Unghie lunghe, presto sarà più facile interagire con i touchscreen
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Chi ha le unghie lunghe è consapevole che utilizzare uno smartphone o un tablet può risultare complicato, poiché costringe a posizionare, in modo un po’ impacciato, il polpastrello sul display per inviare messaggi o navigare tra le pagine. Tuttavia, presto sarà possibile interagire con i dispositivi in maniera più agevole. Un team di ricercatori del Centenary College of Louisiana, negli Stati Uniti, sta infatti lavorando a uno smalto che risolverà questa difficoltà.
I primi risultati sono stati presentati durante il congresso primaverile dell’American Chemical Society, tenutosi ad Atlanta dal 22 al 26 marzo 2026, che ha visto la partecipazione di quasi 11 mila contributi scientifici provenienti da tutto il mondo.
La questione da risolvere
Per comprendere la sfida, è necessario partire dal funzionamento dei touchscreen moderni, che sono capacitivi, cioè basati su un campo elettrico distribuito sulla superficie. Quando un materiale conduttivo, come la pelle, entra in contatto con essi, modifica questo campo: la capacità elettrica locale varia e viene interpretata come un tocco. Le unghie, tuttavia, sono isolanti: non conducono elettricità e, di conseguenza, non generano alcuna variazione rilevabile.
I tentativi passati
Iniziative precedenti avevano cercato di ottenere la conduttività attraverso uno smalto contenente nanotubi di carbonio o particelle metalliche. Queste soluzioni presentavano due limiti significativi: i materiali aggiunti potevano risultare pericolosi se inalati durante il processo produttivo e avevano una scarsa resa cromatica, con un effetto scuro e opaco.
Il team statunitense ha ora cercato di raggiungere lo stesso obiettivo senza compromettere la sicurezza e l’estetica.
Le due molecole selezionate
Gli esperti hanno quindi esaminato 13 smalti trasparenti disponibili sul mercato e oltre 50 additivi, seguendo un approccio basato su tentativi ed errori. Dopo aver testato centinaia di combinazioni, hanno identificato due molecole in grado di fornire risultati soddisfacenti: l’etanolammina, una sostanza organica amminoalcolica, che si presenta come un liquido viscoso e incolore, con un odore di ammoniaca, e la taurina, un amminoacido solforato, utilizzato anche come integratore alimentare.
Il primo composto ha dimostrato di essere efficace nel garantire la conduttività, ma ha mostrato una certa tossicità. Il secondo si è rivelato più sicuro, ma tendeva a opacizzare leggermente la formula. Combinandoli, gli scienziati sono riusciti a creare uno smalto capace di registrare il tocco su uno smartphone. Il prodotto, applicabile su qualsiasi manicure o su unghie naturali, potrebbe risultare utile anche per migliorare la conduttività di chi presenta callosità sui polpastrelli.
Il meccanismo d’azione
A differenza delle prove condotte in passato, basate su materiali intrinsecamente conduttivi, la nuova formulazione opera attraverso una chimica acido-base, in cui gli acidi cedono protoni (cariche positive) e le basi li accolgono: in questo caso, la taurina svolge il primo ruolo, mentre l’etanolammina il secondo.
Il continuo scambio consente a piccole cariche positive di muoversi lungo il rivestimento dello smalto. Quando l’unghia tocca lo schermo, il campo elettrico del display subisce una leggera modifica. È un po’ come toccare la superficie di uno stagno: il gesto è minimo, ma sufficiente a increspare l’acqua. Allo stesso modo, questa variazione impercettibile è sufficiente affinché il dispositivo riconosca il comando.
I limiti e le sfide future
I risultati ottenuti sono incoraggianti, anche se il cammino per arrivare a un prodotto commercializzabile è ancora lungo. “La formula attuale è instabile: la distribuzione sull’unghia non è uniforme e l’etanolammina evapora rapidamente, limitando l’efficacia alle ore successive all’applicazione”, spiega il chimico Joshua Lawrence, responsabile del progetto. “Inoltre, desideriamo sviluppare una versione completamente atossica. Nonostante queste problematiche, riteniamo di aver individuato il principio corretto. Ora il lavoro continua con ulteriori test, mentre è già stata presentata una domanda di brevetto provvisorio”.
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