Balboni: semplificazione dehors, dialogo tra imprese e PA

Alessandro Balboni, vicesindaco di Ferrara, evidenzia come le nuove norme governative mirino a snellire le procedure per i pubblici esercizi. L'obiettivo è garantire tempi più brevi per le autorizzazioni e ridurre gli adempimenti burocratici, favorendo al contempo un confronto più diretto tra le attività economiche e l'amministrazione. Queste disposizioni riguardano specificamente la concessione di spazi e aree pubbliche, includendo anche l'installazione dei dehors.
"In tutti questi anni e anche nel durissimo periodo del Covid abbiamo dato nuova vita alla città anche grazie ai locali pubblici e alle concessioni garantite per gli spazi esterni che funzionano come un presidio di sicurezza e di buona socialità. Ora grazie alle nuove disposizioni del governo i passaggi burocratici saranno più snelli e le imprese avranno tempi di risposta più brevi per le autorizzazioni culturali e paesaggistiche. Si tratta di una misura che favorirà il rapporto e il dialogo tra imprese e amministrazione che lavoreranno insieme con nuovi ed efficaci strumenti per il decoro urbano e la valorizzazione degli spazi, a partire proprio da quelli che stiamo rigenerando, come piazza Travaglio e Gobetti".
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera preliminare allo schema di riordino. Tra le novità principali vi è la drastica riduzione dei tempi per l'iter autorizzativo: i termini ordinari attuali, che potevano estendersi fino a 120 giorni, saranno ridotti a 45 giorni. Scattando il silenzio-assenso alla scadenza, l'autorizzazione si considererà concessa automaticamente in assenza di una risposta da parte dell'amministrazione.
"Evidentemente l’intenzione è favorire investimenti e spirito di impresa arricchendo le nostre città di servizi e punti di ritrovo", aggiunge Balboni, ricordando che "Ferrara ne beneficierà ulteriormente in un meccanismo virtuoso per cui ogni realtà che ottiene successo di pubblico fa da volano a quella successiva".
Le nuove norme toccano anche le autorizzazioni paesaggistiche. I pareri delle Soprintendenze diventeranno obbligatori solo per i dehors posizionati negli spazi che si affacciano direttamente su beni di eccezionale valore; in tali casi, il parere potrà essere negativo esclusivamente se non sarà possibile modificare il progetto per tutelare i beni stessi. Per le altre situazioni, non sarà più necessaria l'autorizzazione delle Soprintendenze, mantenendo però la competenza dei Comuni sulle concessioni di occupazione del suolo pubblico.
Gli enti locali potranno stipulare accordi con il ministero della Cultura per definire criteri generali e prescrizioni su strutture, materiali, colori, collocazione e arredi. Questo rappresenterà un ulteriore strumento di semplificazione. "Si tratta di un passaggio particolarmente significativo in quanto le singole amministrazioni avranno modo di dialogare con strumenti ancora più efficaci di quelli utilizzati fino ad ora condividendo progettualità mirate alla valorizzazione dei luoghi e dei beni pubblici".
Il provvedimento introduce una disciplina transitoria per regolarizzare i dehors già installati, superando progressivamente il regime delle proroghe. L'obiettivo dichiarato è quello di coniugare procedure più snelle, qualità dell'accoglienza e tutela dell'identità dei luoghi.
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