“Diaz” riprende vita al cinema nella Sala Estense

Il 20 luglio 2001 Carlo Giuliani venne assassinato in piazza Alimonda. Ventiquattro ore dopo, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, lo Stato italiano avrebbe redatto una delle pagine più buie della propria storia recente.

Per commemorare quei giorni e il loro significato politico, lunedì 20 luglio, presso la Sala Estense di Ferrara, si svolgerà la proiezione di “Diaz – Non pulire questo sangue” di Daniele Vicari, secondo evento della rassegna “G8: 25 anni dopo. Perché i fatti accaduti nel 2001 a Genova ci riguardano ancora molto”, organizzata da un gruppo di cittadini insieme ad Arci Ferrara. Apertura porte alle ore 20.30. Inizio proiezione alle ore 21.

Novantatré persone si trovavano all’interno della scuola Diaz quando la polizia fece irruzione: alla fine della violenza si contarono 82 feriti, di cui 63 necessitarono di ricovero in ospedale, alcuni in condizioni critiche.

Decine di individui furono colpiti mentre dormivano o erano già immobilizzati, i corridoi della scuola si riempirono di sangue e molti di loro furono trasportati via in barella. Tra di essi, qualcuno rischiò di perdere la vita.

Nelle ore successive, a Bolzaneto, altri subirono umiliazioni, violenze e torture. Negli anni a seguire, i processi avrebbero accertato responsabilità gravissime, tra cui la falsificazione di prove e verbali, creati per giustificare l’operazione. La Corte Europea per i Diritti Umani condannò l’Italia per Crimini di Tortura.

A venticinque anni di distanza, la Diaz continua a rappresentare una ferita aperta non solo per la violenza inflitta a decine di persone innocenti, ma perché quella notte dimostrò fino a che punto il potere fosse disposto a spingersi per reprimere il movimento no-global, che contestava l’ordine economico e politico prevalente.

Le immagini della Diaz furono diffuse sugli schermi di tutto il mondo. Per milioni di persone il nome di Genova non evoca il vertice dei capi di Stato e di governo riuniti nella zona rossa, ma richiama l’assassinio di Carlo Giuliani, i pestaggi alla Diaz, le torture di Bolzaneto.

Richiama una repressione che ha segnato profondamente la storia dei movimenti e l’immagine internazionale dell’Italia. “Diaz” non è solo un film. È il racconto di una notte in cui la verità fu oscurata dal sangue delle vittime. Ed è il racconto di una lunga battaglia, che mira a far emergere ciò che realmente accadde a Genova.

“Abbiamo deciso di organizzare questa serata perché riteniamo che la memoria sia una responsabilità politica – spiegano i promotori -. Troppi giovani oggi non conoscono la Diaz, Bolzaneto o le giornate di Genova. Ricordare significa evitare che quella violenza venga normalizzata, minimizzata o dimenticata.”

La rassegna si concluderà venerdì 24 luglio al Cps Acquedotto, con una serata dedicata alle testimonianze e all’eredità politica di Genova e con la presentazione del documentario realizzato da Paolo Cirelli e Alessandro Panetta. Ingresso a offerta libera consapevole.

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