A settembre riprende il festival Gad, che invita il pubblico non solo a osservare, ma anche a partecipare attivamente.

A settembre riprende il festival Gad, che invita il pubblico non solo a osservare, ma anche a partecipare attivamente. 1

Dal 7 al 13 settembre, Ferrara si trasforma in un palcoscenico e un laboratorio artistico all’aperto con G.A.D. – Gesto Azione Drammaturgia, festival internazionale dedicato alle arti performative e al teatro urbano, organizzato dall’associazione C.A.R.P.A. Aps, che quest’anno celebra la sua seconda edizione.

Un ampio programma che include decine di spettacoli e ospiti da ogni parte del mondo, spaziando dal teatro alla danza, senza dimenticare la fotografia, la musica, laboratori e incontri di divulgazione. Al G.A.D. Festival, è difficile limitarsi a osservare: il pubblico è incoraggiato a partecipare attivamente e a diventare protagonista attraverso laboratori e performance comunitarie.

“Desideriamo che l’interazione tra la nostra comunità e gli artisti invitati al festival, provenienti da tre continenti, superi il momento di un singolo spettacolo – afferma Veronica Ragusa, presidente di C.A.R.P.A. Aps e organizzatrice dell’evento -. Abbiamo deciso di ampliare le possibilità di questo incontro, rendendo il pubblico un interlocutore attivo e non solo un semplice spettatore. Per questo motivo, promuoviamo workshop e incontri di elevato profilo culturale, dove è possibile porre domande, mettersi alla prova e apprendere nuovi strumenti artistici e relazionali.”A settembre riprende il festival Gad, che invita il pubblico non solo a osservare, ma anche a partecipare attivamente. 2

“I laboratori teatrali che offriamo quest’anno – aggiunge Marco Luciano, direttore artistico del festival – sono progettati per approfondire ed esplorare, con il supporto di esperti di fama internazionale, i tre elementi essenziali della valigia dell’attore: memoria, presenza e azione, rappresentando un’opportunità formativa significativa, soprattutto per i giovani artisti residenti in città.”

Tutti i laboratori si terranno presso gli spazi del Consorzio Factory Grisù in via Poledrelli 21.

Dall’8 al 10 settembre, dalle 9 alle 13, si svolgerà “La Memoria del Corpo”, un laboratorio a cura della compagnia internazionale Residui Teatro, attiva a Madrid dal 2000 nella promozione di spettacoli e percorsi formativi nel campo del teatro e della danza. Questo laboratorio si focalizza sul corpo come strumento di espressione, fornendo ai partecipanti le risorse per attingere dalla memoria corporea, composta da esperienze e vissuti, e per apprendere a trarre dall’ordinario l’azione teatrale straordinaria.

Nello stesso periodo, nel pomeriggio, avrà luogo il laboratorio “Qui ed Ora” condotto da Ana Woolf, attrice argentina e docente presso l’Università degli Studi Tre. Questo laboratorio si concentrerà sulla presenza, ovvero sulla capacità dell’attore di essere completamente, sia fisicamente che mentalmente, nel luogo e nel momento in cui deve essere presente. Un’opportunità per esplorare la chiave e il fascino dell’effimero nel teatro.

Infine, dall’11 al 13 settembre, dalle 9 alle 11, si terrà il laboratorio “L’attore che danza” a cura del Teatro Tascabile di , una storica eccellenza italiana conosciuta a livello mondiale. Un viaggio verso oriente che permetterà ai partecipanti di entrare in contatto con le danze classiche indiane, un patrimonio ricco di cui gli attori del Tascabile sono maestri riconosciuti sia in Europa che in India. Durante le lezioni, i codici del Kathakali e del Bharata Natyam, passi e gesti fondamentali, saranno presentati come un nuovo alfabeto con cui l’attore-partecipante potrà comporre la propria poesia.

“Per noi – conclude Luciano – la formazione teatrale non è solo un modo per apprendere un mestiere o una tecnica, ma rappresenta un’opportunità che talvolta si trasforma in un’esperienza di cambiamento interiore e, per questo motivo, ha un’importanza profondamente politica. Ogni laboratorio sfida il nostro modo di percepire noi stessi, gli altri e la comunità a cui apparteniamo. Abbiamo voluto invitare maestri capaci di portare linguaggi e prospettive diverse, poiché crediamo che il teatro lasci ben oltre il tempo di uno spettacolo o di un festival. Il teatro, nella sua natura effimera, ha la capacità di trasformare i luoghi e le persone che attraversa, lasciando una comunità diversa da come l’ha trovata.”

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