Tre decenni di Pokémon, un fenomeno che trascende le generazioni.
È difficile immaginare se Satoshi Tajiri, mentre concepiva l’idea di un videogioco incentrato sulla raccolta di creature tascabili, avesse previsto che Pokémon, dopo tre decenni, sarebbe diventato un franchise con quasi 500 milioni di copie vendute.
È ancor più incerto se avesse potuto immaginare che il marchio sarebbe diventato così pervasivo, tanto da conquistare un intero minuto del Super Bowl nel 2026, presentando personaggi come Lady Gaga, Charles Leclerc e Lamine Yamal che parlano in mondovisione dei loro Pokémon preferiti.
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Collezionare creature tascabili
Da piccolo, Tajiri amava raccogliere insetti, aspirando a diventare un entomologo. Crescendo, fondò una rivista dedicata ai videogiochi arcade, che gli permise di incontrare l’illustratore Ken Sugimori e che decise di chiamare Game Freak: il progetto riscosse un buon successo e gli conferì una certa notorietà come giornalista videoludico.
La rivelazione riguardo alla sua creazione più celebre, però, giunse in un secondo momento: Tajiri aveva formato un proprio team di sviluppo di videogiochi che aveva preso il nome di Game Freak, la sua rivista. Giocando con il Game Boy, rimase colpito dalle opportunità offerte dal cavo Game Link, che consentiva di collegare due console. Grazie a questa tecnologia, si rese conto che sarebbe stato possibile anche trasferire contenuti tra diverse cartucce. Con questa intuizione – e forte della sua esperienza da collezionista di insetti – il creatore giapponese unì questi due mondi: concepì un videogioco in cui i giocatori potessero raccogliere creature e scambiarle con gli amici per completare la loro collezione.
Quando presentò l’idea, Nintendo la accolse con entusiasmo e decise di sostenerla: a supportare Game Freak c’era anche il leggendario Shigeru Miyamoto, creatore di franchise come Mario e The Legend of Zelda, che divenne un punto di riferimento per Tajiri. Fu proprio Miyamoto a suggerire di realizzare due versioni “gemelle” dei giochi Pokémon, che differivano solo per le creature che era possibile catturare: in questo modo si sarebbe potuto stimolare i giocatori a interagire e socializzare, collegando le loro console per scambiarsi i Pokémon mancanti e completare la collezione.
Il 27 febbraio 1996 segna l’arrivo sul mercato giapponese di Pokémon Rosso e Pokémon Verde. Sebbene le vendite iniziali non fossero straordinarie, subirono un’impennata con l’esplosione della prima Pokémania, legata all’ottenimento di un Pokémon segreto – Mew, ancora oggi molto amato dai fan – per il quale vennero organizzate vere e proprie lotterie. Grazie al passaparola e alla passione dei collezionisti, il gioco divenne un fenomeno e la notorietà della proprietà intellettuale crebbe enormemente. L’idea di un videogioco che ricreava l’entusiasmo infantile di Tajiri non solo si rivelò vincente, ma era destinata a superare i confini del videogioco.
Un colosso della cultura pop
Negli anni successivi, Pokémon non si limitò a espandersi nel resto del mondo, ma iniziò a vedere l’emergere di adattamenti di ogni tipo, che continuano a essere comuni: dalla serie animata ai film, fino al gioco di carte collezionabili – che riproduceva le dinamiche di cattura dei Pokémon.
Se nel 1996 The Pokémon Company – l’azienda che gestiva il marchio, fondata dai finanziatori Nintendo, Game Freak e Creatures – si occupava della gestione e distribuzione dei videogiochi, nel 2026 parliamo di un colosso multifunzionale dell’intrattenimento.
Le serie animate, trasmesse in 192 Paesi, hanno raggiunto oltre un miliardo di spettatori. Gli adattamenti cinematografici, usciti regolarmente dal 1998, tra film animati e spin-off, hanno generato quasi $2 miliardi di incassi. L’adattamento manga ha avuto un grande successo e il gioco di carte collezionabili è diventato un’istituzione – tanto che alcune carte hanno raggiunto valori stratosferici, come dimostra il caso di quella acquistata da Logan Paul nel 2021 per $5 milioni e rivenduta nel 2026 per $16,5 milioni. Si tratta di Pikachu Illustrator, un pezzo praticamente introvabile prodotto in soli quaranta esemplari, diventato oggetto del desiderio dei collezionisti più abbienti.
Nel 2016, in occasione del ventesimo anniversario della saga, si verificò una nuova Pokémania a livello globale: accadde con il lancio di Pokémon Go, un gioco per smartphone in realtà aumentata, che incoraggiava i giocatori a esplorare le loro città per catturare Pokémon attraverso lo schermo del telefono. Il successo fu così travolgente che, sebbene avesse l’effetto positivo di far incontrare di persona moltissimi giocatori che si divertivano insieme, sollevò anche preoccupazioni per i comportamenti irresponsabili di alcuni utenti – che, ad esempio, andavano a caccia di Pokémon mentre guidavano, o in alcuni casi si introdussero perfino in commissariati di polizia per cercare i mostriciattoli suggeriti dalla mappa della città. Inoltre, inizialmente il gioco segnalava come punti di interesse dove catturare Pokémon anche luoghi in cui sarebbe stato del tutto inappropriato giocare, come il memoriale di Hiroshima, il cimitero di Arlington o luoghi di culto e preghiera sparsi nel mondo.
Al di là delle controversie, Pokémon Go – con oltre un miliardo di download – ha generato una nuova e duratura ondata di popolarità per il marchio, con i giochi che hanno visto un incremento nelle vendite e anche gli adattamenti, disponibili sui servizi di streaming, che hanno registrato picchi di spettatori.
La febbre da Pokémon, in questi trent’anni, ha coinvolto anche il settore dei giocattoli e dei gadget: recentemente, i celebri mattoncini LEGO hanno celebrato le creature di Game Freak con una collezione dedicata, incluso un set dal costo elevato (oltre 600 euro), pubblicizzato con la consapevolezza che la serie ha il potere di unire le generazioni. Se, infatti, Tajiri aveva inizialmente pensato di realizzare un gioco per bambini, la realtà è che trent’anni dopo gli appassionati di Pokémon appartengono a tutte le fasce di età, tanto che i set LEGO sono stati promossi mostrando trentenni in carriera pronti a divertirsi con i Pokémon a mattoncini: è solo un’ulteriore prova dell’universalità di una saga che è riuscita, anche grazie alla sua pervasività, a comunicare con milioni di persone diverse – e a farlo per trent’anni.
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Il futuro di Pokémon
Per quanto riguarda i videogiochi, da un po’ di tempo la serie Pokémon si sviluppa su due percorsi distinti: da un lato, i fan non sono del tutto soddisfatti delle scelte fatte da Nintendo e Game Freak, con episodi come il recente Leggende Pokémon Z-A che non hanno suscitato grande entusiasmo. Tuttavia, a giudicare dalle vendite, il fenomeno Pokémon non sembra risentirne più di tanto: Z-A ha superato in pochi mesi 12 milioni di copie e il precedente Pokémon Scarlatto e Violetto, anch’esso criticato dai fan al momento della sua uscita nel 2022, ha superato i 28 milioni. Inoltre, i Campionati Mondiali di Pokémon rimangono un evento di riferimento e sono sempre molto affollati.
Si potrebbe affermare che, in un certo senso, Pokémon continua a reggersi su fondamenta solide costruite nel corso della sua lunga storia: a prescindere dalle novità e dalle polemiche riguardanti la mancanza di innovazione tecnica in cui la saga si è trovata, per la maggior parte dei fan l’arrivo di un nuovo gioco rimane un evento imperdibile.
È una forza di cui The Pokémon Company è ben consapevole: non è un caso che proprio l’universalità della serie sia stata al centro del suo passaggio al Super Bowl. Vedere celebrità della musica, dello spettacolo e dello sport raccontare quale sia il loro mostriciattolo preferito è un riassunto perfetto di come i Pokémon siano riusciti a raggiungere davvero tutti.
Nel 2026, possiamo affermare con certezza: il sogno di Satoshi Tajiri iniziava “solo” come un videogioco per Game Boy. Ma, trent’anni dopo, è diventato un autentico fenomeno intergenerazionale.
La Pokémon Week di eBay
Anche eBay commemora i Pokémon, e lo fa con un’intera settimana di eventi su eBay Live, la nuova piattaforma di shopping interattivo in diretta che connette acquirenti e venditori in tempo reale. La Pokémon Week si svolgerà fino al primo marzo con una serie di appuntamenti quotidiani dedicati alle celebri carte collezionabili. L’evento principale si terrà venerdì 27 febbraio, con l’imperdibile Box Break di Gym Heroes, una delle serie classiche di carte Pokémon tra le più amate dai collezionisti, con aste a partire da €1, organizzate da Mirmex Collectibles e Xiuder, noto influencer e streamer italiano.
I Pokémon sono stati cercati su eBay più di 360 volte al minuto in media nel 2025. Protagonista indiscusso è Pikachu, che è stato cercato a livello globale più di 3.300 volte all’ora nel 2025 e le sue vendite sono aumentate del +120% in prossimità del trentennale. Con centinaia di migliaia di carte disponibili, i Pokémon dominano la categoria dei Collectibles su eBay anche in Italia, confermandosi uno dei segmenti più forti e consolidati del marketplace.
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