Richiesta di processo per un cittadino ferrarese a seguito dell’alluvione in Romagna.
Tra i dieci dei dodici indagati iniziali figura anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati, per il quale la Procura di Ravenna ha presentato richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta avviata in seguito all’ultima delle tre alluvioni – quella di settembre 2024 – che hanno colpito il territorio ravennate in un arco di circa un anno e mezzo.
L’inchiesta è scaturita dall’esondazione del fiume Lamone, che la notte del 18 settembre 2024 ha interessato le località di Traversara e Boncellino.
La Procura ha formulato due ipotesi di reato: la prima riguarda il disastro colposo per la presunta inattività con cui sarebbero state realizzate le opere necessarie, la seconda concerne il pericolo di disastro per la qualità degli interventi effettuati dopo le prime due alluvioni ravennati, quelle di maggio 2023, per le quali il fascicolo rimane ancora aperto.
Punto tecnico cruciale è rappresentato dalla consulenza affidata dal procuratore capo Daniele Barberini e Francesco Coco – responsabili del fascicolo – a tre professori del Politecnico di Milano.
Le dieci richieste di rinvio a giudizio sono state comunicate a dirigenti che, al momento dei fatti, ricoprivano posizioni di vertice a Bologna e a Ravenna in ambito di Protezione Civile, Direzione cura del territorio e dell’ambiente, Servizio Difesa del suolo della costa e della bonifica, o che avevano supervisionato lavori eseguiti sul Lamone prima o dopo l’alluvione.
Per le ultime due persone che avevano ricevuto l’avviso di fine indagini, è stata invece avanzata richiesta di archiviazione per questioni relative all’inquadramento formale dei loro ruoli durante i fatti contestati.
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