Abusi in famiglia tra droga e alcol: il racconto choc in aula a Ferrara

L’avrebbe violentata, picchiata e minacciata di morte, arrivando ad abusare anche della figlioletta minorenne di lei. È un racconto che fa venire i brividi quello fatto da una donna di origini straniere, chiamata a deporre ieri (mercoledì 21 ottobre) in aula davanti al collegio del tribunale di Ferrara. A lei è toccato ripercorrere le pesanti accuse che la Procura muove nei confronti di un uomo 59enne di nazionalità marocchina, oggi a processo insieme a una donna italiana di 49 anni.
I due devono rispondere a vario titolo di violenza sessuale semplice e aggravata anche nei confronti di minore, tentata violenza sessuale, minacce aggravate, percosse e lesioni personali, tutte con l’aggravante della continuazione.
Secondo quanto riferito dalla testimone, i fatti risalirebbero al 2025 e si inserirebbero in un contesto domestico segnato dall’abuso di alcol e stupefacenti, che l’uomo avrebbe consumato insieme alla coimputata sotto lo stesso tetto dove vivevano anche la donna e i figli.
Un ambiente che la stessa ha descritto come caratterizzato da “un clima di paura costante“.
Sentita dal collegio, ha raccontato che al rifiuto di avere rapporti l’imputato avrebbe reagito con spinte e con la forza, rivolgendole frasi minatorie del tipo “stai buona” e minacce esplicite di buttarla fuori casa e di uccidere lei e i figli.
A farne le spese, sempre secondo quanto emerso in aula, sarebbe stata anche la figlia minorenne. La madre ha detto di aver notato nella ragazzina un cambiamento: tristezza, isolamento in camera, rifiuto della scuola e del cibo. La minorenne avrebbe poi confidato a scuola, tramite le assistenti sociali, presunte molestie da parte dell’uomo, che si sarebbero verificate nella sua stanza. Da lì la convocazione della madre da parte dell’istituto.
Dopo la convocazione, mentre i due imputati la stavano accompagnando in auto a scuola insieme alla figlia, l’uomo l’avrebbe schiaffeggiata alla testa davanti alla bambina, ritenendola responsabile della situazione scolastica. Altri schiaffi, ha aggiunto, l’e sarebbero stati dati per aver rifiutato di assumere droga.
Episodi che la donna avrebbe collegato anche all’accesso al pronto soccorso di Cona, nel marzo 2025, per una forte cefalea, come riportato nel referto medico prodotto in aula dal pm.
Quanto alla posizione della 49enne, la testimone ha riferito di condotte aggressive: in un caso sarebbe entrata in camera mentre dormiva con una bottiglia in mano, in un altro avrebbe rotto il vetro della porta per rientrare, insultandola e spintonandola davanti ai figli.
La situazione sarebbe finita quando la donna decise di lasciare la casa con i figli. Toccherà ora al collegio del tribunale vagliare le dichiarazioni rese in aula e fare luce sulle pesanti accuse mosse ai due.
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