“Mel Gibson e il suo spettacolo: le vendite di ivermectina raddoppiano grazie ai racconti di tre amici guariti dal cancro.”
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Mel gibson durante lo show
“Ti racconterò una storia interessante. Avevo tre amici affetti da cancro in fase terminale. Ora sono guariti”. L’attore Mel Gibson sa come catturare l’attenzione del pubblico. Il conduttore del podcast “Joe Rogan Experience” è curioso di scoprire come, anche se anticipa già la risposta. “Ivermectina” risponde Gibson. “Ivermectina e benzimidazolo”.
Il primo farmaco è utilizzato nei cavalli per eliminare i parassiti intestinali, ma è autorizzato anche per uso umano. Durante la pandemia è stato promosso sui social come rimedio fai da te per il Covid. I casi di sovradosaggio nei pronto soccorso americani sono aumentati nei primi anni della pandemia. Il secondo è impiegato esclusivamente in ambito veterinario, tra l’altro come anestetico. “C’è sempre di mezzo il profitto” critica Rogan. “Esistono terapie efficaci che non vengono utilizzate perché non generano profitto”.
Il podcast video è stato reso disponibile il 9 gennaio 2025. Nei primi sei mesi ha registrato 60 milioni di spettatori negli Stati Uniti e ha fatto crescere del 99,5% le vendite dei due farmaci.
Prescrizioni raddoppiate
Il problema delle informazioni mediche errate diffuse dai social sta diventando così serio da spingere la rivista Jama Network Open a indagarlo, con uno studio che ha confrontato l’uso dei due farmaci pubblicizzati da Gibson prima e dopo la trasmissione.
“Le prescrizioni di ivermectina e benzimidazolo sono raddoppiate tra il primo gennaio e il 31 luglio 2025 rispetto agli stessi mesi del 2024” scrive con preoccupazione la rivista. Quattro persone ogni 100mila negli Stati Uniti li hanno assunti (e altrettanti medici, evidentemente, li hanno prescritti).
La coppia di farmaci, spiega Jama, ha dimostrato una certa attività antitumorale in cellule in vitro e in cavie. Il National Cancer Institute americano ha annunciato di avere in programma studi più approfonditi.
Tuttavia, prima di essere somministrato agli esseri umani, anche solo in via sperimentale, ogni nuovo medicinale deve superare dei test di tossicità. La combinazione di ivermectina e benzimidazolo non ha mai superato tali test, almeno non in laboratori scientifici che si basano sui dati e non sulle “buone storie”.
La rinuncia alle cure ufficiali
Analizzando i pazienti che hanno ricevuto la prescrizione dei due farmaci, Jama osserva che sono principalmente malati di cancro (qui la pubblicazione del podcast ha portato a un incremento di due volte e mezzo delle prescrizioni), bianchi, maschi e residenti nel sud degli Stati Uniti. Anche se non in modo preciso, questi criteri potrebbero coincidere con il pubblico del podcast di Joe Rogan.
“L’alto tasso di prescrizioni tra i pazienti oncologici è molto allarmante” scrivono gli autori di Jama, coordinati dall’esperta di salute pubblica dell’ateneo Virginia Tech Michelle Rockwell, che si era occupata dell’ivermectina già durante il Covid.
“Le persone che affrontano malattie potenzialmente letali rischiano di abbandonare i trattamenti convenzionali, sostituendoli con terapie non verificate, che potrebbero consentire alla loro malattia di progredire”.
“Questa roba funziona”
Un’indagine condotta dal Pew Research Center negli Stati Uniti e citata dal New York Times ha rilevato che metà degli adulti sotto i 50 anni segue i consigli di salute e benessere di influencer che non possiedono una formazione specifica sull’argomento.
Gibson è uno di questi, con il suo “this stuff works, man”: questa roba funziona ripetuto durante lo show. “Non credo che esista nulla, tra i mali che affliggono l’umanità, che non abbia una cura naturale” ha affermato ancora a Joe Rogan. “Deve esserci qualcosa, ha senso che sia così. Non posso dimostrarlo, ma sono convinto che ci debba essere qualcosa che guarisce”.
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