Crollo del viadotto Trigno, l’Anas aveva interdetto il transito: “Due veicoli hanno violato il divieto”
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Anas aveva disposto la chiusura del viadotto Trigno dalle 19 del 1 aprile, il quale collega l’Adriatica tra Abruzzo e Molise, crollato il giorno seguente. La chiusura al traffico, attuata in via precauzionale a causa dell’esondazione del fiume Trigno e delle avverse condizioni meteorologiche, è stata realizzata mediante l’installazione di barriere (jersey in plastica riempiti d’acqua) e la segnaletica con indicazioni sui percorsi alternativi. “Il provvedimento – si legge in una nota diramata da Anas – è stato adottato in sede di comitato presso la Prefettura di Campobasso con la partecipazione di Anas, dei membri della Protezione civile, della Provincia, dei Comuni e degli altri enti coinvolti”.
Dai controlli, effettuati anche tramite l’analisi dei filmati, emerge che due veicoli hanno attraversato il tratto chiuso, infrangendo il divieto di circolazione. La targa dell’auto dell’uomo disperso, Domenico Recanati, 53 anni, del quale non si hanno più notizie dalle 9 del mattino del 2 aprile, è stata rinvenuta il giorno successivo tra un albero e un pilone del ponte crollato. L’altra auto è riuscita a salvarsi per un soffio.
Il viadotto Trigno, come tutte le infrastrutture della rete Anas, è soggetto a controlli periodici e a interventi di manutenzione, con l’intento di garantire la sicurezza degli utenti.
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