Il medico sportivo Ferrari ha sporto denuncia per diffamazione aggravata contro due giornalisti accusati di doping.

Il medico sportivo Ferrari ha sporto denuncia per diffamazione aggravata contro due giornalisti accusati di doping. 1

Il rinomato medico sportivo di Ferrara Michele Ferrari ha sporto denuncia contro due giornalisti per diffamazione aggravata. Christian Heide-Jørgensen, di 53 anni, e Jeppe Laursen Brock, di 41, sono accusati di aver redatto e pubblicato congiuntamente un articolo sul giornale online danese Politiken, considerato da Ferrari stesso diffamatorio nei suoi confronti.

L’articolo in questione è datato 3 febbraio 2020 e, secondo quanto sostenuto dall’accusa, suggerisce il coinvolgimento del noto medico in questioni di doping legate a un ciclista di fama.

Ferrari è riconosciuto a livello internazionale come preparatore di atleti nel ciclismo, tra cui spicca il nome di Lance Armstrong, che ha trionfato nel Tour de France per sette edizioni consecutive dal 1999 al 2005.

L’inchiesta di Politiken si basava su un “rapporto riservato” secondo il quale l’ex campione danese Jakob Fuglsang sarebbe stato oggetto di indagine per possibili collegamenti con Ferrari, il quale era già stato accusato in passato di somministrare sostanze dopanti a diversi atleti che si rivolgeva a lui.

Le 24 pagine del dossier, risalenti all’estate del 2019, erano state commissionate – come riportano i due giornalisti danesi – dalla Cycling Anti-Doping Foundation (Cadf), l’ente indipendente per il controllo antidoping nel ciclismo, e si sarebbero basate su dati che associavano la stella danese al medico squalificato Michele Ferrari.

Il quotidiano scandinavo evidenziava che “il medico italiano è stato squalificato (inibito, ndr) a vita da qualsiasi attività sportiva. La squalifica è stata imposta dopo che, nel 2012, è emerso il suo ruolo di architetto del vasto programma di doping del campione del Tour de France Lance Armstrong, che comprendeva eritropoietina, testosterone e trasfusioni di sangue vietate. Pertanto, avvalersi di Ferrari come consulente, allenatore o medico è ora soggetto a una squalifica di due anni”.

Ferrari rispose prontamente all’articolo, dichiarando che “ancora una volta, purtroppo, mi trovo costretto a smentire l’ultima bufala mediatica che mi preoccupa”. “Il ‘Rapporto’ – aggiungeva – si basa su false segnalazioni provenienti da possibili parti interessate. Non sono mai stato condannato per doping”.

Pochi giorni dopo, il 6 febbraio 2020, la Cadf ha dichiarato che non era in corso alcuna procedura disciplinare nei confronti di Jakob Fuglsang e del dott. Ferrari.

Negli anni successivi, Ferrari ha ottenuto ragione in sede giudiziaria. Accusato e, inizialmente, condannato per doping (in relazione a fatti diversi da quelli del processo davanti al giudice estense), il medico ha visto la Cassazione annullare la sentenza di condanna. Il successivo processo ha portato all’assoluzione con formula piena poiché il fatto non sussiste.

Il processo attuale per diffamazione presso il tribunale di Ferrara, giunto alla fase dibattimentale e nel quale Ferrari si è costituito parte civile tramite l’avvocato Antonio Vesce dello Studio Bolognesi, è stato rinviato a luglio, poiché non è stato possibile notificare gli atti ai due diretti interessati.

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