Professore di Unife colpito al capo col piede di porco dai ladri: «Sono stato miracolato»

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«Mi è andata bene. Il medico mi ha detto che sono stato miracolato. Bastava un colpo più a lato e potevo rimanerci secco». Tanta paura per Livio Zerbini, professore di Storia Romana a Unife, aggredito e colpito alla testa con un piede di porco appuntito dopo un faccia a faccia con una banda di cinque ladri entrati a casa del fratello.

Il fatto è accaduto ieri, domenica 27 settembre, a Sermide, in provincia di Mantova, intorno all’ora di pranzo.

Zerbini era lì per il battesimo del nipote. «Tra le 12.20 e le 12.30 – racconta – una vicina di mio fratello ci ha avvisato che qualcuno stava scavalcando la siepe della sua abitazione. Insieme ad altri abbiamo deciso di andare con lui, per non lasciarlo solo. Pensavamo di andare a vedere cosa avessero rubato, ma in realtà erano ancora in casa».

Secondo quanto riferito dal professore, i ladri sono stati probabilmente avvisati che stava arrivando qualcuno. In casa è stato infatti trovato un borsone con all’interno dei walkie-talkie. I malviventi sono quindi scappati in auto, una Bmw guidata da uno della banda che li attendeva. Un altro è stato invece fermato dal nipote di Zerbini, che fa il poliziotto.

«Quando si sono accorti che ne mancava uno – continua Zerbini – sono tornati indietro in maniera spregiudicata. Per farsi largo sono scesi dall’auto con un piede di porco in ferro. Nel tentativo di recuperarlo, uno mi ha sferrato un colpo alla testa. Mi ha preso alla sprovvista. Mi ero interposto per proteggere mio nipote. Uno dei ladri mi ha inoltre minacciato con un taser, dicendo ‘ti sparo, ti uccido‘. Mio fratello è rimasto invece ferito a una mano, mentre a me è andata peggio».

Alla fine i quattro ladri sono fuggiti, lasciando lì il complice, che è stato arrestato.

Zerbini è stato trasferito in ambulanza a Pieve di Coriano, dove è stato sottoposto ad accertamenti e gli sono stati praticati alcuni punti di sutura per rimarginare una ferita di quindi centimetri. «Ho fatto la Tac, fortunatamente mi è stato detto che non è stato intaccato nulla, ma devo rimanere sotto osservazione e cambiare spesso la medicazione».

Nonostante tutto, stamattina era già dietro la cattedra. «Avevo degli esami, i ragazzi hanno speso soldi per il biglietto del treno per venire. Cosa facevo, saltavo tutto? Avevo un po’ di mal di testa, ma ho ritenuto fosse la scelta corretta».

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