Nuovo caso di hantavirus a bordo della nave Hondius. Tre persone malate evacuate tramite un volo sanitario.
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I malati caricati sull’ambulanza al porto di Praia da medici coperti da protezioni
È stato registrato un nuovo caso di hantavirus, oltre ai sette già segnalati fino a ieri a bordo della nave da crociera Mv Hondius (di cui tre sono deceduti). Questa volta, però, il paziente non è isolato nella sua cabina. Si tratta di un cittadino svizzero sbarcato nei giorni scorsi, che nel frattempo è tornato a casa a Zurigo. Non sentendosi bene, oggi è stato ricoverato in un ospedale della sua città. Presenta sintomi di polmonite tipici del ceppo Andes dell’hantavirus.
Trovato il virus responsabile dell’epidemia
I primi esami genetici sui campioni dei croceristi infettati hanno fornito i risultati. Come temuto, il responsabile dell’epidemia sulla Hondius è proprio il sottotipo Andes, diffuso in Sudamerica (la nave è partita da Ushuaia, in Argentina, il primo aprile), capace, in casi limitati, di trasmettersi da uomo a uomo e non solo dopo un contatto diretto con un roditore infetto. Andes è uno degli hantavirus più mortali. Le polmoniti che provoca portano alla morte nel 40% dei contagiati.
La Hondius, nel frattempo, rimane ancorata al largo di Praia, capitale di Capo Verde. I tre ammalati a bordo (due con polmonite, una donna che ha superato una leggera febbre e non è considerata a rischio) sono stati evacuati e imbarcati su un aereo ambulanza diretto ad Amsterdam: la nave è registrata sotto bandiera olandese.
Una barca ambulanza presta assistenza alla Hondius (afp)
L’evacuazione degli ammalati
I due pazienti più gravi sono membri dell’equipaggio, un olandese e un inglese. La passeggera che ha superato la febbre è tedesca e viaggiava con la donna deceduta a bordo il 2 maggio. Le altre due vittime sono una coppia olandese di 69 e 70 anni. Un passeggero inglese è attualmente ricoverato in Sudafrica in terapia intensiva.
I tre ammalati sono stati trasferiti oggi dalla nave all’aeroporto di Praia in un’ambulanza idonea al trasporto in isolamento, con medici dotati di protezioni contro il contagio: tute, mascherine, guanti e occhiali. Le stesse misure di sicurezza verranno adottate durante il volo e il trasferimento in ospedale.
La partenza contestata per le Canarie
Dopo l’evacuazione dei malati, era previsto che la Hondius levasse l’ancora e si dirigesse verso Tenerife, nelle isole Canarie. Così aveva comunicato ieri sera il Ministero della Salute spagnolo, che aveva accettato di prendersi cura delle 147 persone a bordo (88 passeggeri e 59 membri dell’equipaggio), costrette presumibilmente a un lungo isolamento.
Alcuni passeggeri affacciati dalle loro cabine (afp)
Tuttavia, questa mattina il governatore delle Canarie Fernando Clavijo ha respinto qualsiasi ipotesi di attracco, richiedendo un incontro urgente con il premier di Madrid Pedro Sanchez. “La decisione è stata presa senza le necessarie valutazioni tecniche – ha dichiarato in un’intervista radio – e senza informazioni sufficienti per rassicurare la popolazione”.
Clavijo appartiene al partito conservatore, in opposizione rispetto al governo socialista di Sanchez. Non si prevede che il suo veto sia sufficiente a fermare il trasferimento della nave. Capo Verde si trova a circa tre giorni di navigazione da Tenerife.
L’Oms: “Rischio basso per la popolazione”
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, continua a considerare “il rischio per la popolazione generale basso”. Nonostante la pericolosità, Andes ha una contagiosità limitata tra gli esseri umani. Anche se l’Oms ha dichiarato ieri di sospettare “una trasmissione da uomo a uomo a bordo della Hondius”, gli hantavirus hanno difficoltà a diffondersi tra le persone, senza un contatto diretto con i roditori che li ospitano.
Una colonia di hantavirus
Solo Andes, e solo con un contatto molto ravvicinato, tipico di chi vive in coppia o condivide uno spazio ristretto, ha dimostrato in passato di potersi trasmettere da un essere umano all’altro. “Non siamo di fronte al Covid o all’influenza” ha rassicurato ieri Maria Van Kerkhove, responsabile per le emergenze e le nuove epidemie dell’Oms.
L’epidemia in corso in Argentina
L’ipotesi dell’Oms è che la coppia olandese, o forse solo il marito, si sia infettata durante escursioni in Sudamerica prima della partenza. Il lungo periodo di incubazione degli hantavirus (da una a otto settimane, generalmente attorno alle due) potrebbe aver consentito al virus di diffondersi in uno spazio ristretto come quello di una nave, manifestando i sintomi solo in un momento successivo della crociera.
L’Argentina sta vivendo quest’anno una stagione particolarmente intensa per quanto riguarda la circolazione del virus. I 41 casi registrati dall’inizio dell’anno rappresentano un significativo aumento rispetto al passato. “La diffusione della malattia ha superato la soglia epidemica, con un incremento costante dei casi accumulati nel corso della stagione” ha comunicato ieri il Ministero della Salute di Buenos Aires.
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