Da JD Vance a Peter Thiel: la politica dell’apocalisse

Da JD Vance a Peter Thiel: la politica dell’apocalisse 1

La politica della fine dei tempi unisce fede religiosa, potere tecnologico e ambizioni governative negli Stati Uniti. Le parole di JD Vance sull’apocalisse riportano l’attenzione sul legame con Peter Thiel, sulle teorie dell’Anticristo diffuse dal miliardario e sull’impiego delle tecnologie di Palantir nelle operazioni contro i migranti. Sullo sfondo resta il racconto apocalittico dell’intelligenza artificiale, promosso anche dalle aziende che ne controllano lo sviluppo.

«Se questo porterà alla fine dei tempi, va bene». Una parte dell’intervista concessa dal vicepresidente statunitense JD Vance al podcaster cristiano Bryce Crawford ha riportato l’apocalisse dentro il dibattito politico americano. La frase ha attirato l’attenzione anche per il ruolo istituzionale di chi l’ha pronunciata e per la vicinanza di Vance a Peter Thiel, miliardario della tecnologia da anni impegnato a discutere pubblicamente dell’Anticristo.

L’intervento completo di Vance richiede però una precisazione. Il vicepresidente affermò che dedicare troppa attenzione alla fine dei tempi può diventare dannoso e aggiunse di volersi concentrare sul compiere «il più possibile l’opera di Dio». Proseguì dicendo che avrebbe accolto tanto la fine dei tempi quanto la costruzione di «un mondo migliore che prosperi e sopravviva molto a lungo» dopo la sua morte. Ridurre le sue parole a un auspicio per l’apocalisse altererebbe quindi il contenuto dell’intervista. Resta l’ingresso di un linguaggio religioso estremo nel discorso di uno degli uomini più potenti degli Stati Uniti.

Dalla Bibbia delle profezie alla Casa Bianca

Vance ha raccontato di essersi interessato alla fine dei tempi fin dall’infanzia, quando ricevette una Bibbia commentata dal pastore evangelico John Hagee. Dopo un periodo di lontananza dalla religione, nel 2019 si convertì al cattolicesimo. Durante il colloquio con Crawford ha ammesso che alcuni avvenimenti potrebbero indurlo a pensare che l’Anticristo sia già fra gli esseri umani.

La fede del vicepresidente appartiene ormai anche alla sua identità politica. Il suo rapporto con Peter Thiel nacque nel 2011, durante gli studi alla Yale Law School. Vance assistette a una conferenza dell’imprenditore e in seguito la descrisse come il momento più importante della propria esperienza universitaria.

Nel 2016 entrò in Mithril Capital, società fondata da Thiel. Quattro anni più tardi partecipò alla nascita di Narya Capital, sostenuta economicamente dal miliardario e da altri investitori della Silicon Valley. I nomi di Mithril, Narya e Palantir provengono tutti dall’universo narrativo del “Signore degli Anelli”.

Il passaggio di Vance alla politica ricevette un aiuto ancora più diretto. Thiel versò complessivamente 15 milioni di dollari al comitato che sostenne la sua candidatura al dell’Ohio nel 2022. Fu uno dei maggiori finanziamenti mai destinati da una sola persona a un candidato al Senato tramite un comitato esterno. Thiel contribuì anche ad avvicinare Vance a Donald Trump, favorendo la riconciliazione fra i due dopo le dure critiche rivolte in passato dallo scrittore di “Hillbilly Elegy” al futuro presidente.

Peter Thiel e la ricerca dell’Anticristo

L’interesse di Thiel per l’apocalisse cristiana ha assunto negli ultimi anni una forma pubblica. Nel 2025 organizzò a San Francisco quattro lezioni dedicate all’Anticristo, presentandosi come un «cristiano ortodosso con la o minuscola». Gli incontri proseguirono in seguito anche in Europa.

Secondo le registrazioni ottenute dalla stampa, Thiel descrisse l’Anticristo del XXI secolo come un luddista intenzionato a fermare la scienza. Fra gli esempi indicò Greta Thunberg ed Eliezer Yudkowsky, ricercatore noto per i suoi allarmi sui rischi dell’intelligenza artificiale. Nella sua interpretazione, la paura del cambiamento climatico, della guerra nucleare e delle tecnologie avanzate potrebbe favorire la nascita di un’autorità mondiale capace di limitare ricerca e innovazione.

Le idee religiose si sovrappongono a una critica della formulata molto prima. Nel saggio “The Education of a Libertarian”, pubblicato nel 2009, Thiel scrisse di avere smesso di credere che libertà e democrazia fossero compatibili. Indicò il cyberspazio, le comunità costruite in mare e l’esplorazione spaziale come possibili vie di fuga dalla politica tradizionale.

Thiel ha finanziato il Seasteading Institute, nato per studiare insediamenti galleggianti sottoposti a ordinamenti propri, e progetti legati al prolungamento della vita. La tecnologia assume così il valore di uno strumento capace di superare limiti politici, territoriali e biologici. Il potere resta affidato agli imprenditori dotati del capitale necessario per costruire quelle alternative.

Anche Dialog, rete privata fondata nel 2006 da Thiel e Auren Hoffman, riunisce esponenti della politica, della finanza, dell’esercito, dell’università e dell’industria tecnologica. Documenti trapelati nel 2026 hanno mostrato una lista di 222 persone registrate a un ritiro e incontri dedicati alla guerra mondiale, all’intelligenza artificiale, alle sette e alle tecnologie militari. La presenza in quei documenti indicava la registrazione agli eventi e non consentiva sempre di distinguere fra membri, ospiti e relatori.

Il nazionalismo cristiano e la violenza politica

L’idea di una fine imminente possiede conseguenze che superano la discussione teologica. Una ricerca del politologo James Piazza, pubblicata nel 2026, ha studiato il rapporto fra nazionalismo cristiano, convinzioni apocalittiche e sostegno alla violenza politica negli Stati Uniti.

I risultati collegano l’accettazione della violenza a fattori quali il senso di vittimizzazione, il rafforzamento delle identità razziali e religiose e la fiducia nelle fonti cospirazioniste. L’apocalisse diventa così una lente con cui interpretare il conflitto politico e la società, accrescendo l’ostilità verso i gruppi percepiti come estranei.

Una parte dell’estrema destra adotta anche forme di accelerazionismo violento. Secondo l’Anti Defamation League e l’Institute for Strategic Dialogue, queste correnti puntano ad aggravare i conflitti sociali per provocare il collasso delle istituzioni e costruire uno Stato etnico bianco. L’etichetta comprende tradizioni intellettuali differenti, perciò sarebbe scorretto applicare automaticamente la definizione suprematista a ogni teoria accelerazionista. La variante neo nazista attribuisce però alla violenza una funzione esplicita nella distruzione dell’ordine democratico.

La distanza dalla dottrina cattolica

Il riferimento di Vance alla fine dei tempi acquista un significato particolare anche per la sua appartenenza alla Chiesa cattolica. Il Catechismo parla dell’Anticristo come di una forma di pseudo messianismo in cui l’essere umano glorifica se stesso al posto di Dio. Condanna inoltre la pretesa di realizzare politicamente la salvezza religiosa.

La dottrina cattolica affida a Dio i tempi della fine e rifiuta l’idea che l’azione politica possa accelerarla. L’identificazione fra fede cristiana e desiderio di provocare l’apocalisse risulta quindi impropria. Le parole di Vance restano ambigue sul piano istituzionale, soprattutto perché associano il lavoro di un vicepresidente all’«opera di Dio», senza costituire una dichiarazione esplicita a favore della distruzione del mondo.

Palantir porta la tecnologia dentro le espulsioni

Il rapporto fra Thiel e il potere pubblico produce conseguenze concrete anche lontano dalle sue riflessioni religiose. Palantir, azienda da lui cofondata, lavora da anni con le autorità federali statunitensi e con l’Immigration and Customs Enforcement.

Nell’aprile 2025 l’ICE assegnò a Palantir un contratto da 29,8 milioni di dollari per sviluppare ImmigrationOS. I documenti federali descrivono una piattaforma destinata a seguire l’intero percorso delle operazioni, dall’identificazione delle persone fino all’espulsione, fornendo anche informazioni quasi immediate sulle partenze volontarie e sulle permanenze oltre la scadenza del visto.

Il contratto rende visibile il passaggio dalle idee alla struttura materiale dello Stato. Il fondatore che presenta la tecnologia come alternativa alla politica ha contribuito alla crescita di una società i cui sistemi sostengono proprio l’esercizio del potere governativo sulle persone migranti.

L’intelligenza artificiale fra salvezza e catastrofe

Il linguaggio della fine dei tempi compare anche nel dibattito sull’intelligenza artificiale. Elon Musk descrisse nel 2014 lo sviluppo dell’IA come l’atto di «evocare il demone». Nel settembre 2026 Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha chiesto di rallentare l’aumento delle capacità dei sistemi più avanzati. Sam Altman, Elon Musk e Demis Hassabis hanno sostenuto almeno parte delle sue proposte, fra cui un maggiore accesso per valutatori indipendenti.

Gli avvertimenti meritano attenzione, benché provengano dalle stesse imprese che competono per realizzare sistemi sempre più potenti. Il richiamo alla possibile estinzione umana può favorire regole di sicurezza e, nello stesso tempo, rafforzare l’autorità di chi afferma di controllare una tecnologia tanto pericolosa da decidere il destino della specie.

I problemi già misurabili hanno una natura meno spettacolare. L’Agenzia internazionale dell’energia ha calcolato che nel 2025 la domanda elettrica dei centri dati è cresciuta del 17 per , contro un aumento mondiale dei consumi elettrici pari al 3 per cento. Negli Stati Uniti i centri dati potrebbero assorbire quasi la metà della crescita della domanda di elettricità entro il 2030.

Anche gli effetti sul lavoro richiedono cautela. Lo Stanford AI Index 2026 registra conseguenze più forti sui giovani impiegati nelle professioni maggiormente esposte, mentre le perdite occupazionali su larga scala restano assenti dai dati generali. I vantaggi di produttività risultano misurabili in attività circoscritte e ancora incerti sull’intera economia.

La politica della fine dei tempi concentra l’attenzione su Anticristo, superintelligenza ed estinzione. Intanto, le tecnologie già disponibili decidono chi viene sorvegliato, quali persone diventano bersagli delle espulsioni, quanta energia viene consumata e chi controlla le infrastrutture digitali. Sono effetti presenti, documentabili e affidati a imprese private legate sempre più strettamente al potere politico.

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