’Ndrangheta a Ferrara: Varese, segnali premonitori

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"C’era già qualche indicazione. C’erano, ad esempio, degli incendi dolosi nei confronti di esercenti in centro e quello faceva un po’ sospettare" L’esperto internazionale di criminalità organizzata Federico Varese ha partecipato a Tgr Emilia-Romagna per analizzare l’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma che riguarda Ferrara. Il professore di Sociologia lavora al Centre d’Études Européennes et de Politique Comparée di Sciences Po a Parigi.

Secondo le ipotesi, i proventi dello spaccio di cocaina e le estorsioni vengono reinvestiti nei kartodromi, collegando così Ferrara ad Aprilia nel Lazio. Gli indagati presentano legami con le cosche ’ndrangheta di Alvaro di Sinopoli e Gallace di Guardavalle. Queste connessioni restano da verificare in sede giudiziaria.

Varese sottolinea che i fatti emersi hanno un’importanza particolare. "In passato ci sono anche stati degli studi che indicavano Ferrara come territorio a rischio. Però certo questa è una risultanza ancora da provare, ma comunque molto seria" Il sociologo richiama segnali di allarme già presenti, come gli incendi dolosi contro le attività commerciali.

L’esperto chiede di non confondere l’inchiesta in corso con il fenomeno della mafia nigeriana, già noto nel territorio ferrarese. "Il fenomeno della mafia nigeriana era molto diverso perché era un fenomeno di spaccio che non toccava la politica. Qui, come sappiamo, sono invece coinvolti un assessore e dei funzionari del Comune per il momento, quindi è un fenomeno molto diverso".

L’assessore Francesco Carità e due funzionari comunali sono tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma. L’inchiesta riguarda le infiltrazioni della ‘Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara.

Questa distinzione rende cruciale affrontare la questione senza sottovalutarne la portata, secondo il professore.

Varese interviene sulla commissione del Comune di Ferrara, sottolineando la necessità di garantire l’indipendenza del lavoro. "Sarebbe bene che in questa commissione ci fossero anche persone esterne, come giudici in pensione o avvocati particolarmente noti, magari anche non di Ferrara, per poter essere sicuri veramente che questa commissione sia indipendente e che magari porti delle proposte".

Non basta creare un organismo formale; serve una precisa volontà politica per prevenire le infiltrazioni e coinvolgere più soggetti. "Servirebbe una volontà politica di assicurarsi che questo tipo di fenomeni non avvengano e bisognerebbe coinvolgere anche le opposizioni, la società civile e non trovare solamente una soluzione burocratica e tecnica, perché quelle si possono aggirare facilmente e lo dimostrano anche molti studi".

L’obiettivo è costruire un percorso che produca proposte concrete. Questo richiede il contributo di professionalità esterne all’amministrazione e una pluralità di forze politiche e sociali.

Varese riflette sulla vulnerabilità economica del territorio. Ferrara, provincia in condizione di particolare fragilità secondo il quadro dell’intervento, non dovrebbe vedere nei capitali sospetti una soluzione alle difficoltà di sviluppo.

"Bisogna stare attenti – conclude Varese – a non cercare delle scorciatoie per lo sviluppo economico della provincia. La scorciatoia può essere accettare denaro e capitali di cui non si sa bene l’origine, credendo che sia una soluzione per il futuro della città. Invece sappiamo bene che non lo è e anzi peggiora la possibilità di uno sviluppo futuro".

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