Qualcomm e intelligenza artificiale: dalla concezione alla realizzazione, attraverso un approccio ibrido.
Visione strategica e, soprattutto, praticità, con un’intelligenza artificiale che permea ogni livello. Questa è l’accelerazione che ha definito Qualcomm per il settore, rivelando questa mattina durante la conferenza stampa al Mobile World Congress 2026, il futuro che ci aspetta. “È fondamentale avere una visione, ma è ancor più cruciale l’esecuzione con prodotti commerciali capaci di offrire un’esperienza utente basata sull’IA”, ha affermato Enrico Salvatori, senior vice president e presidente di Qualcomm Europe.
In primo luogo, si discute di architetture AI ibride in grado di distribuire i carichi tra il cloud e l’edge, ovvero dal nucleo della piattaforma fino alle periferie della rete, dove si trovano i dispositivi e i server vicini al punto di generazione dei dati. “L’inferenza si sposterà sempre più verso l’edge, mentre l’addestramento dei modelli – sei, otto mesi a seconda del modello – rimarrà nel cloud: è così che concepiamo un’unica AI ibrida”, ha specificato Salvatori. Per “inferenza” si intende il momento in cui il modello di intelligenza artificiale applica ciò che ha appreso durante l’addestramento per fornire risposte su nuovi dati.
Le innovazioni hardware che potenziano l’AI
Il fulcro hardware di questa transizione risiede ovviamente in tutte le varianti dei nuovi chip Qualcomm, che promettono di migliorare le performance rispetto al passato, ridurre la latenza, aumentare la privacy e diminuire i consumi energetici. Si tratta di una sinergia architetturale.
Entrando nei dettagli, sono state presentate tutte le nuove piattaforme hardware che abilitano questo cambiamento. Nel settore mobile, il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 abbinato alla NPU (unità di elaborazione neurale) Hexagon di quinta generazione consente alle migliori linee di Samsung, Xiaomi, Honor, Lenovo e Motorola di incrementare le performance AI sui dispositivi del 37% e di supportare agenti AI capaci di orchestrare le applicazioni e automatizzare vari compiti (messaggi, traduzione, suggerimenti proattivi). Nel segmento pc, la linea Snapdragon X2/X2 Plus (con NPU dedicata) abilita funzioni come il Copilot generativo, riassunti di riunioni e agenti che confrontano dati.
Per l’industria e la robotica, Qualcomm presenta la famiglia IQ (Dragon Wing: IQ6, IQ8, IQ9, IQ10) con combinazioni di core ad alte prestazioni ed efficienti per umanoidi, AMR (Autonomous Mobile Robots), bracci robotici e automazione industriale a bassa latenza e forte protezione dei dati.
Nel networking domestico, arrivano le prime piattaforme Wi‑Fi 8 con oltre 10 Gbit/s e funzioni “AI native” per gateway, accesso wireless fisso e router, mentre nel segmento data center Qualcomm propone CPU e acceleratori AI (serie AI100/AI200/AI250) fino al livello di rack completo, per ottimizzare lo scambio con l’edge. In questo contesto, si tratta di una novità. “Per ottimizzare le performance dei dispositivi all’edge dobbiamo essere anche nel data center: per la prima volta Qualcomm non fornisce solo chipset o schede, ma un intero rack”, ha dichiarato Salvatori.
Dall’AI personale, agli wearable elite al 6G AI-nativo
Lenovo e Qualcomm hanno colto l’occasione del MWC 2026 per fornire un esempio del potenziale delle nuove piattaforme hardware applicate a smartphone, tablet, pc, dispositivi indossabili e rugged. Ad esempio, l’esperienza AI edge‑to‑cloud si manifesta attraverso Lenovo Qira, il super‑agente AI personale cross‑device. Qira è concepito come una sorta di compagno AI (un “personal twin”) che conosce l’utente, il contesto e i dispositivi, opera su Windows e Android e coordina più agenti per fornire assistenza continua su pc, tablet, smartphone, occhiali e orologi. “Stiamo passando da un utilizzo dello smartphone incentrato sulle app all’Agente AI: un agente che interfaccia tutte le app con noi, così il dispositivo sa già cosa vogliamo fare”, ha aggiunto Salvatori.
I dispositivi indossabili (auricolari, cuffie, occhiali), grazie alle nuove piattaforme Snapdragon Wear Elite, diventano nodi intelligenti di un ecosistema che raccoglie dati in tempo reale, apprende e offre assistenza continua, con applicazioni significative in sanità e ambienti professionali. Si tratta quindi di dispositivi che non solo comunicano tra loro, si connettono e condividono dati, ma crescono in termini di apprendimento, intelligenza e forniscono supporto in ogni momento e in ogni situazione.
Nell’automobile, le piattaforme Snapdragon coprono connettività, infotainment in abitacolo e ADAS/guida autonoma, trasformando il veicolo in un “compagno” che interagisce con il conducente e utilizza sia inferenza on‑board sia servizi AI nel cloud. “Stiamo trasformando l’auto nella tua migliore amica: non si limita a rispondere, ti fa domande, comprende come ti senti, dove stai andando e ti propone ciò che sa che ti piace”.
Infine, Ericsson ha descritto l’evoluzione dalle reti 5G, che oggi “trasportano” l’AI, e che domani diventeranno reti 6G AI‑nativo, in cui l’intelligenza è integrata in ogni livello per dar vita a reti autonome, programmabili e capaci di sensing. Il 6G avrà il compito di fungere da tessuto connettivo tra cloud e edge: nuovo spettro, con un uplink molto più elevato, latenza ridotta e funzionalità di rilevamento (movimento, prossimità e parametri vitali). Le implementazioni commerciali sono previste intorno al 2030.
Automazione industriale con Qualcomm Dragonwing
Nell’automazione industriale, l’edge AI consentirà reazioni immediate agli scenari, maggiore sicurezza e privacy, e supporterà nuovi dispositivi come robot collaborativi e HMI intelligenti, spesso integrati con edge cloud on‑premise (ad esempio con Siemens). In pratica, ciò significa gestire risorse di calcolo e storage cloud non in un data center remoto, ma fisicamente all’interno della propria sede (on-premise) o vicino alla fonte dati (edge). Le Human-Machine Interface intelligenti sono interfacce utente avanzate che, a differenza dei pannelli tradizionali, fungono da hub di dati in tempo reale integrati con l’IA, IoT e il cloud.
Non sorprende quindi che Qualcomm e Siemens abbiano colto l’occasione del MWC Barcelona 2026 per presentare la piattaforma Qualcomm Dragonwing, che già oggi potrebbe operare in una fabbrica basata sul modello Siemens Autonomous Production, integrando robotica autonoma, AI edge e 5G privato industriale.
Presso lo stand Qualcomm abbiamo osservato un modello esemplificativo: un veicolo a guida autonoma (AGV) collegato a una rete 5G privata Siemens potenziata da tecnologie Qualcomm, che trasporta materiali dialogando in tempo reale con un braccio robotico per l’assemblaggio e con celle di produzione distribuite.
Il tutto sfruttando AI edge che monitora l’intero flusso: un agente AI sul pc industriale Siemens con Qualcomm Cloud AI 100 capace di analizzare video e dati dei sensori per rilevare anomalie (es. difetti materiali), prevedere guasti, suggerire azioni correttive e ispezionare la qualità dei processi in tempo reale, abilitando flussi di lavoro più sicuri ed efficienti.
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