori entro la fine del 2026.
Le perdite e l’imminente quotazione in borsa
Nonostante l’enorme afflusso di capitale, OpenAI continua a operare in perdita, un indicatore della complessità della sfida industriale attuale.
La chiusura dell’applicazione video Sora e altre recenti misure di contenimento dei costi suggeriscono tuttavia un nuovo approccio gestionale, necessario per rassicurare gli investitori in vista dell’ingresso nei mercati azionari previsto per la seconda metà dell’anno.
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