Italiani trattenuti negli Emirati, programmati cinque voli di rimpatrio.
Persone con malattie croniche, anziani e individui fragili. Insieme ai 200 studenti dell’associazione World student connection rimasti intrappolati a Dubai al termine di una vacanza studio, anche diversi soggetti “vulnerabili” faranno ritorno in Italia. Tuttavia, non saranno gli unici.
Due voli commerciali speciali partiranno da Muscat con a bordo 300 passeggeri. Dallo stesso aeroporto, ieri è decollato un ulteriore gruppo di 127 passeggeri, tra cui la moglie e i figli del ministro Crosetto. Sulla stessa rotta – comunicano dal ministero degli Esteri – saranno presto disponibili ulteriori voli per coloro che desiderano rientrare tra i più di 7.800 italiani rimasti bloccati negli Emirati.
Da Abu Dhabi, invece, riprendono anche i voli commerciali di alcune compagnie, tra cui Etihad, che per oggi ha programmato due voli per l’Italia: uno alle ore 14:20 per Milano e l’altro alle ore 14:40 per Roma, riservati ai passeggeri che avevano un volo prenotato per i giorni scorsi e sono rimasti bloccati a causa della chiusura dello spazio aereo.
Studenti in partenza
I ragazzi sono stati trasferiti in autobus ad Abu Dhabi, dove attualmente ricevono assistenza da personale consolare in attesa del volo charter fornito dalla compagnia Oman Air, organizzato con il supporto della Farnesina, che partirà nel primo pomeriggio con destinazione Milano. “Personalmente mi sento molto sollevato, un po’ più tranquillo, ma non canto vittoria”, afferma uno degli studenti. “Diciamo che sarò completamente rilassato quando scenderò dall’aereo e mi troverò a Milano. In quel momento potrò dire: finalmente è finita. Adesso, su questo volo, c’è sicuramente un po’ di apprensione, un po’ di ansia. Ma speriamo che anche quest’ultimo passo venga superato”.
Il pagamento in contanti del volo per tornare in Italia
La macchina della Farnesina si è attivata e già in giornata saranno disponibili diversi autobus per Muscat, in Oman, da dove domani partirà un altro charter fornito dalla compagnia di bandiera omanita. “Per quelle europee non è possibile accedere alle aree di guerra, nemmeno i voli militari possono. Pertanto, dobbiamo utilizzare aerei nell’area del Golfo”, ha spiegato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento.
Secondo i primi passeggeri arrivati ieri sera in Italia, i costi non sono affatto contenuti. Per un volo è necessario pagare fino a 1.500 dollari in contanti. “O pagavi in contante o non partivi”, hanno riferito i primi italiani giunti a Roma. Molti non sono riusciti a raccogliere i contanti necessari e hanno dovuto rinunciare al volo. Più fortunati sono stati i turisti organizzati tramite tour operator, poiché nella maggior parte dei casi è stata la compagnia a farsi carico di costi aggiuntivi e trasferimenti.
I rinforzi diplomatici inviati a Muscat
Dall’alba, a Muscat sono giunti rinforzi per la struttura consolare: otto persone tra carabinieri, finanzieri e personale diplomatico e della Protezione civile sono state inviate per gestire l’emergenza. Un modo anche per vigilare – ha dichiarato il ministro Antonio Tajani questa mattina a Rainews24 – su potenziali “truffe o bagarini che tentino di vendere biglietti a prezzo maggiorato”.
Sistema di trasferimenti verso l’Oman
Nelle ultime ore è stato attivato un sistema di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti all’Oman: i primi spostamenti sono già in corso. Le istruzioni per i trasferimenti vengono inviate a chi si trova negli Emirati ed è registrato sull’app “Viaggiare Sicuri” o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. Un sistema simile è in fase di predisposizione da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita.
Primi voli commerciali da Dubai, ma posti limitati
Altri italiani potrebbero riuscire a partire sui pochi voli commerciali che le compagnie aeree a lungo raggio Etihad Airways ed Emirates, con sede ad Abu Dhabi e Dubai, e la low cost FlyDubai, hanno riattivato. Emirates ha comunicato che i clienti con prenotazioni precedenti avranno la priorità, mentre FlyDubai ha annunciato che opererà quattro voli in partenza e cinque in arrivo.
Secondo Dubai Airports, l’autorità che gestisce i due aeroporti della città, oggi i voli dovrebbero aumentare, ma ai passeggeri si consiglia di recarsi in aeroporto solo se informati dalla compagnia, poiché le operazioni e i posti sono limitati. I programmi vengono aggiornati di ora in ora, in base all’andamento del conflitto. Qatar, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita, nelle ultime ore hanno subito chiusure parziali o temporanee che potrebbero essere estese, mentre cresce il numero di aeroporti verso cui le compagnie sospendono o cancellano i voli.
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