Per il Campionato del Mondo 2026, la FIFA si affida all’intelligenza artificiale e al sistema di fuorigioco semi-automatico.

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Per il Campionato del Mondo 2026, la FIFA si affida all'intelligenza artificiale e al sistema di fuorigioco semi-automatico.0 Per il Campionato del Mondo 2026, la FIFA si affida all'intelligenza artificiale e al sistema di fuorigioco semi-automatico. 2

Johannes Holzmüller, Direttore dell’Innovazione della FIFA, ricorda con chiarezza il momento in cui tutto è cambiato: “È impossibile non pensare al gol di Frank Lampard contro la Germania, durante gli ottavi di finale dei Mondiali 2010: la palla colpì la traversa e superò nettamente la linea di porta, ma l’unico a non accorgersene fu l’arbitro”.

Dopo quel pomeriggio in Sudafrica, Holzmüller ha continuato a cercare soluzioni innovative per migliorare il calcio, senza stravolgerlo. “Non appena tornammo negli uffici di Zurigo, al termine del torneo, quello divenne il nostro punto di partenza. La dirigenza dovette riconoscere che era fondamentale considerare l’uso della tecnologia”.

Nato nel 1980 e cresciuto davanti a un televisore a tubo catodico che si spegneva nei momenti meno opportuni, Holzmüller ha vissuto vent’anni di trasformazione tecnologica del calcio all’interno della federazione più influente del mondo. È stato lui a guidare l’introduzione del Var ai Mondiali in Russia nel 2018. Otto anni dopo, discute delle nuove tecnologie per i Mondiali che si svolgeranno quest’estate in Canada, Messico e Stati Uniti, a partire dal fuorigioco semiautomatico.

Come funzionerà?

“Grazie alla collaborazione con Lenovo [partner tecnologico della FIFA, ndr], scansioneremo ogni singolo giocatore prima dell’inizio del torneo. Ogni modello 3D dei calciatori sarà integrato nel sistema di tracciamento”.

Sarà un fuorigioco infallibile?

“Sosterrà decisioni di una precisione chirurgica. Tuttavia, i casi d’uso sono molteplici. Un altro test interessante riguarda i feed virtuali per il VAR: in tempo reale possiamo fornire la visuale soggettiva del portiere, per valutare se un giocatore in fuorigioco stesse ostruendo la sua visuale”.

La realtà virtuale sarà riservata esclusivamente alla terna arbitrale?

“No, con la ricostruzione 3D potremo scegliere qualsiasi angolazione, consentendo persino allo spettatore di osservare il gioco attraverso gli occhi del proprio numero dieci preferito”.

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Quali altre novità innovative possiamo aspettarci per il Mondiale 2026?

“Sempre in collaborazione con Lenovo abbiamo creato un assistente virtuale, un chatbot chiamato Football AI Pro, che sarà messo a disposizione di tutte le squadre partecipanti. Vogliamo democratizzare l’IA: non deve essere un vantaggio esclusivo dei club più ricchi, ma uno strumento accessibile a tutti, dalle grandi nazionali alle più piccole”.

Come utilizzeranno le nazionali l’IA?

“Per un’analisi accelerata delle partite. Consentendo allo staff tecnico di porre domande in linguaggio naturale e ricevere risposte immediate, sbloccheremo intuizioni che altrimenti richiederebbero ore di studio”.

In un gioco sempre più monitorato e misurato, quanto spazio rimane per l’errore umano? È corretto cercare di eliminarlo completamente?

“È una riflessione significativa. Football AI Pro, ad esempio, sarà disponibile solo dopo le partite, non durante”.

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Johannes Holzmüller, Direttore dell’Innovazione FIFA 

Molti tifosi, in particolare in Italia, guardano con nostalgia a un calcio basato sul puro talento. Vedono la tecnologia come un’intrusione.

“La realtà è che tutto si è evoluto: l’atletismo dei calciatori, ma anche la nostra società. Nel 1980 non avevamo i cellulari, oggi sono parte integrante delle nostre vite. Dobbiamo modernizzare il gioco in parallelo con il mondo. Faccio un esempio: sfido qualunque giocatore di oggi a preferire il pallone del 1954 a quello del 2026. Non possiamo tornare indietro. La società non comprenderebbe perché lo sport rifiuta opportunità che migliorano la giustizia e lo spettacolo”.

E la “body cam” per l’arbitro? È davvero necessaria?

“Quando abbiamo deciso di testarla al Mondiale per Club l’anno scorso, non sapevamo come sarebbe stata accolta. Il riscontro è stato incredibilmente positivo, soprattutto tra le nuove generazioni. Al Mondiale 2026, un nuovo software di stabilizzazione sviluppato da Lenovo risolverà il problema delle immagini sfocate durante la corsa del direttore di gara”.

Con tutta questa tecnologia, ci si potrebbe chiedere se in futuro avremo ancora bisogno di calciatori reali.

“Il calcio sta entrando nell’era dell’IA generativa e del virtuale, ma tutto rimarrà profondamente umano. Ogni strumento è progettato per le persone: per chi gioca, per chi arbitra e per chi tifa. Non si tratta di sostituire l’uomo, ma di fornirgli strumenti migliori per vivere un’esperienza ancora più intensa”.

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