Samsung Galaxy S26: Intelligenza Artificiale, Schermo per la Privacy e Costi in Italia

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Da sinistra a destra: Galaxy S26 Ultra, S26+ e S26 

SAN FRANCISCO – Maggiore intelligenza artificiale e una maggiore attenzione alla privacy. Questa è la promessa del nuovo Galaxy S26, presentato da Samsung a San Francisco, una città dove l’IA è ovunque: basta alzare lo sguardo verso i grattacieli per notare che quasi ogni angolo è ricoperto da pubblicità relative a servizi di IA, in particolare chatbot.

Due grandi aziende si contendono il mercato con i loro annunci: OpenAI con e Google con Gemini.

Tra i grattacieli della città simbolo della Silicon Valley, e di una tecnologia innovativa che emula il funzionamento e le capacità del cervello umano, Samsung ha organizzato il consueto evento Galaxy Unpacked di inizio anno per presentare i nuovi smartphone della serie S. Sono tre, come di consueto, con specifiche tecniche (e prezzi) crescenti: Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra.

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Il nuovo Galaxy S26 Ultra 

L’intelligenza artificiale al centro della nuova serie S26

Maggiore intelligenza artificiale, come accennato, poiché le funzionalità dedicate basate sull’IA offerte dai nuovi modelli di punta di Samsung sono notevolmente ampliate.

La serie S, che dal 2024 rappresenta per il gigante tecnologico l’AI phone per eccellenza, è la linea su cui vengono introdotte per prime le funzioni più avanzate di intelligenza artificiale e, in particolare, gli strumenti più sofisticati di Google in questo settore, con cui Samsung ha instaurato una partnership molto solida.

Questo implica che frequentemente le nuove funzionalità di Gemini, attualmente una delle IA più avanzate a livello globale, fanno il loro debutto per prime sull’S26. Il nuovo smartphone – solitamente lanciato all’inizio dell’anno – diventa così non solo un modo per accedere all’hardware Android migliore disponibile, ma anche una piattaforma per sperimentare e utilizzare gli strumenti più avanzati di Google.

Per Samsung, gli smartphone dotati di Galaxy AI – il pacchetto di strumenti basati sull’intelligenza artificiale sviluppato dal gruppo di Seul – rappresentano il primo passo strategico per integrare questa tecnologia nell’esperienza quotidiana.

Esiste un divario tra le innovazioni e l’applicazione nel mondo reale. In un recente sondaggio condotto dal colosso tecnologico sudcoreano, l’81% degli utenti di dispositivi mobili ha affermato che l’IA ha un valore pratico, ma allo stesso tempo l’85% degli intervistati ha espresso preoccupazione riguardo alla difficoltà d’uso dell’IA.

“Il nostro obiettivo con il Galaxy S26 era creare un telefono IA che si adattasse alle persone, collaborasse con loro e rendesse la vita quotidiana realmente semplice, con l’IA che lavora in modo fluido in background – ha dichiarato Minseok Kang, Executive Vice President e Head of Smartphone Product Planning team, Mobile eXperience (MX) Business at Samsung Electronics – La vera promessa dell’IA non consiste nell’aggiungere nuove funzioni, ma nel semplificare la vita.

Tuttavia, il Galaxy S26 offre diverse nuove funzioni IA. Vediamo quali.

Gemini come agente IA: l’esempio di Uber

Tra le nuove funzionalità di intelligenza artificiale integrate nell’S26, ce n’è una che si presenta come particolarmente promettente, sicuramente la più interessante tra quelle mostrate durante le dimostrazioni a cui abbiamo assistito il giorno prima del lancio dei nuovi smartphone, qui a San Francisco.

Si tratta della capacità di Gemini di comportarsi come un vero e proprio agente IA, realizzando finalmente ciò che le persone si aspettano da un’intelligenza artificiale, e ciò che le grandi aziende tecnologiche che sviluppano IA promettono da tempo: completare azioni in sequenza, ovvero operazioni complesse senza la supervisione umana, richiedendo l’approvazione dell’utente solo alla fine del processo.

Il nuovo Galaxy S26 utilizza Gemini per cercare autonomamente un’auto Uber. È sufficiente comunicare a Gemini la destinazione e l’assistente eseguirà una ricerca direttamente attraverso Uber, troverà l’auto disponibile, presenterà il risultato con le migliori opzioni, e l’utente dovrà solo confermare la proposta che l’IA considera più vantaggiosa.

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Si tratta di un esempio concreto di un’intelligenza artificiale che compie azioni reali, ma è anche la prova di quanto sia complesso realizzare operazioni di questo tipo.

Al momento del lancio dell’S26, l’unico servizio con cui Gemini può interagire in questo modo è Uber. Samsung ha comunicato che altri servizi saranno disponibili in futuro, ed è ragionevole aspettarsi che queste funzionalità vengano ampliate ad altre piattaforme: un’IA che potrà ordinare cibo tramite Glovo o Deliveroo, per esempio, oppure eseguire altre operazioni su servizi di terze parti. Per ora, tuttavia, la funzione è limitata esclusivamente a Uber.

Una piattaforma aperta a più intelligenze artificiali

Nell’intenzione di Samsung c’è quella di trasformare l’S26 e l’intera serie S in una piattaforma capace di supportare più intelligenze artificiali e diversi modelli.

In quest’ottica si inserisce la possibilità, sul nuovo S26, di richiamare tramite il pulsante fisico sul lato destro dello smartphone non solo Gemini, l’assistente digitale di Google, ma anche Perplexity, un altro tipo di intelligenza artificiale che funziona come un motore di ricerca potenziato dall’IA. L’utente ha quindi la possibilità di scegliere Perplexity come assistente predefinito e utilizzarlo per effettuare ricerche in alternativa a Gemini.

Perplexity, naturalmente, non possiede tutte le capacità di Gemini: non ha comportamenti agentici e non consente, ad esempio, di modificare immagini.

Le differenze sono evidenti, ma la direzione intrapresa da Samsung è chiara: offrire una piattaforma che nel tempo potrebbe ospitare più modelli, poiché nel mondo reale le persone utilizzano più chatbot e sistemi di intelligenza artificiale contemporaneamente.

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Tutto ciò, pur essendo consapevoli che il mondo Android è attualmente dominato da Google e da Gemini, che rimane l’assistente predefinito su praticamente tutti gli smartphone con sistema operativo sviluppato dall’azienda di Mountain View.

“Abbiamo appreso dai nostri sondaggi che quasi otto persone su dieci utilizzano due o più agenti contemporaneamente, a seconda dell’attività da svolgere. Per questo Galaxy AI amplia le possibilità di scelta attraverso un ecosistema multi-agente – ha spiegato Minseok Kang -. L’integrazione avviene a livello di sistema operativo, in modo che l’intelligenza artificiale possa completare le operazioni tra diverse applicazioni tenendo conto del contesto dell’utente. In questo quadro si inserisce anche Perplexity, introdotto come nuova opzione tra gli agenti disponibili. Se impostato come agente predefinito, può essere attivato rapidamente pronunciando “Hey Plex” oppure tenendo premuto il pulsante laterale. Il servizio è compatibile con le principali applicazioni, tra cui Note, Orologio, Galleria, Promemoria e Calendario”.

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Il nuovo Galaxy S26 Ultra 

Un nuovo filtro chiamate: l’IA interroga i numeri sconosciuti

Ritornando alle nuove funzioni di intelligenza artificiale dell’S26, ce n’è una progettata per chi desidera evitare chiamate indesiderate o preferisce non rispondere immediatamente a numeri sconosciuti. Samsung introduce un filtro chiamate basato su IA che interviene quando sul display compare un contatto non presente in rubrica. È sufficiente toccare l’opzione “Filtro chiamate” o “Screen calling” affinché una voce sintetica risponda al posto dell’utente, chiedendo all’interlocutore di presentarsi e spiegare il motivo della telefonata.

Se chi chiama fornisce le informazioni richieste, il sistema trascrive in tempo reale le sue parole sullo schermo. A quel punto l’utente può decidere se entrare nella conversazione oppure interromperla. Le trascrizioni non vengono archiviate né salvate.

Il meccanismo ricorda quello della vecchia segreteria telefonica integrata nei telefoni fissi, quando si ascoltava il messaggio in diretta prima di decidere se rispondere. Con il Galaxy S26 è sufficiente premere un pulsante per prendere la linea e continuare la chiamata.

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La scansione intelligente dei documenti

Un’altra novità legata all’IA riguarda l’aggiornamento della scansione di documenti – o pagine di libro – tramite la fotocamera e una funzione chiamata Doc Scan. L’IA in questo caso non identifica il testo presente su un foglio o un cartello per consentire all’utente di copiarlo, incollarlo ed editarlo altrove (cosa che era in grado di fare il precedente Galaxy S25). Doc Scan permette di effettuare la scansione di pagine di libri, appunti su fogli o contratti rimuovendo automaticamente le imperfezioni e restituendo documenti ottimizzati per la lettura. Eventuali pieghe e persino le porzioni di dita che finiscono nell’inquadratura vengono eliminate, il foglio viene appianato digitalmente e il risultato è un’ pulita con le scritte perfettamente leggibili, esportabile come PDF.

Non è possibile modificare il contenuto di ciò che viene inquadrato dallo smartphone, ma lo si può consultare in modo pulito, senza i difetti che esistono nella realtà.

Si pensi, per esempio, a quando utilizziamo lo smartphone per scansionare documenti da inviare come una carta d’identità, un passaporto o una patente: spesso non abbiamo modo di appoggiarli su una superficie e dobbiamo tenerli stretti tra due dita davanti alla fotocamera, con le dita che inevitabilmente finiscono nell’inquadratura. L’intelligenza artificiale di Doc Scan rimuove tutto questo.

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Il nuovo Galaxy S26 Ultra 

Now Nudge: i suggerimenti dell’IA al momento giusto

Un’altra funzione interessante legata all’IA – anche questa una novità assoluta sul nuovo Galaxy S26 – è Now Nudge [“Nudge” in inglese significa “spinta”, un aiutino insomma], una sorta di suggerimento proattivo che proviene dall’intelligenza artificiale, in particolare quando stiamo scrivendo messaggi su applicazioni come WhatsApp.

Se qualcuno ci chiede, per esempio, se siamo liberi un determinato giorno a una certa ora, la Galaxy AI – l’insieme delle intelligenze artificiali che operano all’interno degli smartphone Samsung – interpreta il messaggio ricevuto tramite Now Nudge e, senza che facciamo nulla, ci suggerisce direttamente che quel giorno abbiamo già un appuntamento fissato in calendario. Quest’ultimo viene consultato automaticamente dall’intelligenza artificiale, evitando di dover aprire un’altra applicazione per controllare. Magari stavamo per rispondere di essere liberi, avendo dimenticato l’impegno già preso, e invece possiamo rispondere con consapevolezza che siamo già occupati, oppure avere la conferma di essere effettivamente disponibili.

Un altro esempio di questa intelligenza artificiale proattiva riguarda le fotografie: quando qualcuno ci scrive chiedendoci di inviare le foto scattate la sera precedente a cena o durante una festa, l’IA comprende il contesto e ci offre immediatamente il pulsante per la condivisione delle immagini dalla galleria fotografica dello smartphone.

È importante chiarire che Now Nudge non è un’intelligenza artificiale che monitora automaticamente ciò che scriviamo su WhatsApp: l’eventuale attivazione di questa funzione avviene solo previo consenso esplicito dell’utente.

Circle to Search e l’editing fotografico potenziato

Rimangono e si evolvono anche le funzioni di intelligenza artificiale ormai consolidate sui Samsung Galaxy della serie S26.

Circle to Search, sviluppata anch’essa da Google, si arricchisce nella nuova versione: può ora riconoscere più elementi e oggetti all’interno della stessa immagine cerchiata sul display e, nel caso si tratti di indumenti o oggetti come vestiti o borse, può fornire direttamente link per il loro acquisto.

Per quanto riguarda l’editing fotografico basato sull’IA, è possibile naturalmente rimuovere oggetti e persone da uno scatto. Non solo: attraverso un prompt di testo si può anche aggiungere un elemento all’interno di un’immagine.

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La serie S26 offre però anche una nuova funzione che consente di eseguire direttamente sul telefono ciò che ormai si può fare all’interno delle app di Gemini, ChatGpt o altri chatbot: unire elementi provenienti da due foto diverse.

Per esempio, è possibile modificare l’aspetto di un selfie aggiungendo sulla testa della persona un cappello preso da un altro scatto realizzato appositamente. Si caricano entrambe le immagini all’interno della Galaxy AI, potenziata da Gemini, e avviene l’unione tra il selfie e gli altri elementi.

La foto risultante, modificata dall’intelligenza artificiale, presenterà un watermark, una piccola stella in basso a destra, che ne certifica la natura di immagine generata dall’IA.

A questo proposito Samsung ha ribadito, ancora una volta, che i dati condivisi con la Galaxy AI utilizzati per le operazioni più complesse sul cloud di Google, come la generazione delle immagini, non contribuiscono all’addestramento dei futuri modelli di IA di Google e vengono rimossi dai server dopo trenta giorni.

Nell’area demo allestita da Samsung a San Francisco è stato anche mostrato come Gemini sull’S26 sia ora in grado di ricostruire elementi nelle fotografie. L’esempio presentato riguardava una torta a cui mancava una fetta: l’intelligenza artificiale è stata capace di ricomporre la torta e riportarla al suo aspetto originale.

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